Entrando nell'hotel HANA, a pochi passi dall'Opéra Garnier e dai grandi magazzini parigini, si scopre un gioiello a 5 stelle che potrebbe facilmente essere visto fiorire - hana significa "fiore" in giapponese, nel cuore di una città giapponese. Un invito al sogno, all'armonia e all'altrove, il luogo testimonia la sottile combinazione di due DNA distinti: quello della Parigi di Hemingway e quello del Paese del Sol Levante.


L'ultimo arrivato nel gruppo Adresses Hotels, restaurato e riarredato con gusto, è stato ideato dal direttore artistico Olivier Leone, noto nel mondo della moda e che, grazie ad HANA, si lancia nella sua prima avventura alberghiera, e da Laura Gonzalez, celebre architetto e interior designer.
I due creatori hanno progettato questo luogo come un meraviglioso gioiello, allo stesso tempo un bozzolo e un boudoir.
Fin dal momento in cui si varca la soglia, si percepisce la fusione tra il massimalismo del XX secolo e il minimalismo giapponese. L'ispirazione di Laura Gonzalez? La dicotomia tra romanticismo e wabi-sabi, un concetto estetico e spirituale giapponese che trova la bellezza nella semplicità e nell'imperfezione. Il risultato è una sapiente composizione di materiali, tessuti e colori, frutto della collaborazione di artigiani come Sonja de Monchy, Ateliers Roma e Signature Murale.

La zona notte comprende 25 camere, di cui 2 suite, tutte immerse in un'aura Feng Shui che invita alla tranquillità e alla serenità, grazie a toni neutri e chiari e materiali nobili come il legno. Il duo creativo ha così creato spazi armoniosi, coniugando l'estetica della semplicità con la meticolosa attenzione ai dettagli.
La ricetta di questa meraviglia? Dolcezza, genuinità, un tocco di classicismo e un pizzico di modernismo.
Hotel HANA
17, rue du 4-Septembre, Parigi 2° arrondissement








