
Gennaio è stato un mese di festa, con la vittoria del Senegal nella Coppa d'Africa. In onore di questa competizione, ecco tre artisti africani da conoscere, le cui opere mettono in mostra le culture di questo continente sulla scena internazionale. Attraverso le pratiche artistiche di Thebe Magugu, Malick Bodian e Toyin Ojih Odutola, emerge una profonda riflessione sull'identità, il patrimonio culturale e la rappresentazione contemporanea delle culture africane. Che si tratti di moda, fotografia o disegno, questi tre creatori esplorano le dinamiche sociali, storiche e personali che plasmano gli individui.

Tebe Magugu
Thebe Magugu è uno stilista nato nel 1993, cresciuto e formatosi in Sudafrica. Nel 2016 ha fondato il suo marchio omonimo e nel 2019 è diventato il primo africano a vincere il Premio LVMH. Il suo lavoro è animato da un profondo desiderio di ridefinire l'atto di progettare e acquistare una collezione di abbigliamento. Attraverso una pratica multidisciplinare, Thebe Magugu mette in risalto la sua regione e il continente africano, traendone ispirazione e al contempo comunicando con il mondo. Abbraccia la moda contemporanea, pur riponendo fiducia nell'artigianato del suo paese. Guardando al futuro, promuove la conoscenza di sé, la comprensione del proprio patrimonio e del proprio passato, nonché l'unione tra la cultura preservata e le nuove strutture sociali.
Parallelamente, Thebe Magugu sta sviluppando un progetto editoriale, "Faculty Press", che gli permette di dare voce alla sua ricerca artistica, alle tradizioni del suo paese e alle sue ispirazioni. Sta così portando avanti un'autentica attività culturale che influenza anche il suo lavoro di stilista, poiché la maggior parte delle sue collezioni nasce da queste riflessioni. Ad esempio, nella serie "Heritage", celebra il legame madre-figlio in nove culture sudafricane con una collezione di abiti lunghi decorati con volti dipinti dall'artista Phathu Nembilwi. I saggi per questo progetto, scritti dai professori ME Chauke, JD Mokoena e MC Matlakala, illustrano i rituali e le credenze popolari legate alla maternità in ciascuna cultura. Questo lavoro collaborativo è evidente anche nella sua collezione "Heritage III: Lobola Negotiations" (2024), fotografata da Imraan Christian, che rende omaggio a 18 donne e uomini sudafricani emblematici che hanno fatto sentire la propria voce. Artista impegnato e visionario, profondamente legato alle tradizioni del suo paese, Thebe Magugu ci rivela attraverso le sue creazioni una ricca storia e simboli sconosciuti in Occidente.


Malick Bodian
Il fotografo e modello Malick Bodian crea ritratti che ridefiniscono gli stereotipi culturali. Nato a Dakar, in Senegal, è entrato nel mondo della moda come modello. Gradualmente, si è spostato dietro l'obiettivo, spinto dal desiderio non solo di "trasmettere" un messaggio come modello, ma di immaginarlo e poi tradurlo in immagini. Ispirate da un approccio poetico, le sue fotografie riflettono un forte legame con la comunità e la diversità, nutrito dalla sua eredità africana. Radicate nella realtà, rimangono prive di qualsiasi superficialità. I paesaggi della sua infanzia e i ricordi del suo ambiente natale permeano la sua estetica.
Parallelamente ai suoi impegni professionali, Malick Bodian crea autentiche serie fotografiche durante i suoi viaggi nel suo continente natale. Nel 2025 ha pubblicato un libro intitolato Adolescenzache evoca l'evoluzione di un bambino verso l'età adulta. Attraverso questo atto di testimonianza, informato dalla propria esperienza, offre una prospettiva diversa sui riti di passaggio dell'adolescenza. Nello stesso anno, ha completato un progetto cinematografico intitolato La voce del sole, dove condivide le sue riflessioni sulla ricerca di sé e sul profondo legame tra un uomo e la sua terra d'origine. Il suo lavoro assume un significato particolare alla luce del suo percorso come giovane modello africano che si muove in un'industria occidentale superficiale. In un certo senso, si tratta di una duplice ricerca: mentre il modello si confronta con la costruzione della propria identità, il fotografo cerca di scoprire come desidera vedere il mondo.


Toyin Ojih Odutola
Nata in Nigeria nel 1985, l'artista Toyin Ojih Odutola è emigrata negli Stati Uniti meridionali all'età di cinque anni e ora risiede a New York. Il suo lavoro si concentra sulla costruzione sociopolitica del colore della pelle, che esplora principalmente attraverso il disegno, ponendo la domanda centrale: "Cosa significa essere neri?". Questa domanda le sta profondamente a cuore, poiché, in quanto donna nera, ha dovuto adattarsi alla cultura americana e alle limitazioni che essa impone. Attraverso i suoi ritratti, esplora con delicatezza le emozioni e i gesti dei suoi soggetti. Determinata a far luce sulle dinamiche sociali tra individui con identità diverse, offre una prospettiva unica su pelle, oscurità, luce e linguaggio del corpo.
Molti dei suoi dipinti mettono in discussione la storia coloniale e le dinamiche di potere, invitando a riflettere sulla percezione dell'espressione africana e dell'orientamento sessuale. L'artista infonde alle sue opere una dimensione lirica attraverso l'uso del colore e gli effetti creati con tecniche di disegno tradizionali come carboncino, pastello, gesso e penna a sfera nera. Esplora temi come la legittimità, il rifiuto, l'amore e l'accettazione di sé costruendo narrazioni fittizie. Il suo lavoro solleva quindi interrogativi sull'identità e la tolleranza, questioni con cui la società continua a confrontarsi e a cui fatica a dare una risposta. Nella sua più recente mostra all'Hamburger Bahnhof – Nationalgalerie der Gegenwart di Berlino, ha ripercorso le vite di diversi personaggi immaginari attraverso varie prove per illustrare le continue interazioni e i cambiamenti del mondo contemporaneo.


L'illuminazione del secondo figlio
Pertanto, Thebe Magugu, Malick Bodian e Toyin Ojih Odutola contribuiscono ciascuno a suo modo a una ridefinizione delle narrazioni contemporanee relative all'identità nera e al patrimonio culturale africano. Attraverso una moda socialmente impegnata, immagini fotografiche significative o disegni espressivi e narrativi, mettono in discussione gli stereotipi, celebrano le tradizioni ed esplorano le tensioni tra memoria e modernità.


Nonna, Sarata Baradji. Balingor, Senegal, 2021








