Alla galleria Perrotin, Cristina BanBan reinventa l'universo poetico e tragico di Federico García Lorca. Tra sensualità e malinconia, le sue grandi tele incarnano la tensione del desiderio e la potenza dell'emozione, in una pittura carnale dove la memoria andalusa diventa contemporanea.


Cristina Banban, La finale del ballo, 2025. Foto: John Berens. Per gentile concessione dell'artista e Perrotin
Con "Lorquianas", Cristina BanBan presenta a Parigi il suo progetto più ambizioso fino ad oggi. L'artista spagnola, ora residente a New York, si appropria dell'eredità di Federico García Lorca e le dà nuova vita. Presentata per la prima volta al Museo di Belle Arti dell'Alhambra di Granada, la mostra assume qui una nuova dimensione, fondendo pezzi della presentazione spagnola con nuove opere create appositamente per la capitale francese.
BanBan non cerca di illustrare Lorca, ma di dialogare con lui. Nelle sue tele monumentali, le figure femminili, con corpi al tempo stesso potenti e vulnerabili, trasmettono la stessa intensità drammatica delle eroine del poeta. sterileDue donne, una sopraffatta, l’altra eretta e ieratica, diventano specchio di un desiderio impossibile e di una muta rassegnazione. Luto y ajuar, ispirato da La casa di Bernarda Alba L'opera del drammaturgo spagnolo rivisita lo scontro generazionale, raffigurando donne in lutto che affrontano una gioventù ribelle, in un'opera in bilico tra moderazione e sensualità. Sedie rosse e calze colorate diventano simboli di resistenza, vita e desiderio sotto il peso del silenzio.


Cristina BanBan, Venus, 2025. Foto: John Berens. Per gentile concessione dell'artista e Perrotin
L'artista incorpora anche oggetti domestici cari a Lorca – una brocca, un pezzo di lino, un gioiello – che trasforma in metafore del destino. Venus et clown, esplora le dualità dell'esistenza: fertilità e artificio, sensualità e assurdità. Il prodigioso calzolaio et Muchachas de AguaCreati appositamente per Parigi, estendono questa ricerca di trasformazione: i corpi femminili fluttuano in uno spazio fluido, vibrante e sensuale, come trasportati dalla corrente del desiderio e del mito.
Ciò che colpisce è il modo in cui BanBan infonde al dramma di Lorca una vitalità cruda e pittorica. Le sue pennellate ampie e pulsanti evocano sia la sostanza del gesto che la violenza dell'emozione. In bilico tra teatro e pittura, "Lorquianas" infonde nuova vita nella Spagna interiore di Lorca, non come un ricordo congelato, ma come un'energia viva, permeata di luce, silenzio e lotta.
“Cristina BanBan – Lorquianas” Galleria Perrotin, Parigi Marais
76, rue de Turenne, Parigi 3e


Cristina Banban, Il prodigioso calzolaio, 2025. Foto: John Berens, per gentile concessione dell'artista e Perrotin








