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“SURFACE STREETS”: UNA TOPOGRAFIA PITTORICA

A Los Angeles, tutto è superficie. La pelle dorata, la vernice delle carrozzerie, gli schermi dei display. Ci è voluto uno sguardo acuto come quello di Russell Ferguson, ex curatore capo dell'Hammer Museum, per trasformare questo cliché in un concetto espositivo di rara attualità. 

Alla Marian Goodman Gallery, prestigiosa istituzione newyorkese e parigina ora situata in Seward Street a Los Angeles, cura "Surface Streets", una mostra collettiva che tasta il polso della scena artistica cittadina. Il titolo, con il suo doppio significato, è fondamentale per comprendere la mostra. Si riferisce a queste strade ordinarie del tessuto urbano di Los Angeles, in contrapposizione alle autostrade accesso controllato, Evoca sia la specificità dell'ambiente locale sia la tattilità insita nella pittura, questa materialità che accomuna i 15 artisti selezionati.  

L'idea geniale è quella di esaminare i dipinti recenti creati a Los Angeles non attraverso il soggetto, ma attraverso la loro fisicità. La Marian Goodman Gallery diventa così il palcoscenico di un dialogo tra artisti di generazioni e background diversi, il cui unico punto in comune è il fatto di lavorare attualmente a Los Angeles e di prestare un'attenzione quasi ossessiva alla texture delle loro opere.  

La selezione di artisti di Ferguson è un gioco di equilibri. Contrappone la potenza pura di una figura leggendaria come il californiano Henry Taylor (nato nel 1958), che si crogiola nel bagliore della sua retrospettiva al MOCA e al Whitney Museum of American Art, al virtuosismo dell'artista polacco Wilhelm Sasnal (nato nel 1972) e al rigore concettuale di Paul Sietsema (nato a Los Angeles nel 1968), ospite fisso di importanti istituzioni. Ma il vero punto di forza della mostra risiede nella mappatura della vitalità dell'arte contemporanea, rivelando una scena vibrante e cosmopolita. Ad esempio, scopriamo l'opera di Owen Fu, nato in Cina nel 1988, i cui studi di filosofia all'Art Institute di Chicago plasmano uno stile pittorico già acclamato all'Hammer Museum. O quella di Hye-Shin Chun, nato in Gabon nel 1983 e anch'egli originario di Chicago, la cui carriera internazionale, da Shanghai a Santa Fe, apporta una prospettiva globale a questo paesaggio molto locale.

Paige Jiyoung Luna, Joshua Tree ©Galleria Marian Goodman

Queste voci si mescolano a quelle di altri talenti seguiti da vicino dal mondo dell'arte, come Tidawhitney Lek, nata a Long Beach nel 1992, già presente nelle collezioni del Whitney Museum of American Art e del LACMA, e Anna Glantz (nata nel 1989), originaria di Concord, che vanta una serie di mostre personali al suo attivo. A dimostrazione della loro importanza per l'approccio curatoriale, questi ultimi due artisti parteciperanno, insieme al canadese Tristan Unrau (nato nel 1989), a un incontro pubblico con Ferguson il 13 settembre. Un segnale forte: il talento non aspetta anni nel mercato dell'arte di Los Angeles.

La mostra sfida le aspettative. Mentre molte tele raffigurano scene familiari di vita urbana, altre si avventurano in territori inaspettati: un set cinematografico, un antico fossile o persino spazi di pura finzione. Ogni artista, da Kirsten Everberg a Paige Jiyoung Moon, passando per Robert Gunderman e Manuel López, offre la propria risposta a una semplice domanda: cosa significa dipingere a Los Angeles oggi?

Riunendo queste quindici prospettive, Russell Ferguson fa molto più che fare il punto della situazione: afferma che la pittura a Los Angeles è più viva che mai. È un linguaggio tattile, un modo di sondare le apparenze per rivelarne le sottigliezze. Andando oltre una semplice mostra, " Strade di superficie " si afferma come una dichiarazione. In una città ossessionata dalle immagini, la pittura offre una resistenza poetica, una profondità che paradossalmente risiede nella sua stessa superficie.

"Strade di superficie"
Galleria Marian Goodman
1120 Seward Street, Los Angeles (Stati Uniti)
Dal 6 settembre al 18 ottobre 2025

mariangoodman.com

Kirsten Everberg, La Stanza d'Oro ©Ed Mumford

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