Intrappolati in uno strato di argilla, oggetti di uso quotidiano giacciono in una stanza aperta alla vista, come un palcoscenico teatrale interamente ricoperto di argilla: un motorino, un casco e un vecchio computer, un carrello, piatti, mobili, un divano, una lavatrice, una valigia ammaccata, mucchi di cavi e scarpe, bottiglie vuote e vestiti appesi…

realizzata nel 2000, in particolare al Cent Quatre di Parigi nel 2014 e al Pirelli HangarBicocca di Milano nel 2020.
Pietrificata, questa distillazione delle nostre vite materialiste evoca inevitabilmente Pompei sepolta sotto la lava del Vesuvio, ma anche, come indica il titolo dell'installazione, un rituale di purificazione attraverso la terra di tradizione cinese. Fantastico memento mori, quest'opera affascinante è stata creata con oggetti trovati e argilla dall'artista concettuale franco-cinese Chen Zhen poco prima della sua morte nel 2000. Una tomba premonitrice per la nostra società consumistica soffocata dai suoi stessi eccessi, per il nostro mondo impantanato nell'inquinamento, che "accelererà […] la sua autodistruzione" e si dirigerà verso il suo "destino irreversibile". 1 Questo “serio monocromo”, per usare le parole dell’artista stesso, ci invita a riflettere sulla nostra condizione. Partecipando a un’“archeologia del futuro” (“mostrare alla gente gli oggetti di oggi come saranno scoperti in futuro”), nasce soprattutto dal desiderio di trasformare e sublimare oggetti usati destinati a una nuova vita (con il ritorno alla terra), destinati a essere purificati per “provocare un nuovo destino”…
1 Citazioni tratte dalle interviste di Chen Zhen con Jérôme Sans, condotte nel 1992 e pubblicate nel 2003 da Presses du réel / Palais de Tokyo
“CHEN ZHEN – DOPPIO ESILIO”
GALLERIA CONTINUA
87, RUE DU TEMPLE, PARIGI 3RD
FINO AL 6 GENNAIO 2024








