LA MITOLOGIA REINTERPRETATA NELL'ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA

La galleria Mazzoleni di Londra stabilisce un legame tra antichità e presente riunendo le opere di tre grandi figure dell'arte italiana e di un artista messicano contemporaneo: Giorgio De Chirico, Salvo, Giulio Paolini e Jorge Méndez Blake.

Salvo, Una sera, 2001 © Per gentile concessione di Mazzoleni, Londra - Torino

Da trentacinque anni la Galleria Mazzoleni, con sede a Torino e a Londra, offre una visione ricca e ampia dell'arte italiana del dopoguerra e contemporanea. Per celebrare il suo decimo anniversario nella capitale inglese, l'istituzione continua a presentare mostre di livello museale. "Mythology Reinterpreted" getta nuova luce sulla visione di tre grandi artisti, le cui opere rimangono un riferimento storico e una fonte di ispirazione senza tempo.

Questo percorso pittorico accosta "le riflessioni metafisiche di Giorgio De Chirico (1888-1978), la pratica concettuale e figurativa di Salvatore Mangione, detto Salvo (1947-2015), e l'esplorazione dell'identità e della storia dell'arte di Giulio Paolini (1940-)". Per Mazzoleni, tutti e tre hanno sempre plasmato l'identità della galleria, fondendo approcci classici e moderni.

Giulio Paolini, L'altra figura, 1983 © Per gentile concessione di Mazzoleni, Londra - Torino

L'INFLUENZA DEL PASSATO SUL PRESENTE

La mostra invita lo spettatore a compiere un viaggio nel tempo attraverso una serie di oggetti archeologici romani. Giorgio De Chirico ci invita a sondare gli enigmi del tempo e dell'esistenza attraverso la rappresentazione di elementi chiave delle civiltà antiche. Salvo costruisce questo stesso dialogo con l'antichità, in particolare nel dipinto Una sera (2001), che raffigura colonne immerse in un paesaggio immaginario ipersaturo. Per quanto riguarda Giulio Paolini, l'artista 84enne propone un'esplorazione introspettiva della storia dell'arte. La sua scultura L'altra figura (1983), composta da due teste greco-romane e dai frammenti di una terza in rovina, esplora il mistero, l'assenza, la malinconia e la nostalgia del passato.

Il loro approccio è contestualizzato con le opere contemporanee di Jorge Méndez Blake (1974-). Questo artista visivo messicano esplora il rapporto tra linguaggio, testo, storia letteraria e architettura antica come spazio di riflessione e dialogo collettivo. Ne è un esempio il suo magnifico dipinto Amphitheater Reconstruction (We Sit, We Listen, We Discuss) VI (2023), realizzato a matita su carta. Qui l'artista esplora l'immagine in evoluzione dell'anfiteatro come "luogo di nascita della poesia e simbolo del potenziale del discorso comunitario", dove le persone si siedono, ascoltano e possono partecipare attivamente.

Jorge Méndez Blake, Ricostruzione dell'anfiteatro (Ci sediamo, ascoltiamo, discutiamo) VI, 2023
© Per gentile concessione dell'artista.

CONTINUITÀ DEL TEMPO E DELLO SPAZIO

Questo viaggio curatoriale nel cuore della storia dell'arte mira a metterne in luce la rilevanza per la cultura visiva contemporanea. "Attraverso tutte le opere esposte si legge un atteggiamento comune ai protagonisti dell'arte del Novecento, capaci di affrontare la questione del tempo e della storia in modo del tutto personale, dilatandone e contraendone arbitrariamente i limiti", spiega la curatrice e ricercatrice Benedetta Casini, che aggiunge: "Alla profondità della metafisica di De Chirico fa da contraltare l'ingenuità solo apparente di Salvo, mentre la riflessione di Paolini sull'identità e sul doppio si risolve nel XXI secolo, con il viaggio alle origini dello Stato democratico proposto da Méndez Blake". "

In occasione del Frieze Masters di Londra dello scorso ottobre, la galleria Mazzoleni ha portato avanti questa riflessione. Ha accostato Le Muse inquietanti di Giorgio De Chirico (1959) con Le Muse inquietanti (dopo De Chirico) di Andy Warhol (1982), invitando lo spettatore a continuare a esaminare l'influenza dell'antichità sul canone artistico.

Due colonne romane con fogliame, I secolo a.C. - I secolo d.C. (periodo augusteo)
© Per gentile concessione di Mazzoleni, Londra - Torino

« L’histoire du XXe siècle regorge de figures qui semblent s’éloigner du présent, voire tourner le dos à l’avenir, pour jeter un regard nostalgique sur les ruines du passé », poursuit Benedetta Casini, ajoutant : « C’est cette mythologie intemporelle, suspendue dans l’indéfinition du contexte, qui traverse la production des artistes représentés dans “Mythology Reinterpreted”, reliés entre eux par un dense réseau de références, de citations et de parallèles iconographiques. »

« MYTHOLOGY REINTERPRETED: A JOURNEY THROUGH ANCIENT INSPIRATION
IN MODERN & CONTEMPORARY ART »
GALERIE MAZZOLENI
15 OLD BOND STREET, LONDRES (ANGLETERRE)
JUSQU’AU 24 JANVIER 2025
MAZZOLENIART.COM

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