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Tutto su David Lynch in un libro da collezione

A quasi un anno dalla morte di David Lynch, l'editore inglese Frances Lincoln ha pubblicato una magnifica biografia riccamente illustrata della vita e dell'opera del grande artista americano. Un libro completo ed essenziale. 

Mulholland-Drive (c) StudioCanal

È morto esattamente un anno fa, il 16 gennaio 2025, vittima dei devastanti incendi di Los Angeles. Dieci film, una leggendaria serie televisiva e decine di cortometraggi, esperimenti musicali e opere pittoriche hanno reso David Lynch un artista unico, un maestro per diverse generazioni, il cui cognome è diventato persino un aggettivo comune: "lynchiano". La sua vita epica e misteriosa, anche oscura, è stata raccontata innumerevoli volte. Le sue influenze sono state spesso analizzate. Sono stati pubblicati, e lo sono ancora, molti libri su David Lynch. Una trentina solo in francese, dalla prima monografia di Michel Chion pubblicata dai Cahiers du cinéma nel 1992, cioè prima dell'uscita di Autostrada persa et Mulholland Drive, unendosi ai suoi film più famosi e ridefinendo il suo stile stranamente inquietante. Innumerevoli libri sono stati pubblicati su Twin Peaks : nel 2017, Brad Dukes "ritorna" lì (Ritorno a Twin Peaks, Huginn & Muninn) e Axel Cadieux "viaggiarono" lì (Viaggi a Twin Peaks, Capricci); Guy Astic vide lì un laboratorio (Twin Peaks. I laboratori di David Lynch, Profondo Rosso, 2008), Hervé Aubron una stagione all'inferno (Twin Peaks 3. Una stagione all'inferno, Capricci, 2017) e Léo Henry una rilettura di Beverly Hills (Twin Peaks 90210, Le regole della notte, 2018), mentre Mark Frost – il co-creatore della serie – ha riaperto i suoi archivi (Twin Peaks: Il file finale, Michel Lafon, 2018) e che è stato pubblicato L'autobiografia dell'agente speciale Dale Cooper et Il diario segreto di Laura Palmer (Michel Lafon, 2017). Potremmo continuare a lungo con l'elenco, e lo stesso vale per Mulholland Drive, Autostrada persae persino duna, Velluto blu, Eraserhead, Elephant Man ou Una storia veraLa letteratura su David Lynch riempie le biblioteche, e questa tendenza non accenna a rallentare. La docente universitaria Nathalie Bittinger ha appena raccolto i suoi scritti di regista in un libro affascinante dal titolo enigmatico. "Tieni d'occhio la ciambella, non il buco!", pubblicato di recente da Hoëbeke. Dobbiamo anche aggiungere, naturalmente, l'autobiografia di David Lynch (Lo spazio dei sogni, Le Livre de Poche, 2019) e gli innumerevoli documentari dedicati al cineasta, il più celebre dei quali, David Lynch: La vita artistica, è uscito nelle sale cinematografiche nel 2016.  

Mulholland-Drive (c) StudioCanal

Eppure, nonostante questo materiale più che abbondante, l'eccellente editore britannico Frances Lincoln ha pubblicato (in inglese) l'opera definitiva che mancava su David Lynch, che copre sia la sua vita che i suoi film. Semplicemente intitolato David Lynch: il suo lavoro, il suo mondo, Il titolo è preso in prestito dall'autobiografia di un altro genio del suo tempo, Henry Ford, le cui memorie La mia vita e il mio lavoro furono pubblicati nel 1922. Una biografia completa, precisa e referenziata, ma anche molto piacevole da leggere, scritta dal veterano giornalista Tom Huddleston (già autore di libri su duna, Star Wars ou George RR Martin), il libro, splendidamente realizzato – il che lo rende anche un oggetto da collezione – è soprattutto ricco di illustrazioni. Mentre c'è molto da leggere e si impara tutto ciò che c'è da sapere, si scoprono anche rare fotografie dell'artista con il leggendario taglio di capelli, così come riproduzioni delle sue numerose fonti di ispirazione. Ad esempio, un autoritratto di Oskar Kokoschka, il pittore espressionista austriaco la cui opera David Lynch, che studiò belle arti, cercò a Salisburgo. Un altro di Edvard Munch, la cui oscurità inquietante e teatrale sembra prefigurare le figure della Loggia Nera. Si ammirano anche i dipinti di Francis Bacon, che risuonano vividamente con gli scatti diInland Empire, l'ultimo lungometraggio di Lynch. Più avanti, c'è un oceano di farfalle nell'opera di Jean Dubuffet, uno dei pittori preferiti del regista, che evoca la natura eccessivamente perfetta di Velluto blu e ci incoraggia a vedere oltre ciò che sembra apparente a prima vista. Queste opere, poste a confronto con la vita di David Lynch, ci permettono di comprendere l'ambiente culturale che ha dato origine a questo stile unico, ma anche di decifrare i suoi film sotto una nuova luce, collocandoli all'interno di una storia dell'arte diversa, non strettamente cinematografica (anche se il cinema classico hollywoodiano rimane una fonte d'ispirazione fondamentale per il regista). David Lynch era un artista proteiforme, ed è ricordato principalmente come regista, dato il suo impatto rivoluzionario sull'arte cinetica. Eppure, fu essenzialmente alla pittura che dedicò gli ultimi anni della sua vita. Leggendo questo bellissimo libro ed esplorandone le numerose illustrazioni, ci si potrebbe chiedere se David Lynch non sia stato, in definitiva, un grande pittore le cui opere più famose furono, forse per caso, film e serie televisive.  

ELEPHANT MAN 05© 1980 BROOKSFILMS LTD

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