Il museo belga propone non una, ma due mostre che rendono omaggio alle donne designer, purtroppo troppo spesso dimenticate o addirittura cancellate dalla storia della disciplina.

Nella sua dichiarazione d'intenti, Arnaud Bozzini, direttore del Design Museum Brussels, dichiara: "Un museo non può essere neutrale o indifferente alle problematiche che affliggono le nostre società, e il Design Museum Brussels non vuole fare eccezione". Questa preoccupazione ha portato alla creazione di un programma dedicato a "dare risalto alle donne designer e al loro impatto, a lungo messo a tacere, sulla storia del design".


L'iniziativa si basa su due mostre, una delle quali è stata ideata e prodotta dal Vitra Design Museum. Si intitola "Here We Are!"
"Women in Design 1900 – Today" ripercorre la vita quotidiana e le condizioni di lavoro delle donne nel campo del design per oltre un secolo, evidenziando il loro contributo allo sviluppo del design moderno, sia negli aspetti creativi che di marketing. Sono presenti circa 80 designer, tra cui figure di spicco come Charlotte Perriand, Eileen Gray, Clara Porset e Lilly Reich, oltre alle imprenditrici Florence Knoll e Armi Ratia. Sono presenti anche figure meno note che si sono impegnate per promuovere il ruolo delle donne nella società. Ad esempio, Emmeline Pethick-Lawrence, direttrice della rivista Votes for Women, progettò la palette di colori per le bandiere e i distintivi delle suffragette nel 1908, creando una potente identità visiva. Proveniente da un'altra epoca, il collettivo londinese Matrix affrontò negli anni '1980 un tema poco, se non mai, affrontato: il rapporto tra genere e ambiente costruito, contribuendo a ripensare e femminilizzare l'urbanistica.

Dopo questa sezione internazionale, i visitatori possono ampliare l'esperienza immergendosi in "Untold Stories – Women Designers in Belgium 1880-1980", che esplora un tema simile, ma attraverso la lente del Belgio. Questa mostra presenta le opere di oltre 50 designer e creatrici attive tra il 1880 e il 1980, la maggior parte delle quali sono opere inedite. Tra le figure presenti figurano la designer Maria Sèthe, il cui lavoro è stato spesso trascurato a favore del marito, e Hélène Denis-Bohy, che si è distinta per la sua tipografia moderna e audace per gli opuscoli femministi stampati a La Cambre.
La mostra mette inoltre in luce come alcune donne siano riuscite a dare visibilità alle proprie creazioni, firmando per esteso le opere o partecipando a mostre miste o esclusivamente femminili, eventi numerosi durante la Belle Époque, spesso volti a mettere in mostra la loro presunta virtù o carità. La presentazione dimostra inoltre come il lavoro di alcune, se non di molte, artiste sia stato chiaramente reso invisibile a causa di errori di attribuzione o dell'anonimizzazione delle donne della classe operaia, in particolare nel mondo del pizzo e della terracotta. Questo accadeva anche nelle coppie di artiste o designer, in cui il contributo della donna rimaneva oscurato da quello della controparte maschile.
Due mostre ricche e istruttive che si completano a vicenda, evidenziando al contempo i progressi compiuti dalle stiliste dal XIX secolo a oggi.
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MUSEO DEL DESIGN BRUXELLES – PLACE DE BELGIQUE 1, BRUXELLES (BELGIO)
DESIGNMUSEUM.BRUXELLES








