
La galleria Uffner & Liu inaugura venerdì 10 luglio una mostra collettiva tanto divertente quanto pungente: Il privilegio dello scioccoLa mostra, che riunisce sedici artisti contemporanei, rimarrà aperta fino al 28 agosto 2026 e si basa su un'idea semplice ma efficace: l'umorismo non è uno sfogo per la serietà, bensì un veicolo di essa.


Il titolo della mostra fa riferimento diretto alla tradizione del giullare di corte medievale e rinascimentale. Posizionato ai margini della società, ma operante a stretto contatto con il potere, questo personaggio godeva di un privilegio unico: esprimere, attraverso l'esagerazione e l'umorismo, ciò che il linguaggio ordinario non riusciva ad articolare. Le sue affermazioni erano tollerate solo perché non venivano prese sul serio, un privilegio paradossale che permetteva alla critica di insinuarsi sotto le spoglie della buffoneria.
È proprio questa eredità che la mostra intende ampliare, includendo clown, imbroglioni, arlecchini e figure mascherate di tutte le culture. Questi personaggi, attraverso la messa in scena del fallimento, dell'eccesso e dell'assurdità, rivelano i meccanismi stessi delle gerarchie in cui vivono.

Il programma riunisce un'ampia varietà di discipline: commedia fisica, mascherata, caricatura, performance teatrale; portate avanti da artisti come Amanda Ba, Sarah Ball, Anastasia Bay, Ilke Cop, Nicole Eisenman, Genieve Figgis, Akira Ikezoe, Marc Librizzi, Rafa Macarrón, Rebecca Morgan, Curtis Talwst Santiago, Peter Saul, Dana Schutz, Jean-Pierre Villafañe, Clement Jacques Vossen e Shafei Xia.
Tra le opere più significative, il diorama di Curtis Talwst Santiago, Tears of a Clown (2024), installato in un portagioie riadattato, raffigura un clown solitario vestito di bianco di fronte a una stanza vuota, un modo per interrogarsi, con una modestia quasi travolgente, su cosa significhi essere un artista in tempi difficili.


Rebecca Morgan, dal canto suo, mette a confronto le figure femminili con le proprie caricature in opere i cui titoli sono già di per sé provocatori, mentre Ilke Cop e Jean-Pierre Villafañe costruiscono scene in cui la comicità diventa una forma di pressione strutturale. Genieve Figgis, invece, affronta il genere altamente codificato della pittura di corte, che dissolve nelle sue caratteristiche velature acriliche. Akira Ikezoe, infine, costruisce una cosmologia visiva a partire da spostamenti di forma apparentemente assurdi ma rigorosamente collegati tra loro.

La mostra si avvale anche di tre figure più affermate dell'irriverenza pittorica americana: Dana Schutz, Nicole Eisenman e Peter Saul, per i quali la distorsione e il grottesco sono sempre stati strumenti retorici deliberati piuttosto che incidenti stilistici. La loro presenza colloca gli artisti più giovani all'interno di una tradizione storica in cui il corpo disordinato funge da tela per il commento sociale. Sarah Ball offre una prospettiva diversa, con ritratti a matita di una pazienza quasi classica che ci ricordano che lo sguardo del giullare può essere anche tenero.
Il comunicato stampa della galleria riassume l'ambizione del progetto in una frase incisiva: la risata, se usata con sufficiente precisione, diventa di per sé una forma di autorità. Anziché limitarsi a giocare con la follia, gli artisti riuniti la utilizzano come strumento, sfumando ancora una volta il labile confine tra buffone e critico.

Il privilegio dello sciocco
Uffner & Liu, 170 Suffolk Street, New York, NY 10002
Fino al 28 agosto 2026







