Mentre Alice sprofonda nelle profondità di se stessa nel Paese delle Meraviglie, la narrazione diventa una metafora delle trasformazioni fisiche e psicologiche dell'infanzia.
È attraverso le immagini più fantastiche che si esprime tutta la complessità della realtà. È così che può essere interpretato il lavoro di Laura Bottereau e Marine Fiquet, come una lunga immersione, continuamente rivisitata, nel mondo del Bianconiglio, al confine tra apprensione e attrazione, ansia e piacere scopofilo.

Bottereau & Fiquet è un duo di artisti francesi che lavora a Nantes, attualmente emergente, le cui opere offrono un teatro dell'insolito. Ad esempio, gli ex voto in cera bianca presenti nelle loro opere. Primavera della milza Mostrano i loro grandi denti o i peli dei baffi, ispirando un sorriso. L'opera presenta piccoli frammenti di corpi e pelle ritagliati, appesi con cura come una parete di trofei, ma attraverso la risata, il pubblico convalida e si identifica con questi morbosi smembramenti. I vecchi demoniI giochi infantili si trasformano in una deliberata parodia in cui i volti sono maschere, mani e piedi accessori feticistici, e la figura centrale dei gemelli impone il tema del simulacro. Frammenti di corpi e frammenti di azioni riappaiono costantemente nelle installazioni, nelle sculture e nelle fotografie degli artisti, flirtando con il grottesco. L'infanzia – tema principale degli artisti – appare come congelata davanti allo specchio, o in uno stato utopico, in cui il corpo non è inteso come un'unità indipendente e localizzata, ma solo attraverso la sua relazione con i soggetti e gli oggetti che lo circondano.


Nulla di innocente, tuttavia, da parte degli artisti, il cui discorso concettuale e referenziale consente loro di partecipare a una cultura visiva multiforme, alimentando feconde possibilità interpretative. Nelle loro messe in scena, i riferimenti a feticci ed ex voto infondono negli oggetti una certa magia, un potere diverso. Nelle fotografie, un'impressione di natura morta stacca l'evocazione corporea dalla sua realtà, trasformandola in un luogo di proiezione metaforica. In alcune installazioni, la fotografia concettuale sembra strettamente correlata, combinando testi e immagini per costruire narrazioni individuali. SoliloquiIl dispositivo ricorda quelli di Sophie Calle, con un tocco di stravaganza in più.

Il duo presenta i corpi "come archivi politici": è forse questo un modo per evocare la memoria e l'iscrizione fisica di eventi psicologici? Ma senza dubbio le interpretazioni sono tante quante sono le storie per bambini.
Crediti fotografici:
1: Bottereau & Fiquet, Summer Seum (estratto) ©Adagp, Parigi, 2024. Fotografia: Grégory Valton
2 (immagine a sinistra): Bottereau & Fiquet, Primavera della milza (estratto) ©Adagp, Parigi, 2024. Fotografia: Grégory Valton
3 (immagine a destra): Bottereau & Fiquet, Lei e L. (estratto) ©Adagp, Parigi, 2024
4: Bottereau & Fiquet, transizione·e·s (estratto) ©Adagp, Parigi, 2024








