TRE STORIE AMERICANE AL FESTIVAL DEL CINEMA DI DEAUVILLE

Dal 6 al 15 settembre, il Deauville American Film Festival ha celebrato la sua 50ª edizione. Il programma includeva star (Michelle Williams, Natalie Portman e Daisy Ridley), retrospettive e, come sempre, un concorso e proiezioni speciali. Ecco tre momenti salienti.

NATALE A MILLER'S POINT DI TYLER TAORMINA (IN CONCORSO)

Sulla carta, la sceneggiatura di Tyler Taormina sembra del tutto banale: una cena della vigilia di Natale in una casa di periferia appartenente alla classe media americana. La celebrazione natalizia funge da pretesto per una riunione di famiglia, e la cena che riunisce tutti diventa rapidamente teatro di litigi accesi che infrangono rapidamente qualsiasi sorriso. Abbiamo visto scene simili diverse volte, l'ultima delle quali in un memorabile episodio della serie The Bear. Ma mentre la famiglia di Carmen Berzatto – che, come quella del film di Tyler Taormina, è italoamericana – ha già trasformato una riunione di famiglia in un caos incontrollabile, Christmas at Miller's Point si spinge ancora oltre: in questo lungometraggio che ricorda una commedia natalizia degli anni '1980, il numero di ospiti invitati a cena diventa rapidamente insolitamente elevato. Così elevato, infatti, che i confini del realismo vengono rapidamente superati. Cugini, nipoti e prozie sono fin troppo numerosi.

Tyler Taormina sovverte abilmente le convenzioni della commedia americana, creando un'atmosfera inquietante e inquietante. Quasi ogni scena introduce nuovi personaggi, offrendo scorci di molti attori sorprendenti, tra cui i figli di Martin Scorsese (Francesca Scorsese) e Steven Spielberg (Sawyer Spielberg), oltre a Michael Cera e al sempre divertente Gregg Turkington. Un film unico, ricco di riferimenti, diverso da qualsiasi cosa vista prima.
NATALE A MILLER'S POINT DI TYLER TAORMINA
USCITA AL CINEMA L'11 DICEMBRE 2024

Law and Order © Meteore Films

LEGGE E ORDINE DI FREDERICK WISEMAN (RETROSPETTIVA)

Il Festival di Deauville ha srotolato il tappeto rosso per il decano dei documentaristi internazionali, il 94enne Frederick Wiseman. La proiezione è stata un'anteprima della retrospettiva "C'era una volta in America", ora in programma in tutta la Francia e dedicata a tre delle principali opere del regista: Law and Order (1969), Hospital (1970) e Juvenile Court (1973). Questa avvincente trilogia esplora la polizia, la salute pubblica e il sistema giudiziario negli Stati Uniti. Uscito due anni dopo le grandi rivolte di Detroit e quattro anni dopo quelle di Los Angeles, Law and Order, un documentario che offre uno sguardo intimo sulle forze di polizia di Kansas City, girato secondo i rigorosi principi del cinema verità (nessun commento o intervento del regista), ha assunto una nuova risonanza dopo la morte di George Floyd nell'estate del 2020.

Ma come sempre accade con Wiseman, il documentario è ben lungi dal trasmettere un messaggio univoco. Vediamo l'utilità della polizia, che garantisce la sicurezza quando necessario o fornisce assistenza quotidiana, come salvare un gattino fuggitivo. Ma quando questa cosiddetta violenza legittima viene usata contro popolazioni povere, impoverite e spesso nere o latine, e quando, in questi casi, sembra più crudele che altrove, possiamo mettere in discussione la vera natura della legge e dell'ordine, e chi proteggono. Un'opera assolutamente essenziale che non ha perso nulla della sua potenza.
RETROSPETTIVA "C'ERA UNA VOLTA IN AMERICA"
LEGGE E ORDINE (1969), OSPEDALE (1970) E TRIBUNALE PER I MINORILI (1973) DI FREDERICK WISEMAN
DATA DI RIPRESA: 11 SETTEMBRE 2024

La mia strada © Mediawan

A MODO MIO DI THIERRY TESTON E LISA AZUELOS (UNCLE SAM'S DOCS)

Sezione del Festival di Deauville dedicata ai documentari sulla cultura americana (quest'anno ha presentato anche un film su Sharon Stone, un altro su Christopher Reeve e uno sui senzatetto di Las Vegas), "Uncle Sam's Docs" ci invita ad addentrarci in una storia tanto francese quanto americana. Co-diretto da Lisa Azuelos (nota per film come LOL e il suo remake americano, LOL USA), questo documentario racconta il sorprendente viaggio della hit "My Way". Canzone che ha segnato il ritorno di Frank Sinatra, è stata reinterpretata decine di volte, in particolare da Elvis Presley e Nina Simone, con musica scritta da Jacques Revaux, eseguita per la prima volta per Claude François prima che Paul Anka scrivesse il testo in inglese. La storia di "My Way" è un'enciclopedia della canzone popolare, con apparizioni di David Bowie, Hervé Vilard e persino Vladimir Putin. Una storia raccontata con passione su quella che è forse la canzone più bella di tutti i tempi, e che ti fa venire voglia di andare al karaoke, con quattro parole e qualche nota in mente: "L'ho fatto a modo mio".
A MODO MIO DI THIERRY TESTON E LISA AZUELOS
PROSSIMAMENTE SU CANAL+

FESTIVAL DEL CINEMA AMERICANO DI DEAUVILLE
DAL 6 AL 15 SETTEMBRE 2024
FESTIVAL-Deauville.com

Esperienze e una cultura che ci definiscono

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