Le nostre scoperte alla Settimana del Design di Milano 2026

Il design è un campo ricco di opportunità legate alla collaborazione tra diverse discipline artistiche. Definisce l'applicazione estetica e tecnica di riferimenti culturali e geografici contrastanti al fine di dare vita a una visione più eclettica. 

Ad ogni edizione, la Milano Design Week 2026 si afferma come un vero e proprio polo creativo, riunendo designer, artigiani e marchi di spicco. Attraverso installazioni immersive, collaborazioni innovative e riflessioni sui nostri stili di vita, l'evento mette in mostra una scena internazionale in continua evoluzione. Dagli oggetti per la tavola all'arredamento d'interni, la Milano Design Week è diventata una piattaforma per progetti collaborativi nuovi e di grande rilevanza. 

La collezione “Disco Aperitivo” di Sophie Lou Jacobsen

In occasione della Milano Design Week 2026, la designer franco-americana Sophie Lou Jacobsen presenta una collezione di stoviglie unica. Ispirata alla cultura dell'aperitivo, all'energia della disco music e al glamour italiano degli anni '1970 e '1980, Sophie Lou ha creato una collezione di stoviglie per l'aperitivo opportunamente chiamata "Disco Aperitivo". Per celebrare questo rituale che allieta le nostre lunghe giornate lavorative, queste stoviglie sono particolarmente significative, soprattutto perché questo momento è così centrale nelle nostre vite. L'arte dell'intrattenimento è al centro di un pragmatismo giocoso e accogliente, dove innovazione ed estetica si incontrano. La collezione, raffinata ed espressiva, crea un linguaggio ricco e inclusivo utilizzando due materiali comuni: il vetro e il rame smaltato. Sophie Lou si è prefissata l'obiettivo di riscoprire un'antica tecnica artigianale: la smaltatura del rame, dando vita a una vera e propria collaborazione tra la bottega veneziana di smaltatura, il marchio ZN ALI, per le tovagliette, e Swarovski, da cui ha ottenuto i cristalli. 

Lo showroom di Casaornella 

Lo showroom visionario di Casaornella celebra l'essenza della modernità e dell'eleganza eclettica. Durante la Milano Design Week 2026, Casaornella ha esplorato il nostro rapporto con lo spazio domestico attraverso un'installazione che favoriva il flusso di persone e idee tramite il dialogo. Uno spazio accogliente, concepito come luogo d'incontro e di condivisione di esperienze tra brand, architetti, visitatori e creativi. Gli oggetti di design non sono meramente decorativi; sono fatti per essere usati, provati e vissuti. L'appartamento colorato, ideato dalla direttrice artistica e interior designer Maria Vittoria Paggini, è un bellissimo esempio di collaborazione tra artisti, che conferisce allo spazio un fascino particolare e una disposizione funzionale, propizia al confronto. 

casaornella.com

La mostra "Together" organizzata da Sabato de Sarno e presentata da Vanity Fair 

La mostra "Together" ha promosso la condivisione e la storia dell'artigianato italiano. In una cornice unica, la Piscina Cozzi, 12 aziende hanno collaborato per creare opere poetiche che oscillano tra materiali d'archivio e competenza tecnica. Queste 12 opere sono esposte nelle terme pubbliche sotto la piscina, creando un'atmosfera misteriosa con luci soffuse. La lampada Venini, collocata al centro di un corridoio, cattura lo sguardo con la sua forma geometrica ma astratta e i punti luce asimmetrici che evidenziano la differenza di texture e colori tra le lastre di vetro. L'installazione di sedie di Bonacina mette in mostra una particolare arte artigianale: la trasformazione delle canne di rattan, dall'intreccio all'assemblaggio, in oggetti di design per la vita quotidiana.

La collezione “Picnic a Le Vasche di Ciù Peppì” di Antonio Marras

Nell'ambito della Milano Design Week 2026, il brand Antonio Marras ha realizzato un'installazione vibrante e colorata. In questo nuovo gabinetto delle curiosità, la scoperta di questo mondo si dispiega in un'atmosfera estiva, evocando la sensazione di un picnic sulla costa mediterranea della Sardegna. Allo stesso tempo, Antonio Marras ha collaborato con il ristorante Ristorante Famiglia Rana per progettare oggetti che colmino il divario tra moda e vita quotidiana. Nel cuore di uno spazio accogliente, le colazioni, i brunch e le cene del ristorante sono stati arricchiti da allestimenti disegnati da Antonio Marras.   

antoniomarras.com

L'appartamento di Artemest 

Artemest ha annunciato, per la sua quarta edizione, "l'appartamento by Artemest". Questo concept visionario prevede la riprogettazione dello storico Palazzo Donizetti secondo il recente approccio curatoriale dell'azienda. L'anno 2026 è dedicato alla "Grandezza Italiana" e al suo patrimonio artistico, abbracciando sia l'arte che il design. Per realizzare questo progetto, Artemest ha incaricato quattro studi di design: 

Charlap Hyman & Herrero hanno reinterpretato i saloni, traendo ispirazione da Palazzo Valguarnera-Gangi, immortalato nel film *Il Gattopardo* di Luchino Visconti. Unendo una delicata eleganza allo splendore aristocratico, i saloni rivestiti in verde menta creano un'atmosfera calda e intima. 

MAWD | March & White Design si è ispirato alla magnificenza di Roma per progettare il soggiorno. Lo studio ha immaginato una scena teatrale trasformata dal contrasto tra luci, ombre e dall'interazione di forme e colori. 

Lo studio Rockwell Group ha trasformato la sala da pranzo in un ambiente monumentale, ispirato a Napoli e al suo paradosso di sensualità ed esuberanza. Come il Vesuvio, la sala esplode di colore, riflettendo l'effervescenza delle cene e le vivaci strade di Napoli. 

Lo studio Sasha Adler Design reinventa l'atrio come un cortile veneziano, con un albero di metallo eretto al centro della stanza. Lo spazio favorisce incontri e conversazioni. 

Lo studio Urjowan Alsharif Interiors ha progettato una nuova nicchia ispirata ai profumi e ai paesaggi floreali della Toscana. Questa oasi di tranquillità incorpora simboli del Rinascimento, evocando l'età d'oro di Firenze. 

artemest.com

“Imperfezione in fiore” di Andrea Olivari

L'installazione "Blooming Imperfection" è un progetto che veicola un messaggio morale, basato sull'accettazione dell'intrinseca incompletezza che caratterizza ogni essere umano. Rappresentando tre organi umani, l'artista Andrea Olivari crea un'interazione tra il mondo esterno e il nostro mondo interiore. Chiaramente connessi, ma non nella stessa dimensione, questi due mondi contribuiscono al nostro sviluppo cosciente e personale. Il progetto promuove la bellezza dell'imperfezione umana e il potenziale delle relazioni umane, capaci di essere al contempo costruttive e distruttive. 

https://andreaolivari.com/iam

L'installazione "Crystal Crypt" di Emmanuelle Luciani e la collezione "Mille Fleurs" di Bethan LauraWood per Baccarat 

Baccarat celebra il suo ritorno alla Milano Design Week con un'installazione di ispirazione fantascientifica dell'artista Emmanuelle Luciani. In questo spazio futuristico, con i suoi riferimenti cinematografici a Ghost in the Shell di David Lynch, Luciani dà grande visibilità all'arte della lavorazione del vetro, un mestiere che sta rapidamente scomparendo. Creando una sorta di vortice, mette in risalto pezzi iconici di Baccarat, reinterpretati dall'artista Bethan Laura Wood, e la maestria tecnica dei laboratori a cui il marchio affida i suoi artigiani.  

L'artista Bethan Laura Wood ha reinterpretato il lampadario "Zenith", proponendo una visione decostruita e utilizzando la propria palette di colori. Grazie a un sistema di assemblaggio differente, Wood permette di adattare il lampadario a diverse dimensioni. La sua opera riflette un'esplorazione visiva dei codici storici di Baccarat, nonché un profondo amore per i fiori e i loro colori. 

baccarat.com

La mostra collettiva di MoscaPartners Variazioni 

Il gruppo MoscaPartners Variations è un catalizzatore di emozioni, dedito all'organizzazione di eventi incentrati su design e fotografia, con una costante ricerca di qualità e sinergia. Partendo da un'idea unificante, MoscaPartners Variations seleziona aziende e studi capaci di diffondere un concetto innovativo e all'avanguardia. Quest'anno, il gruppo è stato affascinato dal tema "Metamorfosi", che rappresenta lo stato di trasformazione e mutazione da un sistema all'altro attraverso l'utilizzo di nuovi materiali e/o tecniche. I progetti selezionati riflettono scenari contemporanei in cui prevalgono nuovi modi di pensare alle relazioni e allo spazio. 

L'installazione ceramica di Onofrio Acone mette in mostra, con intento e poesia, l'imperfezione dei manufatti in ceramica. Al centro di questo paesaggio di vasi, l'irregolarità e le differenze di texture creano un dinamismo inebriante e un dialogo armonioso tra il materiale, l'asimmetria e la loro complementarità.

La mostra “Ponte di vetro”  È nato dall'intento di mettere in contatto i maestri vetrai di Murano con il laboratorio Shanga in Tanzania. Questo incontro ha permesso la creazione di vasi in vetro intrisi di una fusione di culture e riferimenti, promuovendo la trasversalità di tradizioni e pratiche che tendono a perdere la loro vitalità. 

"Veins of Bleu" è una collezione di mobili e complementi d'arredo di Odone Angelo, azienda attiva nel settore delle materie prime, specializzata in marmo, pietra naturale e granito. Partendo dall'estrazione di queste materie prime, l'architetto e designer Claudio Larcher ha cercato di integrarle in una pratica più accessibile, persino ibrida e decorativa. Odone Angelo ha avviato una ricerca su un marmo più adatto al design contemporaneo per l'uso quotidiano.  

L'installazione "Full Metal Banquet" di Éric Charles Donatien, ospite di LcD Textile e Luc Druez, è stata realizzata con scarti provenienti dalla produzione di rete metallica al fine di riprodurre un grande banchetto barocco con riflessi metallici. 

Grazie a questa varietà di proposte, la Milano Design Week 2026 conferma il suo ruolo di catalizzatore per le tendenze e il pensiero contemporanei. Che si tratti di valorizzare competenze in via di estinzione, di ripensare gli usi quotidiani o di esplorare nuove estetiche, ogni progetto riflette un obiettivo comune: rimettere le persone e l'esperienza al centro del design. 

Esperienze e una cultura che ci definiscono

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