Bharti Kher: il sole spacca le pietre

Per Bharti Kher, ogni opera è un enigma. Per quasi tre decenni, l'artista, nata a Londra nel 1969 e ora residente in India, ha costruito un corpus di opere che procede attraverso ibridazioni, contraddizioni e narrazioni allegoriche. Inventa mondi popolati da chimere, animali fantastici e simboli strappati alla tradizione per meglio reinserirli in un presente incerto.

Bharti KHER, Dipinto meteorologico: Furia della Madre, 2023

A Parigi, la galleria Perrotin gli dedica questo autunno una mostra intitolata "Il sole che spacca le pietre", che riunisce una serie di dipinti monumentali, Dipinti meteorologici, veri e propri campi di forza in cui si condensano le tensioni del nostro tempo, e presenterà anche alcune sculture dell'artista, che prolungano nello spazio le metamorfosi e le tensioni presenti nelle sue tele.

In queste tele recenti, l'olio e il pastello a olio vengono manipolati fino a trasformarsi in materia organica. La pittura non si limita a rappresentare; agisce come un corpo, respirando, screpolandosi, consumandosi. In Il sole che spacca le pietre (2023-2024), dipinto monumentale di circa 3 metri di larghezza, la luce sembra incrinare la superficie stessa della tela, come se il calore solare avesse il potere di rompere la pietra. La furia della madre (2023) traduce la rabbia tellurica di una natura in rivolta, mentre The Hunger (2023-2024) evoca, con colori carnosi, la voracità e la fragilità della vita. Non si tratta di immagini serene, ma di esperienze fisiche, tempeste materializzate sulla superficie del dipinto.

Questa energia pittorica può essere compresa solo alla luce dell'intera carriera di Bharti Kher. Fin dai suoi esordi, ha realizzato bindiQuesto punto frontale, tradizionalmente indossato dalle donne in India, è un motivo ricorrente. Moltiplicato all'infinito, declinato in spirali o a forma di spermatozoo, diventa nelle sue opere una seconda pelle, una costellazione cosmica, un segno al tempo stesso femminile e universale, intimo e decorativo. "Sia maschile che femminile, simbolicamente e concettualmente... Il risultato è un'estetica visiva contraddittoria.", spiega, a proposito di queste forme banali che sono diventate un linguaggio visivo. Attraverso di esse, sfuma i confini tra virilità e fertilità, tra quotidiano e meraviglioso.

Bharti KHER, Pittura del tempo: la fame, 2023 - 2024

Il critico Kanu Agrawal ha giustamente descritto le sue creazioni come "favole nate da una distopia ecologica e tecnologica, dove umani, animali e macchine coesistono in un mondo senza sangue". Quella che potrebbe sembrare una fantasia barocca si rivela così un commento diretto ai nostri tempi. Le sue creature mutanti, le sue superfici sature di bindi I suoi dipinti, permeati dalla rabbia del clima, rendono visibili le fratture della modernità. La mutazione, afferma, non è solo un processo estetico, ma una tecnica di sopravvivenza, un camuffamento contro i vecchi regimi patriarcali.

Questa lettura femminile e materialistica dell'arte, come l'ha descritta la critica Geeta Kapur, è la prospettiva che le donne adottano per osservare "la realtà materiale delle cose che costituiscono la sostanza attiva della vita". Nell'opera di Bharti Kher, il quotidiano si trasforma in meraviglioso e il sublime è spesso venato di ridicolo. bindi, divenuto segno fluttuante, condensa questa tensione: accessorio di moda e simbolo identitario allo stesso tempo, si presta a tutte le mutazioni, proprio come la sua arte.

Formatasi al Middlesex Polytechnic di Londra e poi al Newcastle Polytechnic, dove si è laureata con lode in pittura, ora vive a Nuova Delhi. Le sue opere sono state esposte in importanti istituzioni internazionali, da Central Park a New York allo Yorkshire Sculpture Park in Inghilterra, e sono state oggetto di importanti mostre alla Vancouver Art Gallery, alla Hayward Gallery di Londra e al Rockbund Art Museum di Shanghai. Questa traiettoria internazionale, senza mai cancellare le radici indiane del suo vocabolario, testimonia un'esplorazione consapevole dei "mondi intermedi", quegli spazi in cui i confini tra natura e cultura, intimo e politico, interiore ed esteriore si dissolvono.

Presentare queste opere nella galleria parigina di Perrotin, nel cuore del quartiere Marais, colloca questo gesto pittorico su un palcoscenico internazionale in cui Bharti Kher occupa ormai un posto di rilievo. E in linea con questo momento, il Museo Thorvaldsen di Copenaghen dedica una mostra allo stesso periodo, intitolata "Mitologie". Lì domina la natura duratura delle narrazioni fondative, mentre a Parigi è la furia degli elementi. Due approcci che testimoniano la stessa ambizione: inventare una mitologia contemporanea capace di esprimere, con intensità, la fragilità del nostro tempo.

“Il sole che spacca le pietre”
 Perrotin Parigi
 10, Vicolo Saint-Claude, Parigi 3e 

Fino al 20 dicembre 2025

perrotin.com

Bharti KHER, Dipinto meteorologico: il sole che spacca le pietre, 2023 - 2024

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