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BILAL HAMDAD, LA PARIGI DELLE SOLITUDINI RADIANTI  

Al Petit Palais, Bilal Hamdad presenta una pittura di rara intensità, all'incrocio tra realismo sociale e poesia silenziosa. Con "Paname", l'artista franco-algerino offre un vivido ritratto della Parigi contemporanea, dove la luce della città illumina gli aspetti intimi dell'umanità.

Bilal Hamdad, Riva Destra, 2021. Olio su tela, 200 x 240 cm. Museo Nazionale di Storia dell'Immigrazione. © Ente Pubblico del Palais de la Porte Dorée/Collezione del Museo Nazionale di Storia dell'Immigrazione © Adagp, Parigi, 2025

Nelle sale silenziose del Petit Palais, tra le opere di Courbet, Pelez e Lhermitte, il mondo contemporaneo si fa sentire con una precisione sorprendente. Bilal Hamdad, nato nel 1987 a Sidi Bel Abbès, espone una ventina di tele monumentali, tra cui due opere inedite, che catturano l'essenza stessa della capitale. Le sue composizioni, costruite a partire da fotografie scattate per le strade, rivelano una Parigi dalle mille sfaccettature: una Parigi di solitudine condivisa, gesti sospesi e volti persi nella folla.

La pittura di Hamdad, al tempo stesso documentaria e lirica, segue le orme dei maestri che ammira, da Caravaggio a Courbet, da Manet a Hopper. Ma parla il linguaggio di oggi, quello di una metropoli satura di immagini e rumore. Sotto il suo pennello, un giovane pensieroso seduto sulla ringhiera di una metropolitana diventa un nuovo Angelus Un cameriere avvolto nella penombra di un bar diventa una figura senza tempo del silenzio; l'immagine di un bambino su uno scooter emana la stessa nobiltà di un ritratto classico. Queste scene ordinarie, immerse in una luce soffusa, compongono una mitologia discreta della vita urbana quotidiana.

Hamdad non cerca né aneddoti né effetti speciali. Scruta la densità della realtà, il modo in cui il tempo vi si posa. L'uso del chiaroscuro, la tavolozza misurata, l'arte dell'inquadratura conferiscono alle sue opere una serena gravità, come se ogni frammento di vita contenesse già la propria trascendenza. Rispetto alle tele del XIX secoloe secolo che ci circonda, i suoi personaggi contemporanei sembrano rispondere, in un dialogo silenzioso ma suggestivo, alla stessa ricerca: quella di un'umanità radicata e universale.

"Paname" è una meditazione sulla visibilità e la cancellazione, sulla bellezza dei gesti semplici, sulla fragilità del momento. Nel tumulto del mondo, Bilal Hamdad dipinge il silenzio – e questo silenzio, paradossalmente, risuona brillantemente.
“Bilal Hamdad – Paname”
Petit Palais
Avenue Winston Churchill, Parigi 8e
Fino al 8 febbraio 2026

petitpalais.paris.fr

Bilal Hamdad, Lost Night, 2023. Olio su tela, 160 x 200 x 4,5 cm. Fondazione François Schneider. © Fondazione François Schneider – Wattwiller, foto Steeve Constanty © Adagp, Parigi, 2025

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