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IL CINEMA SECONDO RICK OWENS

In concomitanza con la grande mostra "Rick Owens, Temple of Love", aperta fino al 4 gennaio 2026 al Palais Galliera, ripercorriamo i film che hanno maggiormente influenzato il lavoro dello stilista. 

Qurella © Gaumont

Nato in California, la terra di Hollywood, Rick Owens, che studiò all'Otis College of Art and Design (allora Otis-Parsons) di Los Angeles, era inevitabile che il cinema lo influenzasse. Sebbene il suo lavoro sia spesso descritto come atipico, condivide con altri designer la passione per il cinema classico hollywoodiano, in particolare per i drammi sgargianti di Douglas Sirk. Ma oltre al vasto repertorio di questa età d'oro del cinema americano, il designer, che cita Joan Crawford e Bette Davis tra le sue attrici preferite, ha un gusto ancora più forte per quei film noir al limite del grottesco, girati negli hangar dei piccoli studi cinematografici per proiezioni limitate. doppio spettacolo A tarda notte, nei cinema a basso costo. Il figlio maledetto e stracolmo di un'industria troppo sicura di sé, pochi anni prima del suo declino e dell'emergere della Nuova Hollywood che avrebbe sovvertito i codici consolidati.  

SUspiria © WildSide

Tuttavia, il cinema d'avanguardia e indipendente che si sviluppò negli Stati Uniti parallelamente alla fine del regno degli studios fu anch'esso centrale per le ispirazioni di Owens. Innanzitutto, l'incredibile Scorpio Rising Kenneth Anger (1963) e il suo immaginario allo stesso tempo omoerotico e terribilmente oscuro e violento, dal rock'n'roll grintoso delle giacche di pelle a bikers innamorato della libertà e con il gusto del rischio, celebrato anche qualche anno dopo da Easy RiderRicordando le sfilate provocatorie, quasi punk, presentate da Rick Owens, comprendiamo che l'impatto di questo cinema dei margini va oltre le mere considerazioni estetiche (pur sempre presenti). C'è anche un'eredità tematica e ideologica, una discendenza a cui Owens appartiene. Allo stesso modo, tra le influenze dello stilista, troviamo ovviamente Andy Warhol, i cui rapporti con le sue "superstar" nelle opere della Factory assomigliano molto a quelli che lo stilista intrattiene con le sue top model e manichini preferiti. A questo si aggiungono le atmosfere decadenti, sopra le righe, volutamente artificiale e rozzo, tanto caro a Warhol (ma anche, qualche anno dopo, a John Waters), troviamo una discendenza diretta tra ilsotterraneo I newyorkesi e l'opera di Rick Owens.  

scorpio-rising © Kenneth Anger
L'orrore roccioso © 20th Century Studios

Dall'altra parte dell'Atlantico, l'universo queer, barocco e spesso crudele di alcuni film di Rainer Werner Fassbinder, in particolare del suo ultimo lungometraggio Lite (1982), secondo Jean Genet – è anch'esso una certa influenza sul lavoro dello stilista. Così come lo sono anche le giallo del maestro italiano Dario Argento, come Suspiria (1977) e i suoi colori cupi, la sua aura occulta e la sua violenza stilizzata. Naturalmente, come ogni buon romantico nichilista e pessimista, Rick Owens, che ne è stato a lungo un drogato, non rinnega nemmeno Pasolini, e lo cita volentieri tra i film che lo hanno influenzato. Salò o le 120 giornate di Sodoma (1975), la sua fredda bellezza e crudeltà permeate da un cerimoniale agghiacciante. 

Ovviamente, come per ogni artista, le influenze di Rick Owens sono eclettiche, e troviamo anche la follia più dolce e gioiosa di Rocky Horror Picture Show (1975) – un omaggio ai classici film fantasy di serie B di Hollywood – o all’estetica gotica e teatrale dei film dell’universo Mostri universali, compresi i poco conosciuti Chat noir Di Edgar G. Ulmer (1934) con Boris Karloff e Béla Lugosi. Due film proiettati al Palais Galliera nell'ambito della mostra "Rick Owens, Temple of Love" (che includeva anche il documentario regno della regina di Agniia Galdanova, che rivisita l'opera della giovane drag performer russa Jenna Marvin, il cui lavoro ha profondamente influenzato Owens. Creatore provocatorio, Rick Owens ha talvolta citato influenze più sorprendenti, dai film di Leni Riefenstahl alle opere bibliche di Cecil B. DeMille. Ma in definitiva, è il cinema barocco e bizzarro a risuonare maggiormente con il suo stile. Un cinema che spazia da David Lynch a John Waters, passando per alcune scene di Settimo Sigillo di Bergman. Film volutamente inquietanti che ci invitano a mettere in discussione lo spettacolo dei tormenti dell'anima.   

gatto nero © Elephant Films
Lite © Gaumont

“Rick Owens, Tempio dell'Amore”
Palazzo Galliera
10, avenue Pierre-1er-di-Serbia, Parigi 16e

Fino al 4 gennaio 2026 

palaisgalliera.paris.fr 

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