Con "Terra e Cielo", la sua prima mostra personale in Francia, Sungi Mlengeya prosegue la sua esplorazione di uno stile pittorico in cui il vuoto diventa eloquente quanto la figura. Ispirata dalla perdita della madre, l'artista tanzaniana presenta una serie di opere di notevole sobrietà, in cui memoria, trasmissione e presenza si dispiegano in un dialogo silenzioso tra terra e cielo.

A prima vista, i dipinti di Sungi Mlengeya sembrano quasi privi di sfondo. I corpi appaiono in mezzo a immense superfici bianche, come sospesi in uno spazio sconfinato. Eppure, questo vuoto non è un'assenza: respira, accoglie lo sguardo e conferisce piena forza alla figura umana.
Da diversi anni, questa pittrice africana si è affermata sulla scena internazionale grazie al suo linguaggio pittorico immediatamente riconoscibile. Le sue figure, spesso femminili, emergono da spazi volutamente minimalisti dove ogni gesto, ogni postura e ogni silenzio assumono una particolare intensità. La luce non modella i corpi; al contrario, sembra scaturire dal vuoto che li circonda.
Nulla, tuttavia, predestinava Sungi Mlengeya a diventare una pittrice. Nata nel 1991 e cresciuta in parte in un parco nazionale tanzaniano dove lavoravano i suoi genitori, è cresciuta lontana da musei e scuole d'arte, riempiendo le lunghe giornate con il disegno e l'artigianato. Dopo aver studiato finanza e aver lavorato per alcuni anni nel settore bancario, nel 2018 ha abbandonato una carriera sicura per dedicarsi interamente alla pittura, imparando da sola, come artista autodidatta, a dare forma alle sue intuizioni. Questa libertà iniziale non ha mai abbandonato la sua opera. In pochi anni, le sue tele hanno viaggiato da Città del Capo a Basilea, da Kampala a New York, sostenute da importanti istituzioni come lo Zeitz MOCAA, dove è stata protagonista della vasta mostra dedicata a un secolo di figurazione nera. Riconosciuta fin da subito come una delle figure emergenti più importanti della scena artistica africana, la sua carriera è stata coronata da una residenza presso la Rockefeller Foundation e dalla pubblicazione della sua prima monografia, senza mai perdere la semplicità che rende la sua pittura così precisa.


Sungi Mlengeya, Pendo, 2026, dettaglio 1, © Sungi Mlengeya, per gentile concessione della Galerie Les Filles du Calvaire, Galleria Afriart e l'artista
Presentata alla galleria Les Filles du Calvaire, "Terra e Cielo" segna una tappa significativa nella sua carriera, essendo la sua prima mostra personale in Francia. Concepita dopo la morte della madre, questa nuova serie assume una dimensione più intima senza mai cedere alla narrazione autobiografica. Piuttosto che soffermarsi sulla perdita, Sungi Mlengeya si concentra su ciò che rimane: i gesti tramandati, le abitudini ereditate, i pensieri che continuano ad abitare chi resta.
Il titolo della mostra, "Terra e Cielo", racchiude in sé questa riflessione. Mentre la terra evoca radici, origini, tutto ciò che ci plasma, il cielo apre uno spazio di proiezione dove persistono ricordi e presenze invisibili. Tra i due, le figure di Sungi Mlengeya sembrano fluttuare con una leggerezza sorprendente, come se fossero liberate da ogni gravità senza mai perdere il contatto con la terra.
Questa tensione si riflette nel suo stile pittorico. I corpi, resi in un nero intenso, risaltano su sfondi quasi immacolati; poche linee bastano a suggerire movimento o emozione. Nulla è ostentato. Le pose, spesso insolite, invitano lo spettatore a osservare il corpo in modo diverso, lontano dalle rappresentazioni convenzionali. Nell'opera di Sungi Mlengeya, il potere scaturisce dall'economia dei mezzi.
Lo spazio negativo, ormai tratto distintivo del suo lavoro, gioca qui un ruolo cruciale. Laddove altri artisti riempirebbero la tela, lei sceglie di lasciare che la composizione respiri. Questo bianco onnipresente non è mai semplicemente uno sfondo: diventa un territorio mentale in cui lo spettatore può proiettare la propria esperienza. In "Terra e Cielo", assume una nuova dimensione, incarnando il "cielo" evocato dal titolo, un luogo dove continuano a esistere i legami invisibili tra le generazioni.
Senza mai scadere nel patetismo, Sungi Mlengeya offre una delicata meditazione sulla continuità dell'esistenza. Ogni figura porta in sé il ricordo di chi l'ha preceduta, come se gesti, presenze ed eredità venissero silenziosamente tramandati da un corpo all'altro. Tra presenza e assenza, silenzio e luce, "Terra e Cielo" ci ricorda che ciò che ci plasma non scompare mai veramente: semplicemente continua a vivere in altre forme.

"Terra e Cielo"
Galleria Le Ragazze del Calvario
17, rue des Filles-du-Calvaire, Parigi 3a
Dal 5 settembre al 24 ottobre 2026







