EVA HELENE PADE: NELLA LUCE DEI CORPI

A Londra, Thaddaeus Ropac ospita la prima mostra personale nel Regno Unito dell'artista danese Eva Helene Pade. Un magistrale tuffo in un universo di folle infuocate, dove il corpo femminile diventa linguaggio collettivo con violenza e seduzione.

På række (In line), 2025, © Eva Helene Pade. Foto: Pierre Tanguy. Per gentile concessione di Thaddaeus Ropac

Nella pittura di Eva Helene Pade c'è qualcosa di inquietante e allo stesso tempo affascinante, come una danza che oscilla tra abbraccio e spintoni. Con Søgelys (letteralmente "proiettori"), l'artista nata in Danimarca e residente a Parigi dirige una coreografia di corpi attraversati da tensioni, sospesi tra luce cruda e volute di fumo. Le tele monumentali, issate su pali metallici che le strappano dalle pareti, costringono lo spettatore a circolare, a scivolare tra loro, come all'interno di un dramma collettivo.

Nelle sue folle di sagome saturate di rossi e ocra, domina il femminile. Ma lontano da uno sguardo che fissa e feticizza, Pade tratta i suoi personaggi come "tavolozze emotive", veicoli di affetti. I suoi corpi si dissolvono, si trasformano, si scontrano, si consumano nella materia pittorica. I volti si confondono, le labbra svaniscono, i gesti diventano frammenti di racconto, sospesi al limite dell'astrazione. Ciò che Pade mette in primo piano non è l'individuo, ma la potenza del comune, quel tumulto condiviso in cui i contorni di sé si dissolvono in un gesto spontaneo.

Den Fundne (Il ritrovato), © Eva Helene Pade. Foto: Pierre Tanguy. Per gentile concessione di Thaddaeus Ropac

Il fumo, onnipresente, funge da metafora: cancella i contorni, rende incerte le scene, instaura una minaccia sorda. In Skygge over mængden (Ombra sulla folla), una sagoma alata emerge sopra una massa carbonizzata, immersa in un cielo giallo brillante, mentre i fasci dei proiettori scrutano la tela come occhi inquisitori. Questi raggi, che danno il titolo alla mostra, si trasformano a turno in correnti elettriche, in schegge di spade, in lance medievali che ricordano Paolo Uccello.

Reminiscenze di storia dell'arte, mitologie rivisitate, memoria della pittura storica e degli affreschi murali di Diego Rivera: nell'opera di Pade, ogni figura sembra prigioniera di un ciclo immemorabile di caduta e rinascita. Le sue folle diventano parabole di un presente turbolento, attraversato allo stesso tempo dall'estasi e dalla minaccia del collasso.

«Søgelys»
Thaddaeus Ropac Ely House
37 Dover Street, Londra (Inghilterra)
Fino al 22 novembre 2025

ropac.net

Skygge over mængden (Ombra sopra la folla), 2025, © Eva Helene Pade. Foto: Pierre Tanguy. Per gentile concessione di Thaddaeus Ropac

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