Ogni anno, la Biennale di Issy-les-Moulineaux presenta artisti emergenti accanto a nomi affermati. Dopo aver scelto il tema del sogno per la sua 15a edizione, con il titolo "I sogni hanno le loro ragioni", ispirato alla famosa frase di William Shakespeare "Siamo fatti della materia di cui sono fatti i sogni...", la manifestazione accoglie Katia Bourdarel, una pittrice che rappresenta la nuova arte figurativa francese e la cui opera ci ha turbato.
Intitolato Narciso #3, questo dipinto, parte di una serie realizzata a olio su tela nel 2018, ci mette di fronte a una scena inverosimile, tanto più inquietante perché dipinta con una meticolosità e un realismo che, da lontano, possono sembrare quasi fotografici. Al centro di una stanza vuota, come se fosse imbrigliata su un tavolo che funge da piedistallo, vediamo un corpo nudo che sembra una statua, semidisteso, circondato da un drappo scarlatto che le avvolge la vita come una corolla. Una donna-fiore, prigioniera o regalo che sia, non ha volto, poiché tutta la parte superiore del corpo è avvolta da un altro drappo color malva legato da un nastro rosso...
Corpo costretto, corpo statuario o corpo in efflorescenza... Evocando la prigionia come la metamorfosi, il bozzolo come la crisalide, questo corpo statuario con turbante contempla - alla cieca, però - il suo riflesso nello specchio che gli sta di fronte. È uno strano specchio che non riflette ciò che dovrebbe: si pensi alla Riproduzione proibita di Magritte, che mostra un uomo di spalle allo specchio che guarda il suo riflesso da dietro...



Miraggi
Foglie e pezzi di spatole di anthurium - grandi petali rossi a forma di calice - appaiono sul doppio specchio posto di fronte alla modella, ma sono assenti dall'opera... Un'altra stranezza è che il drappo riflesso è srotolato, più simile a una maschera che a un pacco. È l'idea di trasformazione che l'artista ha voluto evocare in questo caso: mentre l'imballaggio "ci permette di mettere in discussione la proprietà del corpo", la maschera, come lo specchio, rimanda alla metamorfosi e all'interiorità: "È nascosto, al riparo dallo sguardo degli altri, che possiamo essere liberi, appartenerci e reinventarci, inventare una versione desiderata o fantasticata di noi stessi2". Allo stesso modo, il gioco del corpo come oggetto, posto su un tavolo come una statua su un piedistallo, offerto allo sguardo..., ci permette di staccarci da questo ruolo erotico, da questa feticizzazione, per accedere a un "altrove", a un'infinità di possibilità - rappresentata dallo specchio -, e all'"interiorità" - rappresentata dal riflesso della scala...


Katia Bourdarel ama creare perturbazioni tra lo spazio reale (qui, la stanza) e lo spazio dei sogni e delle fantasie (rappresentato dagli specchi) per creare confusione e dubbio. Giocando costantemente con l'ambivalenza, l'artista ci conduce in uno spazio fluttuante (rappresentato dalle pareti bianche) al limite tra sogno e incubo: metà artefice, metà dea, la sua modella, la cui stessa posa evoca il fiore dell'anthurium, "potrebbe essere una donna che si metamorfizza in un fiore". Questa osmosi del corpo con la natura, questa propagazione della pianta nell'uomo, è un tema ricorrente nel suo lavoro, e senza dubbio quello che getta più luce sulla sua pratica. Oltre alla serie Odalisques (2014) e a Songe d'une nuit d'été (2020), Le Printemps (2021) è una perfetta illustrazione di questa simbiosi tra uomo e natura: un corpo nudo disteso su un tronco d'albero, in un sapiente e virtuoso gioco di luci e ombre, sembra fondersi con la corteccia. Un'opera di grande valore che testimonia l'inventiva e la meticolosità del tocco del pittore. Una bella lezione di pittura.
- nella Tempesta, 1610 circa
- Intervistato il 14 settembre 2023
Nata a Marsiglia nel 1970, Katia Bourdarel si è diplomata all'École nationale supérieure des arts décoratifs di Parigi. È rappresentata dalla Galerie Aeroplastics di Bruxelles e dalla Galerie Bernhard Bischoff di Berna.
@katiabourdarel
Biennale di Issy-les-Moulineaux "Le Rêve a ses raisons" (Il sogno ha le sue ragioni)
Museo delle carte da gioco francesi e Galleria storica della città
16, rue Auguste-Gervais, Issy-les-Moulineaux
Fino al 12 novembre 2023
biennaledissy.com








