George Condo, l'arte del pastello nella psiche umana


A New York, le gallerie Hauser & Wirth e Sprüth Magers hanno offerto uno sguardo raro sull'approccio impulsivo, dinamico e complesso di George Condo alla mente umana attraverso il pastello.

È tra i pittori americani più apprezzati sul mercato dell'arte contemporanea. Alcune delle sue tele hanno raggiunto vendite record di quasi sette milioni di dollari, come "Force Field" e "Nude and Forms". Originario di Concord, nel New Hampshire, ora residente a New York, è noto per il suo stile figurativo, i ritratti frammentati e le immagini tormentate. 

L'artista che ha lavorato con Andy Warhol alla Factory, William S. Burroughs e Allen Ginsberg, e che ha coniato il termine "realismo artificiale", continua a fare riferimento al patrimonio europeo che lo ha nutrito. Per quarant'anni, le sue opere ibride e abbondanti hanno giocato con multiformezza e metamorfosi, con esplosioni di colori vibranti e stili provenienti da vari movimenti della storia dell'arte, con riferimenti a Picasso, Velázquez, Manet, Cézanne, Basquiat... La sua fama ha raggiunto l'apice negli anni '80 e da allora non ha mai smesso di crescere.

Oggi, attraverso queste due mostre, l'artista sessantottenne spinge ancora una volta i confini dell'improvvisazione nel suo lavoro, esplorando l'interazione tra texture e pastello, figurazione e astrazione, classicismo e modernità. Permette agli stati psicologici di esprimersi, sondandoli sempre a diversi livelli di interpretazione, materializzando così "la natura frammentata e sfuggente di pensieri e sentimenti ineffabili".

stranezze mentali


La mostra, divisa in due parti negli spazi di Sprüth Magers (Upper East Side) e Hauser & Wirth (SoHo), ha così aperto nuove prospettive sul suo processo creativo, dando libero sfogo ai suoi gesti audaci e istintivi. Le sue tele spontanee ignorano gli schizzi preparatori, giocando con strati di gesso e campiture di colore, per un'immersione nella natura multiforme dell'animo umano. 

Hauser & Wirth hanno presentato nuovi ritratti simili a puzzle. I suoi "personaggi bizzarri", come li definisce l'artista, mettono in luce tensioni interiori ed emozioni transitorie, intensificate da colori vividi. I volti frammentati, assemblati secondo piani geometrici, riflettono la natura complessa, sfuggente e destrutturata della mente.

Sprüth Magers, che lo rappresenta dal 1984, ha esposto il mese scorso frenetiche composizioni cromatiche accanto a austeri pastelli in bianco e nero. Qui, incorpora gocce e schizzi di pigmenti colorati, dove le forme si intersecano e si sovrappongono, allontanandosi dagli elementi figurativi. Pur abbandonando ogni riferimento al volto umano, pone maggiore enfasi su gesto, linea e ritmo. I suoi dipinti "Centrifuge", "Open Forms", "No Direction Home" e "Chaotic Combustion" invitano lo spettatore a meditare sulla fluidità e sul tumulto. 

Queste due mostre complementari hanno offerto l'opportunità di (ri)scoprire la visione profonda del pensiero umano di George Condo. Ancora più importante, hanno messo in luce la sua padronanza del colore, la sua competenza con i materiali e i suoi profondi legami tra astrazione e figurazione. Un'entusiasmante anteprima prima della retrospettiva di ottobre al Musée d'Art Moderne de Paris.

George Condo Pastels (Parte 1)
dal 29 gennaio al 1 marzo 2025
Sprüth Magers
5900 Wilshire Blvd, Los Angeles (Stati Uniti)

spruethmagers.com

George Condo Pastels (Parte 2)
dal 29 gennaio al 12 aprile 2025
Hauser e Wirth
134 Wooster Street, New York (Stati Uniti)

hauserwirth.com

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