Nei dipinti di Leonardo De Vito, i mostri non si nascondono mai veramente. Si insinuano negli angoli di una stanza, strisciano lungo un cielo notturno, popolano architetture immaginarie che oscillano tra il Medioevo e Gotham City.

Nato a Firenze nel 1997 e ora residente a Torino, l'artista non dipinge lo straordinario: raffigura ciò che si nasconde sotto la superficie della vita quotidiana, quelle strane sagome che hanno una strana somiglianza con le nostre. Per la sua mostra "Scary Monsters" da Hauser & Wirth Parigi, organizzata in collaborazione con la galleria Ciaccia Levi, Devito presenta un mondo che fonde nonchalance, disagio e un'inaspettata dolcezza.
Il testo di Violette d'Urso, che accompagna la mostra, offre una preziosa panoramica di quest'opera, raccontando la sua fascinazione per questi "mostri" visibili o suggeriti che trova ovunque nelle tele del pittore. Non sono lì per spaventare, ma per ricordare. Per ricordarci ciò che l'infanzia ha lasciato dietro di sé: piccole paure, sagome immaginarie, ombre proiettate contro le pareti di una stanza. Devito riesce a dipingere questo ricordo sensibile con sorprendente leggerezza, come se l'ansia potesse diventare un gioco. I suoi paesaggi urbani evocano sia città medievali che le cupe ambientazioni di un fumetto moderno, creando uno spazio mentale in cui finzione e memoria si fondono.
La forza di Devito risiede in questa ambivalenza: i suoi dipinti oscillano tra gravità e malizia. Il suo universo visivo, nutrito da molteplici riferimenti, sembra permeato da tensioni, dualità e contrasti deliberati, come gli accordi punk evocati dal titolo della mostra, preso in prestito dall'omonimo album di David Bowie. Ma queste tensioni non sono inquietanti; al contrario, diventano un modo per domare l'ansia, per rivelarne gli aspetti poetici, come sottolinea Violette d'Urso: "Paradossalmente, questo mondo è rassicurante: nell'opera di Devito, ciò che è spaventoso è anche poetico."

L'artista ha solo 28 anni, ma la sua carriera dimostra già una sorprendente maturità. Formatosi all'Accademia di Belle Arti di Firenze, poi all'Accademia di Belle Arti di Vienna, ha conseguito il Master of Fine Arts presso l'Accademia Albertina di Torino. Le sue recenti mostre personali – "Teatrino" a Parigi nel 2024, "Candide" al fianco di Domenico Gnoli a Milano nel 2024-2025 e un progetto personale presentato a Liste Art Fair Basel nel 2025 – presentano un corpus di opere in continua evoluzione, attraendo sia curatori che collezionisti attratti da questo mix di erudizione e immaginazione.
Il programma "Hauser & Wirth Invite(s)" rafforza questa interpretazione. Progettato per ospitare artisti, gallerie e scrittori, offre una piattaforma a coloro le cui voci meritano un pubblico più ampio. La selezione di Devito riflette questo desiderio di costruire ponti, di mettere in luce pratiche emergenti e di promuovere il dialogo artistico all'interno della scena parigina. L'artista trova naturalmente il suo posto in questo contesto: la sua opera, intrisa di narrazioni frammentate, immagini mentali e mitologie contemporanee, invita a una lettura sfaccettata, fluida, quasi cinematografica.
In definitiva, ciò che Devito presenta non è un bestiario fantastico: è una cartografia interiore, popolata di paure addomesticate, ombre familiari e storie che ci portiamo dentro senza sempre riconoscerle. I suoi mostri non sono lì per perseguitarci; sono lì per accompagnarci, come quelle presenze discrete che alla fine intravediamo nell'angolo di uno specchio o nei recessi di un sogno. Con "Scary Monsters", Leonardo Devito ci invita non tanto a contemplare l'ignoto quanto a riconoscerlo, ad accettare che l'estraneità fa parte del nostro paesaggio interiore.
"Mostri spaventosi"
Hauser & Wirth Parigi
26 bis, rue François-1er, Parigi 8e












