Il ronzio ovattato, quasi sconvolgente, della folla cosmopolita. Il profumo fresco e penetrante delle tele nuove che si mescola all'aroma inebriante di un vino d'annata a tre zeri, come una promessa fugace. Il flash discreto di un telefono, in alto, che cattura l'imponente silhouette di una scultura monumentale. Art Basel non è una fiera, ma un organismo vivo e vibrante, una metropoli effimera dove ogni corridoio meticolosamente allestito si trasforma in un labirinto di desideri e ogni stand in una capsula del tempo o, ancora più emozionante, in un portale verso il futuro dell'arte.
Sarah Crowner: La tattilità come manifesto
L'arte a volte è questione di pazienza, decostruzione e umile reinvenzione. Questa è la magistrale lezione che ci offre l'opera di Sarah Crownerpresentato con elegante rigore dalla galleria Luhring AgostinoRiconosciuta per il suo impegno quasi mistico nei confronti della linea, della forma e della materialità dell'oggetto-pittura, Crowner utilizza le sue tele non come superfici da saturare, ma come campi di sperimentazione tettonica.
I frammenti dipinti vengono tagliati con precisione chirurgica, poi assemblati cucendo, un gesto che enfatizza l'atto fisico della fabbricazione, l'artigianalità dietro l'arte concettuale. L'artista conferisce così una materialità palpabile, un tattilità Un nuovo approccio al medium. Ispirata sia dalla geometria naturale che dalla storia dell'arte (che lei stessa considera una materia prima, un medium a sé stante), Crowner crea composizioni in cui la linea non è più tracciata dal pennello, ma nasce dall'incontro, dall'unione, persino dal confronto delle forme. Descrive questo approccio come "pragmatico", paragonando l'assemblaggio delle sue tele alla posa di piastrelle.

© Sarah Crowner; Per gentile concessione dell'artista e di Luhring Augustine, New York. Foto: Genevieve Hanson.
Kyle Dunn: erotismo liquido e scene intime
A PPOWquello è l'americano Kyle Dunn che cattura lo sguardo. Le sue opere recenti, come Salotto et spettacolo (entrambi datati 2025), analizzano con cruda chiarezza e inquietante complessità emotiva la crescente permeabilità tra vita pubblica e rifugio privato nell'era della condivisione costante. Le tele di Dunn non sono semplici illustrazioni: sono drammi psicologici, che catturano scene di isolamento scelto o di intensa connessione romantica.
Queste scene sono spesso permeate da un erotismo diluito, si potrebbe dire "liquido", esaltato da una particolare illuminazione teatrale, quasi quella di un messa in scena cinematografico. Nonostante questa intensità visiva e tematica, i suoi dipinti affondano le radici in un'osservazione meticolosa della vita quotidiana e sono permeati da un umorismo discreto, da un'ironia latente.

Tschabalala Self: Identità in Mosaico
Lo stand della galleria Pilar Corrias irradia con audacia formale Tschabalala SelfCon sede nella Hudson Valley, Self è un'artista di grande importanza, riconosciuta per il suo approccio singolare, quasi iconoclasta, alla figurazione. Nata nel 1990, crea rappresentazioni complesse, principalmente di donne, combinando, sovrapponendo e intrecciando le tecniche della pittura, della serigrafia e della scultura.
Ci ha colpito in particolar modo la moneta del 2025, Bagnante del Bayou, che racchiude questa fusione di texture e narrazioni. Il suo impatto è già ampiamente riconosciuto, come testimonia la presenza delle sue opere in prestigiose collezioni globali, dal Musée d'Art Moderne di Parigi al Whitney Museum of American Art.

Jessie Makinson: miti, rabbia ed ecofemminismo
A Brigitte Mulholland, l'artista londinese Jessie Makinson dispiega un universo pittorico affine a una mitologia personale. Il suo lavoro è un sincretismo furioso dove disegno e pittura si fondono per costruire risolutamente ecofemministeLe sue tele, cariche di energia cromatica, sono popolate da figure misteriose e familiari tra oggetti che, simbolicamente, abbandonano la loro funzione, riflettendo uno stato permanente di rinegoziazione tra l'umano e il non umano.
Utilizzando colori vividi e audaci, Makinson mette in scena rituali e intrighi erotici in cui i suoi personaggi sono partecipanti attivi e pericolosi, che affermano il loro potere sessuale per contrastare le aspettative dello spettatore.

Il CCA di Tashkent: una porta d'accesso all'Asia centrale
Infine, il nostro preferito è stato un progetto, un'ambizione architettonica e culturale che va oltre la semplice cornice della fiera: la Centro per le arti contemporanee di Tashkent (CCA), il cui modello in bronzo, presentato in modo semplice, simboleggiava l'inizio di un nuovo capitolo per la cultura dell'Asia centrale.
Questo progetto di punta dell'ACDF, guidato da Gayane Umerova e rivitalizzato da Studio KOIl Centro per l'Arte Contemporanea (CCA) è la prima istituzione permanente della regione dedicata all'arte e alla ricerca contemporanea, ospitata in un ex deposito di tram risalente al 1912. Sotto la guida illuminata della Dott.ssa Sara Raza, il centro si impegna a promuovere un dialogo tra la complessa storia di Tashkent e le ambizioni future della città. Il CCA dimostra che la trasformazione urbana può preservare l'identità storica fungendo al contempo da piattaforma dinamica per l'arte, rivelando nel processo la ricchezza del patrimonio culturale di Tashkent del XX secolo, finora curiosamente "nascosto" in Occidente.



Raphaël Barontini ©Noée Feval


Amoako Boafo ©Noée Feval
Art Basel Parigi 2025
24-26 ottobre 2025
Grand Palais








