Ti sei mai innamorato? 

La mostra trascende il tema dell'amore attraverso rappresentazioni complesse ma al contempo simboliche. 

Introduzione: Nel cuore di Parigi, non lontano da République, si trova la romantica mostra di Hyangmok Baïk, pittrice sudcoreana. L'aggettivo "romantico" evoca atteggiamenti e comportamenti di profonda sensibilità, esaltazione e fantasticheria. Su grandi tele, strati di pittura dai toni pastello si sovrappongono per creare figure umane e animali realistiche, fungendo da ponte tra realtà e illustrazione. Traendo ispirazione da racconti mitologici, storie bibliche e simboli contemporanei legati ai nostri stati emotivi, l'artista sudcoreana ha tracciato il percorso turbolento verso l'inevitabile sentimento dell'amore. 

Osserviamo una libertà nell'opera che inizialmente ci sorprende, per poi affascinarci. In un mondo apparentemente utopico, il cielo è blu-verde, la terra rigogliosa e i corpi nudi, sebbene non femminili. I protagonisti principali sono uomini, con corpi scolpiti e segnati, i cui volti esprimono sorpresa, tristezza e delusione. Hyangmok Baïk illustra un'alternativa alla vulnerabilità maschile. Nonostante il tema centrale sia l'amore, la nostra attenzione viene distolta dalle connotazioni femminili che questo soggetto evoca. L'erotizzazione dei loro corpi perfetti ci permette di esplorare la questione della devozione all'amore attraverso il corpo e il suo culto. Le loro diverse apparizioni creano un'atmosfera cosmopolita in cui l'uomo emarginato non è più considerato tale. Questa tolleranza rafforza la nostra percezione universale dell'amore, in particolare le tensioni tra libertà e costrizione. 

Tra una moltitudine di dettagli sottili, emergono simboli ricorrenti che aggiungono un tocco di mistero alla narrazione visiva. La figura del cigno bianco, tradotta in coreano come Baekjo , non è casuale, e la sua risonanza con il nome dell'artista, Baik. Il cigno è spesso associato a un essere luminoso, diventando per alcuni persino simbolo di amore e fedeltà. Nell'opera di Hyangmok, potrebbe rappresentare l'amore nella forma di una presenza, come quella di un compagno che ci segue, ci comprende, ma è anche capace di essere ferito. Ma il cigno rappresenta il nostro amore per noi stessi o l'amore che dedichiamo agli altri? La sua potente presenza in un contesto intimo suggerisce che questo amore per noi stessi vive al nostro ritmo fino a morire, trasformandosi in un inerte cigno nero, portato in braccio dall'uomo raffigurato come un salvatore.

Altri animali entrano in scena, come il gatto nero, la colomba bianca e l'unicorno. Con le quattro zampe ben piantate a terra e lo sguardo fisso su di noi, il gatto è spesso temuto per la sua sprezzante indifferenza e la sua invidiabile indipendenza, a differenza della colomba, che porta un messaggio di speranza e amore in un futuro incerto e pieno di dubbi. L'unicorno, raffigurato in innumerevoli storie, incarna la forza docile ma indomabile di un essere puro, ma soprattutto potente. Gli incontri casuali di questi tre animali rappresentano un'allegoria delle pressioni esterne che gravano sui comuni mortali. 

L'umanità si confronta con le diverse emozioni dell'amore, sia attraverso la sofferenza e le ferite emotive, sia al centro di un triangolo amoroso, sia attraverso figure cattoliche come Gesù o Adamo. Tra speranza e delusione, le nostre percezioni di questo stato d'animo si scontrano in queste esplorazioni pittoriche. Si fumano sigarette e i fiori cadono a terra; le frecce trafiggono i cuori, ma sono davvero distruttive? Parti del corpo aleggiano sparse in queste rappresentazioni come frammenti di esseri umani, da una mano a un occhio, a un piede. Offerte e presenze vigili, questi frammenti parassitari offuscano ulteriormente la nostra comprensione degli eventi, proprio come affermava Hyangmok Baik a proposito della sua mostra: "L'amore resiste alla chiarezza". 

Nonostante la tragica storia di sofferenza fatale causata dall'amore, i colori tenui e poetici evocano un senso di ottimismo. L'umanità è ora al centro della narrazione e il corpo esposto sottolinea la bellezza della nudità, simbolo di vulnerabilità e autenticità. Che siano umani o angelici, i protagonisti si ritrovano vittime della propria introspezione, eppure non sono mai veramente soli. Una colomba, un gatto, un cigno o un unicorno diventano un ponte emotivo, permettendo ai personaggi di comprendere ed elaborare il loro tumulto interiore. 

“Ti sei mai innamorato?” 

24 rue Béranger, Parigi 3° 

Fino al 13 giugno 2026

Da martedì a sabato, dalle 10:30 alle 19:00.

@193Galleria

Esperienze e una cultura che ci definiscono

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