Dal 30 gennaio all'8 settembre 2025, l'Osservatorio della Fondazione Prada immergerà i visitatori nell'affascinante mondo dello storyboard e dei rendering preparatori per il cinema. Un'immersione unica nel cuore del processo creativo, con oltre 800 opere di quasi un secolo di produzione cinematografica.

Quando le immagini precedono il movimento
Dietro a ogni foto iconica di un film c'è un lavoro meticoloso, spesso invisibile allo spettatore: lo storyboard. Questo linguaggio visivo struttura la visione del regista, coordina gli sforzi del team tecnico e dà forma alla narrazione molto prima delle riprese. La mostra A Kind of Language: Storyboards and Other Renderings for Cinema, presentata all'Osservatorio della Fondazione Prada, esplora questa forma d'arte attraverso un vasto corpus di documenti preparatori. Questi sono stati prodotti da famosi registi, grafici, animatori e direttori artistici.
Curata da Melissa Harris, questa mostra mette in luce la ricchezza e la diversità degli approcci al design cinematografico, dall'animazione al live action. Dai disegni originali di Georges Méliès agli schizzi dello Studio Ghibli, senza dimenticare gli storyboard di Fantasia (1940) e Virgin Suicides (1999) di Sofia Coppola, A Kind of Language è un viaggio attraverso l'immaginazione dei creatori.

Uno spazio scenografico concepito come un film in divenire
Progettata da Andrea Faraguna dello studio berlinese Sub, la scenografia della mostra reinventa lo spazio ispirandosi allo storyboard. Ogni tavolo espositivo, che ricorda la scrivania di un disegnatore, è dedicato a un film specifico. Rivela la sequenza delle scene sotto forma di schizzi e disegni preparatori. Per migliorare l'esperienza, questi tavoli sono replicati sospesi dal soffitto, creando un effetto di profondità che guida lo sguardo del visitatore come in una ripresa cinematografica itinerante.
L'installazione è strutturata attorno a una linea d'orizzonte larga 40 cm che collega visivamente l'interno dell'Osservatorio alla maestosa cupola della Galleria Vittorio Emanuele II. Questa mise en abyme sottolinea la continuità tra passato e presente, tra il linguaggio fisso dello storyboard e la magia del movimento cinematografico.
Dietro le quinte della narrazione cinematografica
Lo storyboard svolge un ruolo essenziale nella costruzione visiva di un film. È anche uno strumento per pensare alla narrazione e alla regia. Come spiega Melissa Harris: "Per molte persone lo storyboard è un passo essenziale. Disegnando visivamente una scena e definendone le dinamiche, il team può comprendere meglio le relazioni tra i personaggi, l'evoluzione della narrazione e il modo in cui può essere catturato un momento cinematografico.
Questo approccio è illustrato da documenti eccezionali, come i bozzetti per I dieci comandamenti (1956) di Cecil B. DeMille, le scenografie per Dune di Alejandro Jodorowsky e gli storyboard annotati per The Grand Budapest Hotel (2014) di Wes Anderson. La mostra evidenzia anche le differenze tra le produzioni europee, spesso più artigianali, e il sistema hollywoodiano, che punta sull'efficienza.

Un dialogo tra il fermo immagine e l'animazione
L'esperienza non si ferma alle pareti dell'Osservatorio. Parallelamente alla mostra, il cinema Godard della Fondazione Prada proietterà un programma speciale di film legati allo storyboarding da febbraio a settembre 2025. Questa selezione di film completa la mostra offrendo una visione dinamica del passaggio dal disegno al movimento.
Inoltre, una pubblicazione illustrata documenterà questa esplorazione del linguaggio visivo del cinema. Includerà testi di Melissa Harris e una riflessione scenografica dello studio Sub. Infine, A Kind of Language proseguirà con una seconda parte presso Prada Rong Zhai, a Shanghai, dal novembre 2025 al febbraio 2026.

Un omaggio all'essenza del cinema
Attraverso questa retrospettiva, la Fondazione Prada offre un'immersione unica nell'alchimia del cinema. Ogni tratto di matita diventa una partitura di luce, e ogni schizzo la premessa di un capolavoro. A Kind of Language non è solo una mostra: è un manifesto sul potere dell'immagine e sulla poesia del linguaggio cinematografico. Una celebrazione del gesto creativo che, molto prima della macchina da presa, dà forma alla storia dell'arte.








