Alla Hannah Barry Gallery, George Rouy esplora il corpo nelle sue fasi di trasformazione, ricostruzione e divenire. Tra ripetizione e reinvenzione, i suoi nuovi dipinti mettono in discussione il tempo, l'identità e le forme della vita collettiva.


La Hannah Barry Gallery ospita la quarta mostra personale di George Rouy dal 2017, intitolata "REPRISE". Astro nascente della pittura contemporanea, l'artista inglese dipinge la realtà attraverso una lente distorcente. Raffigura corpi incompiuti, raddoppiati o imprigionati in mezzo alla folla. Il tema dell'identità si scontra con quello della libertà nel cuore di un paesaggio ocra, grigio o nero. I toni neutri trasmettono una forma di rifiuto dell'alienazione in cui i nostri stili di vita e le crisi che ci spingono verso convinzioni estreme possono confinarci. Attraverso un linguaggio corporeo intrigante e generosamente dipinto, George Rouy cattura l'attenzione degli appassionati sia di arte astratta che figurativa. All'incrocio tra queste due espressioni, il messaggio dell'artista trasmette sia una rappresentazione universale del corpo sia la sua costante evoluzione. Prendendo il nome dall'antico francese "reprendre", che significa anche "ricominciare", la mostra "REPRISE" offre all'artista l'opportunità di rivisitare temi ricorrenti nella sua opera: le molteplici forme del corpo, dalla nascita alla trasformazione e alla ricostruzione. Nel mondo contemporaneo, egli promuove una visione della ripetizione come strategia di rinnovamento, che si reinventa utilizzando simboli preesistenti. Attraverso l'intera mostra emerge un manifesto sulla bellezza del nostro tempo, che risiede nella sua rapida evoluzione e nel suo costante movimento. Gli individui si confrontano con forze contraddittorie che agiscono sulle loro traiettorie. Questo movimento è un termine chiave della nostra epoca, poiché definisce e unisce ognuno di noi, dal più simile al più diverso.

George Rouy esplora le forme del corpo e la sottile superficie che funge da pelle. La mostra si concentra sulla temporalità, in particolare attraverso il movimento del corpo catturato a diverse frequenze temporali. Le rappresentazioni dei corpi si manifestano principalmente attraverso la carne e un linguaggio fisico di grande impatto. Corpi raddoppiati si sovrappongono per trasformare un'idea figurativa in un enigma astratto. Al di là delle forme, colori tenui come il grigio, i toni della terra o le sfumature di rosso, familiari all'opera di George Rouy, creano un'impressione di distanza. Su una superficie vuota, i corpi si muovono, liberi nelle loro azioni e gesti; le sensazioni di fluttuazione e inerzia evocano profondi sentimenti di pietà e compassione. Questi corpi anonimi sembrano dividersi, per poi ricomporsi. Solo le mani spiccano, distinte dalla diversità dei loro gesti: pugni chiusi, mani giunte o mani intrecciate; l'atmosfera è agghiacciante. Qual è l'oggetto del loro scambio e in quale momento i loro cammini si incrociano? George Rouy estende la sua riflessione alle seguenti due domande: Cosa possiamo realizzare insieme? Cosa stiamo facendo gli uni per gli altri? Domande più rilevanti che mai.

Le scene a grandezza naturale isolano lo spettatore in una contemplazione quasi psicologica e fisiologica. Le figure sono attraversate da stati d'animo travolgenti, che rispecchiano le tele caotiche in cui ogni spazio è dipinto. I grandi intellettuali equiparano il termine "ripetizione" a una forza legata alla disciplina e al cambiamento, mentre le ripetizioni di George Rouy appaiono come una nuova condizione esistenziale segnata da instabilità, reinvenzione e dalla presenza di un'identità sfumata e vacillante. Dipingendo questi schizzi dell'anatomia del corpo in conflitto, l'artista crea un'atmosfera soffocante. Come il nostro mondo contemporaneo, l'opera rimane in uno stato di transizione. In un contesto soggetto a forze contraddittorie e antinomiche, come possiamo preservare i nostri corpi?
Sotto un velo leggero, i corpi nudi e anonimi di George Rouy condividono più della semplice intimità. Partendo dai temi dell'umanità e della solitudine, l'artista rappresenta indirettamente individui i cui corpi si sovrappongono e si intersecano. Il titolo "REPRISE" (Ripresa) evoca uno stato trascendente, indifferente alla ripetizione effettiva. I corpi e i colori sono visti come estensioni del corpus artistico dell'artista. Raramente isolati, i corpi occupano lo spazio collettivo rivelando al contempo un'identità fragile. In mezzo alla massa, le figure evocano la condizione umana più che la singolarità di ogni singolo individuo. Il vero obiettivo di George Rouy è rappresentare la sua concezione del mondo, intriso di scambi, in cui viviamo. Questi grandi dipinti ci invitano a interrogarci sulla correlazione tra convivenza, identità, caos e i nostri stati psicologici. "REPRISE" ripercorre frammenti di vita nel cuore di un'esistenza quotidiana in perenne decostruzione e ricostruzione.

"RIPRESA"
Galleria Hannah Barry
4 Holly Grove, Londra (Inghilterra)
Fino al 12 settembre 2026








