LE 2 SERIE DI APPLE TV CHE PARLANO DI UMANITÀ  

Slow Horses et Fondazione Queste due serie di Apple TV offrono uno sguardo sulla vita di individui spinti al limite. Ritraggono personaggi che affrontano le sfide della vita, dall'esplorazione spaziale allo spionaggio. Come vengono rappresentate le questioni riguardanti l'umanità e le sue sfide in questi due contesti distinti? 

Una serie è ambientata sulla Terra, in Inghilterra, con personaggi stereotipati e volitivi, mossi dalla speranza o dall'istinto di sopravvivenza. L'autenticità di Slow Horses cattura la nostra attenzione perché si sofferma su dettagli credibili e apparentemente insignificanti, che contrastano con la facciata altamente drammatica della narrazione. L'altra serie è ambientata nello spazio, dove la questione della prosperità dell'umanità raggiunge i suoi limiti. In Foundation, quando la popolazione è sull'orlo dell'estinzione, quale dovere incombe sull'umanità e come può eludere le previsioni di un visionario sicuro di sé?

Slow Horses 

Foto di Gary Oldman © Apple TV

La serie di spionaggio di Apple TV, Slow Horses, reinterpreta il mito dell'intelligence britannica, rinunciando volutamente al glamour delle spie in stile James Bond. Qui non ci sono abiti impeccabili o gadget futuristici, ma piuttosto una squadra di "disadattati" dell'MI5 relegati in un edificio soprannominato "Slough House". Ognuno di loro ha commesso un errore professionale, a volte tragico e spesso umiliante, che li ha condannati a missioni inutili. Eppure, dietro questa etichetta di falliti ambulanti si celano agenti profondamente umani, con difetti e debolezze che li rendono stranamente affascinanti.

Tradimenti, rapimenti, conflitti ideologici e operazioni ad alto rischio sconvolgono regolarmente la loro routine, costringendoli a immergersi senza sosta in un mondo d'azione che credevano di essersi lasciati alle spalle. Il produttore e sceneggiatore Will Smith (non l'attore) riassume perfettamente l'essenza della serie: "Tutti loro si portano dietro i loro problemi quotidiani (divorzio, alcolismo, lutto...). Ciò che mi affascina è mettere persone comuni in situazioni d'azione straordinarie". La serie gioca costantemente con un senso di fallimento e un'ironia pungente. L'umorismo nero è onnipresente, incarnato in particolare dal personaggio magistrale di Jackson Lamb (Gary Oldman), un leader disilluso, sgradevole e brillante che da solo racchiude la complessità di questo mondo. Lungi dall'essere una semplice parodia, la serie rivela momenti di profonda umanità. Questo fascino singolare si esprime anche nelle piccole scene quotidiane: un caffè riscaldato dieci volte, una battuta tagliente pronunciata con noncuranza, uno sguardo significativo. Questi dettagli ancorano la narrazione a una cruda realtà, che contrasta con le sequenze d'azione e crea un delizioso equilibrio tra realismo e tensione drammatica. Slow Horses si distingue come una delle serie di spionaggio più originali degli ultimi anni.

Fondazione 

Fondazione – Foto Terrence Mann, Cassian Bilton, Lee Pace © Apple TV

Tratta dalla monumentale opera di Isaac Asimov, Foundation è una delle serie di punta di Apple TV. Un'ambiziosa epopea fantascientifica che esplora i punti di forza e di debolezza della civiltà umana su scala galattica. L'universo visivo è sontuoso, la narrazione densa e la serie nel suo complesso offre una profonda riflessione su potere, religione e progresso. Trascende il semplice genere "space opera" per diventare una riflessione sul futuro dell'umanità. Al centro della storia c'è il visionario matematico Hari Seldon (Jared Harris), ideatore della "psicostoria", una scienza in grado di prevedere il destino delle società. Secondo i suoi calcoli, l'Impero Galattico è destinato al collasso. Per mitigarne le conseguenze, Seldon e i suoi seguaci propongono la creazione di una fondazione incaricata di preservare la conoscenza e guidare l'umanità attraverso secoli di caos. L'estetica gioca un ruolo centrale: scenografie monumentali, pianeti con una forte identità, tecnologie futuristiche e scene d'azione di rara intensità compongono un universo coerente e ipnotico. Ma al di là dello spettacolo, la serie si distingue per i suoi interrogativi filosofici: possiamo davvero controllare il futuro? Il potere può essere tramandato senza corruzione? La serie mostra come le ambizioni individuali, spesso fragili e talvolta infrante, si intreccino con il grande corso della storia. Amore, dolore, paura, ambizione, sacrificio: sono tutte emozioni umane che permeano la narrazione. È questo gioco di interazione tra grandezza e vulnerabilità che conferisce a Foundation il suo carattere unico. Questa saga ci ricorda che dietro ogni impero, ogni rivoluzione e ogni profezia, sono sempre esseri umani imperfetti, complessi e imprevedibili a decidere il destino del mondo. Una serie ambiziosa, profonda e avvincente che offre tanto stupore quanto emozioni.

Slow Horses e Foundation rivisitano generi molto diversi, arricchendoli però di una profondità notevole. Dallo spionaggio disilluso agli imperi galattici, queste due serie esplorano, ognuna a suo modo, le fragilità umane e il peso delle scelte individuali. Due proposte ambiziose che confermano la vitalità e la diversità della produzione televisiva contemporanea.

Esperienze e una cultura che ci definiscono

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