Gregg Araki: Apocalisse adolescenziale

Simboli del cinema indipendente americano degli anni '90, i tre film di Gregg Araki che compongono la trilogia Teenage Apocalypse sono tornati nelle sale. Tre film che parlano apertamente di omosessualità, gioventù e sesso e che hanno definito lo stile di Araki: radicale, esigente, cool e profondo. 

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A metà degli anni '90, prima di diventare famoso al grande pubblico con Mysterious Skin (2004) o Kaboom (2010), Gregg Araki ha realizzato in rapida successione tre film che compongono, secondo le sue parole, la trilogia dell'«apocalisse adolescenziale»: Totally F***ed Up (1993), The Doom Generation (1995) e Nowhere (1997). Film senza legami narrativi tra loro, ma che esplorano gli stessi temi: l'angoscia adolescenziale e l'omosessualità durante gli anni dell'AIDS, in una grande città soleggiata. Un nichilismo tra sesso e droga che ricorda il romanzo Meno di zero di Bret Easton Ellis, pubblicato nel 1985 e ambientato anch'esso a Los Angeles. 

Ciascuno dei tre film è interpretato dallo stesso attore protagonista, James Duval, una sorta di doppio di Araki, a volte malinconico (Totally F***ed Up), a volte nichilista (Nowhere) o ingenuo (The Doom Generation), come le tre facce di uno stesso diamante. Elegante, disinvolto e nonchalant, James Duval, scoperto da Araki, sostiene la trilogia grazie alla sua sensibilità. Continuiamo a incontrare questo attore (che oggi ha 52 anni) nei territori a volte più selvaggi del cinema americano. Ricordiamo anche la sua apparizione significativa in Donnie Darko (2001), come un cenno di Richard Kelly a Gregg Araki, i cui temi di questo primo film sono simili. Ma rimane un attore troppo raro, che lascia un'impronta forte nella trilogia Teenage Apocalypse.

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Non è l'unico. Il cinema di Gregg Araki è noto per i suoi personaggi ultra-carismatici interpretati non da star, ma dai personaggi più cool ed eccentrici del suo tempo. Nowhere è popolato da It-girls: Christina Applegate, Shannen Doherty o Heather Graham vi fanno delle apparizioni memorabili. Vi si incontrano anche (in parte perché molti film di Araki sono coproduzioni con la Francia) cool kids provenienti dall'Esagono, come Chiara Mastroianni in Nowhere, o Roxane Mesquida in diversi film successivi. Citiamo anche Parker Posey, che interpreta un personaggio tanto improbabile quanto terrificante e geniale in The Doom Generation, come una versione sotto anfetamine e LSD del suo personaggio in The White Lotus. Ma in questo secondo film della trilogia, a priori il più vicino al cinema tradizionale poiché imita i road movie criminali alla Bonnie e Clyde, l'attrice che domina lo schermo rimane Rose McGowan. La futura star di Scream e poi di Charmed interpreta un'eroina lucida quanto il suo compagno (James Duval) è credulone, e che tempera il virilismo esacerbato del terzo personaggio di questo strano trio (interpretato da Johnathon Schaech).

Rendere i propri personaggi cool e di classe, sempre ultra-eleganti ma senza darlo a vedere, non è l'unico elemento sorprendente della regia molto formalista di Gregg Araki in questa trilogia. Si ritrova anche una passione plastica per gli arredi interni ereditati direttamente dalla pop art (Andy Warhol è del resto citato nell'immagine fin da Totally F***ed Up). C'è anche un'importante ricerca testuale nell'immagine, con frasi fatte che invadono lo spazio urbano, dagli slogan pubblicitari alle parabole bibliche, passando per parole disperate o ingiunzioni (da "God Help Me" su una panchina pubblica a "Obey", come in Invasion Los Angeles di John Carpenter). Infine, c'è l'altra grande passione di Gregg Araki, la musica. «Music is very important tome», si legge nei titoli di coda di Totally F***ed Up. In ciascuno dei film, infatti, la musica occupa un posto molto importante. I personaggi parlano di musica, indossano magliette con l'effigie di gruppi musicali. Spesso si tratta di metal industriale o rock alternativo: The Smiths, Ministry, Nine Inch Nails. In puro spirito punk, Gregg Araki non usa mai la musica per sublimare una scena o intensificarne l'impatto emotivo. Al contrario, spesso i brani sono in sottofondo durante una scena di dialoghi, o in modo brusco durante una sequenza apparentemente non correlata. La musica non è uno strumento di regia, esiste per se stessa. Pertanto, i tre film che compongono questa trilogia possono sembrare meno accessibili rispetto ad altri film successivi del regista. Ma conservano la radicalità di una regia senza compromessi, che ne costituisce la forza. Non sono solo il ritratto di quella generazione perduta che il regista conosce bene, essendo lui stesso nato a Los Angeles solo pochi anni prima. Ne sono l'immagine. Così, la Teenage Apocalypse Trilogy è un prezioso documento di un'epoca che non è più del tutto la nostra. Ma continua anche, per certi aspetti che risuonano particolarmente con la gioventù di oggi, a mostrare una modernità potente e sfacciata. 

Retrospettiva Gregg Araki
Totally F***ed Up, The Doom Generation e Nowhere
Versioni restaurate in 2K e 4K

THE DOOM GENERATION Capricci
TOTALLY F-ED UP Capricci
THE DOOM GENERATION Capricci

Le esperienze e la cultura che ci definiscono

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