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COPENAGHEN, ELOGIO DELLA LENTEZZA

Biennale di Architettura di Copenaghen: quando rallentare diventa un atto radicale, poetico e politico

In un mondo in costante accelerazione, dove le metropoli proliferano e la verticalità è diventata il simbolo del progresso, la prima Biennale di Architettura di Copenaghen offre una tregua. Dal 18 settembre al 19 ottobre 2025, la capitale danese vivrà a un ritmo diverso. Con il tema "Slow Down", offrirà una gradita desincronizzazione dal ritmo architettonico globale. 

Guidata dalla visione di Josephine Michau – CEO e fondatrice di CAFx, nonché curatrice del Padiglione Danese alla Biennale di Architettura di Venezia del 2023 – questa edizione inaugurale mira a promuovere una riflessione critica sul ruolo dell'architettura nel plasmare le società e l'ambiente. Qui, l'architettura diventa un atto di attenzione, di riconnessione con l'ambiente circostante. L'attenzione è rivolta alla sostenibilità, alla longevità e all'impegno consapevole nei confronti del nostro ambiente. Le parole chiave? Rallentamento, rigenerazione, relazione.

L'approccio scenografico, distribuito tra Copenaghen e Malmö, adotta il registro del frammento poetico. Oltre 150 eventi scandiscono il programma: mostre, film, conferenze e performance. Tra i nomi danesi di spicco, Adept presenterà "Fast City/Slow Architecture" e Lendager offrirà "Living Lab". Sono previste anche mostre con star internazionali come Atelier Bow-Wow e Rem Koolhaas, un'architettura sonora con Ying-Hsueh Chen e un evento con il filosofo giapponese Kohei Saito. Open House Copenhagen inviterà il pubblico a scoprire edifici solitamente chiusi. Ma sono i due padiglioni effimeri, "Barn Again" e "Inside Out, Downside Up", a cristallizzare il tema. Il primo, ideato dal designer architettonico Tom Svilans & THISS Studio, dagli ingegneri Bollinger+Grohmann e dai falegnami danesi Winther A/S, dà una seconda vita al legno norvegese di recupero attraverso un mix di artigianato ed espressione digitale. Il secondo progetto, del duo emergente Slaatto Morsbøl (Thelma Slaatto e Cecilie Morsbøl), inverte le gerarchie dei materiali glorificando elementi di recupero – tubi di ventilazione tagliati a metà, mattoni forati a vista, legno di recupero e canne di paglia – trasformandoli in un'architettura tattile e contemplativa. Entrambi i progetti reinterpretano il riutilizzo dei materiali e dimostrano come rallentare il settore edile possa essere raggiunto in modo esteticamente sublime.

Al centro della biennale, la mostra "Slow Down", presso Halmtorvet 27 a Copenaghen e il Form/design Center di Malmö, assumerà la forma di una mappatura transdisciplinare del rallentamento. Presenterà le riflessioni di Dark Matter Labs, Studio Tideland con Emma Rishøj e CENTRALA, tra gli altri. Le loro opere giocano con le temporalità industriali e creano un'architettura atmosferica, contestuale e umile. La mostra mira a presentare nuove narrazioni e concetti per un immaginario culturale troppo legato alla velocità.

Il cinema estende queste intuizioni al regno dei sensi. Il programma cinematografico presenterà anteprime mondiali, gemme rare e classici ricontestualizzati. La Biennale è orgogliosa di presentare la prima mondiale di Rendi i materiali importanti, un nuovo film ritratto di Søren Pihlmann di Pihlmann Architects, curatore del Padiglione Danese alla Biennale di Architettura di Venezia del 2025. Accanto al film ritratto di nomi affermati, tra cui Aldo Rossi, Scarpa, Rem Koolhaas e Kengo Kuma. I classici di Tati (Mon una volta) e Whyte (La vita sociale dei piccoli spazi urbani), introdotte dal celebre urbanista Jan Gehl, le prospettive di Kate Orff o Dorte Mandrup, le immersioni urbane di Bêka & Lemoine (Dolcemente brutale et Trasmutazioni): tutto contribuisce a spostare l'architettura verso il regno dell'esperienza vissuta.

Non dimentichiamo "Assemble!", un simposio professionale di due giorni che riunirà architetti, urbanisti, responsabili politici e altri stakeholder. I dibattiti si concentreranno sulle sfide strutturali che il settore edile si trova ad affrontare e sulle nuove opportunità per il futuro. Il simposio esplorerà un futuro in cui gli edifici non vengono estratti dal terreno ma rigenerati, dove l'innovazione non riguarda la disgregazione ma la riparazione. Relatori come Kate Orff (fondatrice di SCAPE), Indy Johar (fondatrice di Dark Matters Labs) e Anders Lendager (fondatore di Lendager) proporranno nuove normative e mostreranno come queste idee futuristiche stiano già prendendo forma in progetti realizzati o pianificati. Il programma includerà anche tavole rotonde e casi di studio con Søren Pihlmann, Dan Stubbergaard, Rikke Juul Gram, Michaël Ghyoot e altri.

Non è un caso che la biennale si inaugurerà presso l'iconico Thorvaldsens Museum. Il 18 settembre, la festosa giornata di apertura al pubblico offrirà spettacoli, DJ set e delizie culinarie per tutte le età. L'inaugurazione, che si terrà nel cuore del quartiere culturale di Copenaghen, coincide con una festa che coinvolgerà l'intero quartiere, in cui numerosi musei offriranno ingresso gratuito ed eventi speciali. L'intera manifestazione è gratuita e aperta al pubblico. Il passaggio da un format di festival annuale a una biennale riflette questo stesso desiderio di densità, durata e respiro.

Più lento, sì. Ma più nitido. Più lento, ma più lucido. In un mondo di urgenza, rallentare non significa fuggire: significa radicarsi per agire in modo più efficace. Questo autunno, Copenaghen diventerà l'epicentro discreto di questa delicata rivoluzione. Una rivoluzione a misura d'uomo, che si dispiega in tempo reale, dove l'architettura riscopre la sua missione più nobile: connetterci.

Biennale CAFx

Forum di architettura di Copenaghen

Halmtorvet 27, Copenaghen

Dal 18 settembre al 19 ottobre 2025

cafx.dk/biennale/casa

Arianna Tonon  

Esperienze e una cultura che ci definiscono

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