Nella sua nuova mostra al Kunstpalais in Germania, l'artista israeliana continua a interrogarsi sull'identità femminile sotto l'influenza dei social network. Le sue opere figurative a olio combinano in modo giocoso la storia dell'arte e la cultura popolare.

Fin dall'inizio della sua carriera, Zohar Fraiman ha esplorato gli effetti dell'era digitale sull'identità attraverso i vari meccanismi che si costruiscono sulle piattaforme sociali, da Instagram a TikTok, passando per Snapchat e Tinder. Con umorismo e ironia, la trentottenne artista nata a Gerusalemme e ora residente a Berlino, si interroga sulla "messa in scena del sé su Internet" e si confronta con i mille e uno modi bizzarri e stravaganti in cui ci mostriamo ed esprimiamo.
La mostra "You-phoria" al Kunstpalais, il museo di arte contemporanea della città tedesca di Erlangen, presenta la sua serie Game of Phones, un'eco dell'epopea fantasy Game of Thrones della HBO. Ma qui gli smartphone prendono il sopravvento e diventano gli oggetti di tutti i nostri desideri.


Portale della distrazione
I dipinti a olio di Zohar Fraiman sono collage figurativi, scintillanti e pieni di umorismo, che attingono alla storia dell'arte e all'immaginario culturale. Come nelle serie precedenti, anche in questo caso l'artista si riappropria degli stati d'animo e delle emozioni trasmesse dai social network per creare narrazioni visive in cui il misterioso e l'onirico competono con l'assurdo.
Le sue opere pittoriche mescolano sapientemente "manierismo e surrealismo" con strumenti digitali e filtri eccessivi. Tutte fanno riferimento a pittori della storia dell'arte (Botticelli, Balthus, Giotto, Modigliani), a personaggi animati della Disney (Alice, Cenerentola, Mulan), a serie televisive(I Simpson, Gossip Girl) e a celebrità (Taylor Swift, Lana Del Rey, Bella Hadid).
I protagonisti che lei fa vivere e mettere in scena si confrontano con la vile legge dell'apparenza e della percezione degli altri. " Il cosmo che lei crea nei suoi dipinti non riflette il nostro mondo, ma mostra realtà parallele che esistono come risultato della rivelazione di noi stessi nell'era dei social media", spiega il museo.


Credenza illusoria e realtà
Queste donne, alle prese con il loro essere e il loro apparire, si circondano di personaggi fittizi o virtuali, spesso metamorfosandosi in strane figure e sagome. Nessuna di loro sembra in grado di fuggire da questo complesso e prefabbricato universo parallelo della società consumistica, devota e sottomessa al suo smartphone. Immerse in colori vivaci, le opere di Zohar Fraiman non smettono di sottolineare i diktat sempre più distorti della bellezza e la deriva sempre più esacerbata dei filtri.
In questo modo sfuma i confini tra digitale e analogico, finzione e realtà, reale e falso. L'artista gioca con le tendenze esistenti (tutorial di make-up, mukbang, foodporn, immagini di gatti ovunque, still life), cambiando e fondendo i volti e i corpi dei suoi protagonisti con effetti glitch e altre giustapposizioni di immagini. Queste moderne scene di vita quotidiana vengono trasformate e distorte, fondendosi gradualmente in cartoni animati, pittura e disegno.
Zohar Fraiman sonda abilmente il crescente paradosso dell'auto-oggettivazione e dell'intercambiabilità, flirtando con la tragicommedia dell'esistenza 5.0 in cui tutti questi protagonisti giocano a fingere fino a perdersi nelle molteplici versioni di se stessi.

"Zohar Fraiman. Tu-foria
Kunstpalais
Museo d'arte contemporanea di Erlangen
Dal 17 maggio al 28 settembre 2025








