Le opere di Andreas Senoner si muovono tra due elementi fondamentali: il soggetto, il corpo, e il materiale, il legno. L'artista italiano, che ha esposto alla 24a edizionee Biennale di Venezia e la cui carriera è internazionale, gli piace lavorare con quelli che percepisce come "materiali viventi".


Andreas Senoner ha studiato all'Accademia di Belle Arti di Firenze, poi in Spagna a Valencia, prima di ottenere una borsa di studio al College of Art and Design di Minneapolis, dove ha seguito i corsi dello scultore e incisore Kinji Akagawa, con il quale ha approfondito la tecnica dell'intaglio del legno.
Dopo aver esplorato vari mezzi espressivi durante la sua formazione, dalla pittura alla performance, è con il legno scolpito che si sviluppano tutti i suoi talenti, mentre il suo repertorio tematico si consolida nel tempo.

Alcune forme ricorrono da una scultura all'altra (teste, gambe e piedi), come per inquadrare il simbolismo del corpo in ciò che rappresenta in termini di pensieri e fondamenti, libertà e ancore. Alla natura non importaLa testa mozzata, adagiata a riposo, sembra immersa in un sonno secolare, come se il marmo di un'antica statua si fosse trasformato in legno crivellato di termiti. La fronte e gli occhi chiusi formano l'espressione di un oracolo o di un profeta, che vede oltre il visibile.
Nelle opere di Senoner, i volti sono nascosti o gli sguardi distolti, i corpi ricoperti di pelliccia, licheni o piume. Gambe e piedi sono pungenti con aghi o germogliano rami. Il materiale naturale del legno dipinto – testa gialla, gambe blu – evoca metamorfosi e aggiunge un'aria inquietante alle distorsioni anatomiche. L'ibridazione, inoltre, è al centro dell'immaginario dell'artista, come il segno di un certo al di là del corpo, un regno di potere occulto.


Per l'artista, il legno è utilizzato principalmente come collettore di memoria, luogo di storia visivamente segnato dal tempo e dall'ambiente. Il legno diventa metafora di durata e transizione, simbolo di stabilità secolare, quel tempo che permette l'intersezione delle narrazioni e la costruzione di relazioni.
L'opera diventa così il luogo che ospita un immaginario trans-storico.








