UN FILM D'ESORDIO SUGGESTIVO SU UN SILENZIO RIVELATORE NEL TENNIS FEMMINILE
Presentato all'ultima Settimana della Critica, Julie se tait di Leonardo Van Dijl è un'opera prima impressionante sul mutismo di una giovane tennista alle prese con un allenatore tossico.
Sebbene il tema sia tristemente attuale, Julie Remains Silent non è il primo film ad affrontare la violenza sessuale nel mondo dello sport d'élite. Ricordiamo Slalom (2020) di Charlène Favier, che denunciava anche il controllo esercitato da un allenatore su un'atleta minorenne della sua squadra. Ma il lungometraggio del regista belga Leonardo Van Dijl, ambientato nel mondo del tennis femminile, si concentra esclusivamente su ciò che rimane non detto: ciò che Julie, una giovane tennista promettente, tace.

Fu dopo il suicidio di un altro giocatore da lui allenato che l'allenatore di Julie, Jérémy, fu messo da parte dall'accademia di tennis presso cui lavorava. Non c'è nulla di chiaro sulle accuse contro di lui, ma all'interno dell'istituzione circolano voci. L'amministrazione vorrebbe che Julie, così vicina a Jérémy, parlasse apertamente. Ma lei rimane in silenzio. Eppure, ancora una volta senza che nulla venga dichiarato esplicitamente, si capisce che Julie ha molto da dire. Che il rapporto tra il suo allenatore e lei è tutt'altro che sano.
Dire così tanto con così poco è un compito delicato. Eppure funziona in modo impeccabile, grazie innanzitutto all'interpretazione di Tessa Van den Broeck, un'attrice sconosciuta – questo è il suo primo ruolo cinematografico – che incarna questo personaggio complesso, che non sempre comprendiamo appieno, ma che evoca un costante senso di empatia. Il film riesce anche grazie a una regia straordinariamente magistrale per un'opera prima. Van Dijl ha l'intelligenza di concentrare la sua narrazione su un mondo specifico, quello del tennis di alto livello, che ci invita a scoprire, proprio come il suo cortometraggio Stephanie, ambientato nel mondo della ginnastica.


Dobbiamo anche elogiare la fotografia cinematografica di Nicolas Karakatsanis, che aveva precedentemente filmato il pattinaggio artistico per I, Tonya di Craig
Gillespie (2017). Lungi dal conferire al film una patina vintage, questa tecnica, con i suoi moderni campi di allenamento e le luci al neon, fredde e pulite come una clinica, e le sue finestre illuminate viste da una strada fin troppo deserta, enfatizza la grande solitudine di un'eroina contemporanea.
JULIE SE QUIET DI LEONARDO VAN DIJL
USCITO AL CINEMA IL 29 GENNAIO 2025








