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Art Basel Hong Kong 2025: il vivente, l'effimero e l'inaspettato nel cuore della città globale


Ci sono eventi che trascendono i confini di una fiera d'arte. Momenti in cui l'arte non è più semplicemente vista, ma diventa esperienza, rituale, respiro condiviso. Art Basel Hong Kong, nella sua edizione 2025, promette di essere uno di questi rari incroci, all'incrocio tra utopia visiva, architettura emozionale e profondo coinvolgimento con il mondo materiale.

DE SARTHE, Lu Yang, DOKU the Creator, 2025, Per gentile concessione dell'artista e di DE SARTHE


Dal 28 al 30 marzo (con giorni di anteprima (dal 26), il recinto luminoso del Centro congressi ed esposizioni di Hong Kong (HKCEC), oltre a diventare una vetrina per gallerie prestigiose – 240 da 42 paesi – sarà anche teatro di una narrazione multiforme, intessuta di incontri monumentali, dialoghi underground e visioni proiettate verso l’altrove.

Incontripensare in grande

È nel settore Incontridedicata alle installazioni di grandi dimensioni, che pulsa in uno dei cuori più vibranti di questa edizione. A cura di Alexie Glass-KantorQuesta sezione è strutturata attorno a quattro piattaforme dai titoli evocativi: Passaggio, Alterazione, Ricarica;e Il ritornoOgnuno di essi traccia una traiettoria sensibile, un modo di approcciarsi al mondo: attraverso la memoria, la metamorfosi, la tensione tra digitale e organico, o la ricorrenza di miti sepolti.

La diversità delle opere presentate non si limita a un'estetica spettacolare, ma coinvolge un rapporto viscerale, intellettuale, a tratti vertiginoso. Pacita AbadAd esempio, fa rivivere le emozioni iconografiche del Sud del mondo con tre tele monumentali, mentre Christopher K. Ho gioca con i riflessi del modernismo in una serie di sculture in ottone che sfidano la vista.

Il negozio pop-up di Lu YangAnimato dall'avatar digitale DOKU, sfuma i confini tra avatar e artista, opera d'arte e prodotto, con un'audacia disarmante. Una performance commerciale? Una critica alla mercificazione del sé? Forse entrambe le cose. Per quanto riguarda Frank Wang Yefeng, Il deserto del Gobi lo ha ispirato a creare un'installazione di giardino astratto, una fragile utopia nomade, nata da un viaggio in quel luogo.

Fuori dalla fiera, a Corte del parco di Pacific Place, Mostro Chetwynd dispiega un balletto di lanterne scultoree e coreografiche. Più che una semplice impresa scenografica, questa pièce interroga il corpo in trasformazione, prendendo in prestito i codici della metamorfosi cinematografica.

Sadie Coles HQ, Massimodecarlo e Galerie Gregor Staiger, Monster Chetwynd, Ritratto d'artista, 2021, per gentile concessione di Sadie Coles HQ, Londra; Massimo De Carlo, Milano, Londra, Parigi e Hong Kong; Gregor Stagier, Zurigo

Kabinett Quando l'intimo diventa manifesto

L'area KabinettNelle sue nicchie all'interno delle gallerie, traccia un percorso più introspettivo. Rivela progetti a misura d'uomo ma dotati di un elevato potere simbolico. Trentotto presentazioni, un record, la maggior parte delle quali presentano artisti provenienti dall'Asia-Pacifico, disegnano un paesaggio di solitudine, ricerca di significato e discendenze invisibili.

Qui incontriamo i gesti ceramici e pittorici del tardo Martin Wong, le figure acquerellate diAnn Leda Shapiroche esaminano il Qi e i paesaggi del corpo, o anche le sculture di cartone di Vũ Dân Tân, abitato dall'idea che l'abbigliamento sia un'armatura culturale.

Takahiro KondoCon la tecnica della "nebbia d'argento", cattura l'acqua non come un elemento ma come un ricordo in movimento, una pelle in perpetua riconfigurazione. E Pei Yanqing, nella sua tavolozza tenue e onirica, sospende il tempo in un delicato spazio intermedio tra la pittura tradizionale cinese e la fantasia contemporanea.

Sabrina Amrani, Josep Grau-Garriga, Textures-fan-mar, 1974, per gentile concessione dell'artista e Sabrina Amrani

L'immagine in movimento: cinema, narrazioni, resistenza

Non dobbiamo dimenticare il Programma cinematografico, quest'anno affidato per la prima volta a Para Site, un'istituzione indipendente di Hong Kong. Intitolato "Nello spazio è sempre notte", il programma prende come punto di partenza un film di fantascienza queer (Vampiri nello spazio (di Isadora Neves Marques) per tessere una rete di narrazioni frammentate, poetiche e critiche.

Le proiezioni, sette in totale, affrontano temi scottanti come la memoria alterata (Sung Tieu), Futuri agricoli guidati dall'intelligenza artificiale (Cao Shu), costumi queer dimenticati (Hannah Quinlan e Rosie Hastings) o le metafore spettrali del collettivo Nowness Asia. Lontane dal consueto formato dei film da fiera, queste opere sono animate da un respiro fragile, a tratti incantatorio.

Crèvecœur, Kyoko Idetsu, HP, 2023, Courtesy dell'artista e Crèvecœur, Parigi.

La città come estensione dell'opera

Art Basel Hong Kong non riguarda solo le silenziose sale dell'HKCEC: l'arte si dissolve nella città, è esposta sulle sue facciate, si infiltra nei suoi interstizi. L'installazione algoritmica Sciarade notturne de Ho Tzu Nyenproiettato ogni sera sulla facciata del museo M+, reinventa il cinema di Hong Kong come un caleidoscopio in continua mutazione.

Molte istituzioni – di Tai Kwun à Para Site , CHAT à Domani forse – prendi parte a questa grande condivisione. E il Notte degli artisti, un evento festoso e ibrido, unisce il quotidiano, l'intimo e il performativo in una notte dedicata al corpo e all'intelligenza artificiale.

Art Basel Hong Kong, per gentile concessione di Art Basel

Un'arte di connessione, una cartografia mutevole

In definitiva, ciò che questa edizione del 2025 trasmette non è tanto un'esibizione di potere quanto il desiderio di esplorare l'invisibile, di far emergere voci, forme, fratture e impulsi. C'è una riflessione politica all'opera – su migrazione, tecnologia e patrimonio – ma anche una poesia pervasiva, un desiderio di lasciare che le opere d'arte si esprimano nella città, tra le persone.

In questo senso, Art Basel Hong Kong non è semplicemente una fiera. Diventa un'ecologia artistica. Un modo per riaffermare che l'arte, in un mondo frammentato, rimane uno dei pochi linguaggi capaci di connettere, emozionare e trasformare.

gdm, Alison Nguyen, Memoria protesica, 2025, per gentile concessione degli artisti e di gdm

 

Art Basel Hong Kong
Centro congressi ed esposizioni
1 Harbor Road, Wan Chai, Hong Kong (Cina)
Da 28 a 30 Marzo 2025

https://www.artbasel.com

Esperienze e una cultura che ci definiscono

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