IL VILLAGGIO VERTICALE DI BALTIMORE 

©Laurian Ghinitoiu

Per celebrare il suo 150° anniversario, la Johns Hopkins University ha inaugurato a Baltimora il Bloomberg Student Center, un edificio progettato dal Bjarke Ingels Group e dal Rockwell Group. Più che un semplice centro studentesco, si tratta di un vero e proprio paesaggio architettonico in legno massello che ridefinisce la vita del campus e afferma un'ambizione ambientale raramente riscontrabile su questa scala.

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All'angolo del 33e All'incrocio tra Rue e Charles Street, dove lo storico campus di Homewood incontra la città, la topografia si fonde con l'architettura. Su un pendio di quasi nove metri, il Bloomberg Student Center si dispiega sui suoi 150.000 metri quadrati come un piccolo villaggio di 29 padiglioni a cascata in legno massello, sormontati da ampi tetti piani a sbalzo. Sotto questi tetti, quasi mille pannelli fotovoltaici producono circa la metà dell'energia elettrica necessaria all'edificio. L'intento è chiaro: fare della convivialità studentesca un manifesto spaziale e climatico.

Progettato da BIG – Bjarke Ingels Group, con Rockwell Group per l'architettura d'interni, Shepley Bulfinch come architetto esecutivo e Michael Van Valkenburgh Associates per la progettazione del paesaggio, l'edificio mantiene una scala domestica nonostante le sue dimensioni. Ogni volume, realizzato con struttura in legno lamellare, è incastonato nel pendio, consentendo l'accesso diretto a tutti e quattro i livelli. Questa strategia dissolve la massa e migliora l'accessibilità, mantenendo al contempo un rapporto armonioso con il campus e gli alloggi studenteschi dall'altra parte della strada.

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L'ampia facciata in vetro funge da vetrina civica: dallo spazio pubblico si può percepire il dinamico mosaico delle attività studentesche. All'interno, un vasto atrio centrale, inondato di luce naturale, funge da salotto comune. Una scala monumentale collega i vari livelli, integrando gradinate con sedute, panchine e fioriere. I soffitti acustici in DLT (legno lamellare a incastro), le colonne a vista e gli infissi in rovere bianco creano un'atmosfera calda, quasi nordica, dove la materialità diventa linguaggio di ospitalità.

Il programma, sviluppato attraverso anni di consultazioni e oltre 1.500 contributi studenteschi, crea un vivace polo interamente dedicato ad attività extra-curriculari. Una food hall con prodotti locali, un pub e una caffetteria, una sala spettacoli modulare da 250 posti, studi di danza, sale prove, studi di registrazione, spazi per riunioni di associazioni studentesche, un centro multimediale digitale e una sala eSport: tutti questi elementi scandiscono il ritmo della giornata di uno studente, dalle attività creative al relax. Nessuno spazio è assegnato in modo permanente; la flessibilità diventa un principio guida, favorendo la condivisione e incontri inaspettati.

Il paesaggio rafforza questa idea di continuità. Cortili, terrazze e spazi verdi esterni accompagnano il movimento e sfumano il confine tra interno ed esterno. Integrati nel pendio, questi giardini collegano il cuore del campus al suo contesto urbano, favorendo un dialogo armonioso tra istituzione e quartiere.

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Dal punto di vista ambientale, il progetto punta alla certificazione LEED Platinum. L'ampio utilizzo del legno strutturale riduce significativamente l'impronta di carbonio, mentre l'abbondanza di luce naturale e la produzione di energia solare allineano l'edificio ai principi di prestazione sostenibile. Qui, la sostenibilità non è un'etichetta, ma un'estetica: quella di un'architettura che abbraccia la responsabilità del proprio tempo.

Intitolato in onore dell'ex alunno Michael R. Bloomberg, il centro incarna un'ambizione filantropica ed educativa: offrire, per la prima volta nella storia della Johns Hopkins, uno spazio interamente dedicato alla vita studentesca. Più che una semplice struttura, il Bloomberg Student Center è un ponte di collegamento tra il campus e la città, tra il rigore accademico e l'espressione personale. A Baltimora, l'università si arricchisce di un cuore pulsante e luminoso in legno, dove l'architettura diventa un catalizzatore di comunità.

studentcenter.studentaffairs.jhu.edu

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