Nel vasto vortice di immagini del nostro mondo digitalizzato, Carmen Winant attinge come da un pozzo senza fondo e, attraverso migliaia di immagini raccolte, ricostruisce narrazioni che confondono i confini tra il personale e il collettivo. Accostate e scavate, tagliate al centro come a porgerci uno specchio, queste fotografie distorte ci parlano di invisibilità e scomparsa, dell'universalità del dolore e delle piccole gioie, dell'intercambiabilità delle prospettive, e forse anche di corpi e cuori spogliati del loro io interiore...


Stéphanie Dulout








