
David Salle, berretto, 2025 Per gentile concessione di Sprüth Magers, foto: John Berens
Da oltre quarant'anni, David Salle occupa un posto unico nella pittura americana. Associato alla generazione postmoderna degli anni Ottanta, ha costruito un corpus di opere che rifiuta la coerenza narrativa tradizionale. I suoi dipinti funzionano invece come campi di forza visivi in cui immagini provenienti da universi diversi si incontrano, si sovrappongono e talvolta si contraddicono a vicenda. In "My Frankenstein", presentata alla galleria Sprüth Magers di Los Angeles, l'artista prosegue questa esplorazione con una serie di nuovi dipinti che ampliano e rinnovano il suo vocabolario visivo.
Nell'opera di David Salle, la pittura non segue mai una narrazione lineare. Funziona attraverso la giustapposizione. Corpi, frammenti di illustrazioni, motivi astratti o decorativi coesistono nello stesso spazio. Ogni immagine sembra appartenere a un mondo diverso, ma la composizione le mantiene in un precario equilibrio. Ciò che potrebbe apparire come una collisione visiva diventa, nei suoi dipinti, una forma di ritmo.
L'artista paragona spesso questa struttura a un accordo musicale. Diverse note vengono suonate simultaneamente, ognuna mantenendo la propria individualità, ma insieme producono una risonanza emotiva. Nelle sue nuove opere, quest'idea è particolarmente evidente. Le immagini non si fondono l'una nell'altra; rimangono distinte, quasi autonome, pur contribuendo a un insieme più ampio.

Questo metodo conferisce ai dipinti una qualità singolare: appaiono immediatamente leggibili, ma in realtà resistono a qualsiasi interpretazione univoca. Una figura, un oggetto o un motivo sembrano suggerire una possibile narrazione, una narrazione che ci sfugge non appena osserviamo la tela nel suo insieme. David Salle gioca proprio con questo riflesso umano di voler costruire una storia a partire dalle immagini.
I nuovi dipinti presentati in "My Frankenstein" seguono questa logica con rinnovata energia. Opere come berretto ou Maglione arancione Sviluppano composizioni ampie, dove colori saturi e forme frammentate producono una tensione visiva quasi musicale. La superficie dei dipinti sembra animata da una dinamica vicina all'astrazione gestuale, ma quest'energia trae origine da immagini riconoscibili.

David Salle, Short Stack,, 2025, per gentile concessione di Sprüth Magers, Foto: John Berens
Questa fusione di figurazione e astrazione è stata una delle caratteristiche distintive di David Salle fin dagli esordi della sua carriera. Negli anni Ottanta, quando la pittura figurativa stava tornando in auge, egli aveva già introdotto una distanza critica nel modo in cui le immagini potevano essere utilizzate. I riferimenti visivi, spesso mutuati dalla pubblicità, dall'illustrazione o dalla cultura popolare, venivano estrapolati dal loro contesto per diventare elementi di un linguaggio pittorico autonomo.
Nelle sue opere recenti, questa strategia rimane pienamente attuale. L'artista non cerca di illustrare una narrazione o di produrre un'immagine stabile. Al contrario, interrompe deliberatamente la relazione immediata tra un'immagine e il suo significato abituale. Rimuovendo le immagini dal loro contesto, trasforma la pittura in uno spazio per mettere in discussione il nostro modo di vedere.

David Salle, Maglia arancione, 2025, Courtesy Sprüth Magers, Foto: John Berens
Questo approccio conferisce ai dipinti una forma di raffinatezza visiva che deriva tanto dalla loro costruzione quanto dalla loro tavolozza. Le composizioni, spesso ricche di colori, possiedono una dimensione quasi lirica. Eppure, dietro questa apparente bellezza si cela una riflessione critica su come le immagini circolano e producono significato nella cultura contemporanea.
Nato nel 1952 a Norman, Oklahoma, David Salle vive e lavora a New York. Le sue opere sono state esposte in numerose istituzioni internazionali, tra cui il Museo d'Arte di Tel Aviv, la Menil Collection di Houston e il Museo d'Arte dell'Aia. La mostra di Los Angeles è la sua prima personale in città dal 1997.

David SalleMattina, 2025 | Courtesy Sprüth Magers, Foto: John Berens
Con "My Frankenstein", David Salle conferma la singolarità di un corpus di opere che continua a interrogarsi sul potere delle immagini. I suoi dipinti non cercano di risolverne le contraddizioni, ma le mantengono sospese, ed è proprio in questo spazio instabile che la loro energia visiva si sprigiona in tutta la sua forza.
Jessica Alban
David Salle – Il mio Frankenstein
Sprüth Magers, Los Angeles
Fino al 25 aprile 2026
spruethmagers.com/exhibitions/david-salle-los-angeles








