LE COREOGRAFIE CROMATICHE DI JESSICA BACKHAUS

L'artista e fotografa tedesca esplora il potenziale fotografico dell'astrazione, proseguendo il suo studio colorato di forma e luce nel suo nuovo libro Plein Soleil.

©Jessica Backhaus/Plein Soleil

Jessica Backhaus ci invita a una sinfonia di colori, luci e forme. È una di quelle rare fotografe capaci di esplorare la natura multiforme della fotografia documentaria e la composizione cromatica poetica e intuitiva. Originaria di Cuxhaven, in Germania, quest'artista ha trascorso un periodo a Parigi, sotto la guida di Gisèle Freund, e a New York, sotto la guida di David LaChapelle, prima di stabilirsi a Berlino. La sua nuova serie, basata sul suo libro Plein Soleil (Pieno Sole), è uno splendido e colorato studio di forma e luce che trascende i confini dei suoi due progetti precedenti. Con A Trilogy (2017), ha intrapreso un'esplorazione trasformativa, abbandonando i vincoli della fotografia tradizionale per le profondità dell'astrazione. Con Cut Outs (2021), ha confrontato la carta colorata e trasparente con l'intenso calore della luce solare, che alla fine la distorceva e la curvava, proiettando ombre inaspettate.

IMMAGINI ACCATTIVANTI

Plein Soleil è quindi composto come "modelli architettonici". Questa brillante colorista crea composizioni minimaliste della realtà, ricche di "energia vitale". Come di consueto, mantiene un'economia di mezzi, utilizzando carte colorate rettangolari e quadrate, superfici strutturate e la luce scintillante del sole.
« Il gioco di luci e ombre, unito alla meticolosa disposizione delle forme, invita l'osservatore a perdersi nell'affascinante danza di colori e forme. " spiega Christiane Stahl, che ha scritto la postfazione del libro. Si apre all'ignoto e crea immagini così leggere e giocose che non possono nascere dalla ragione; sono ottimiste, luminose, vibranti e leggere, con un'energia che afferma la vita. »

©Jessica Backhaus/Plein Soleil

ISPIRAZIONI MULTIPLE

Nelle sue strutture spaziali, con le loro forme geometriche esaltanti e rinvigorenti, Jessica Backhaus afferma di trarre ispirazione dalla musica, dalla danza, dal cinema e, soprattutto, dalla pittura. Trova ispirazione nelle tele astratte di Mark Rothko, Helen Frankenthaler e Clyfford Still, nelle forme organiche di Jean Arp e Joan Miró, in artisti del Bauhaus come Oskar Schlemmer e Wassily Kandinsky, o persino nel blu oltremare di Yves Klein che, per lei, è "la base di tutto".

Christiane Stahl sottolinea giustamente che la fotografa tedesca non disegna con i colori: li scolpisce. Qui non c'è alcun tentativo di semplificazione; al contrario, viene esplorata l'autonomia del colore fotografato, liberato per sempre dai vincoli del soggetto. »
In quasi trent'anni di carriera, Jessica Backhaus ha pubblicato una decina di libri ed esposto le sue opere in tutto il mondo, in particolare in Francia ai Rencontres de la photographie d'Arles, al Goethe-Institut di Nancy e alla Maison de la photographie di Lille.

JESSICABACKHAUS.NET

PIENO SOLE DI JESSICA BACKHAUS,
CON IL CONTRIBUTO DI CHRISTIANE STAHL
EDITORE KEHRER VERLAG, 2024

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