La storia della collezione "Tavii" inizia con un materiale umile e un'arte artigianale in via di estinzione. Il tavillon, una semplice ma bella scandola in legno spaccato, ha costituito per secoli la struttura dei tetti alpini, proteggendo le persone dal freddo e dalle intemperie. Realizzata con abete rosso lavorato a mano, tagliato, spaccato e rispaccato, questa sottile scandola respira con le stagioni: si gonfia in condizioni di umidità per garantire una tenuta stagna e si restringe in condizioni di siccità per consentire la ventilazione.


Un know-how ancestrale oggi minacciato, che due giovani designer, Denise Merlette e Delphine Mignot, hanno deciso di reintrodurre nel nostro presente.
Il loro progetto, denominato "Tavii", non è un salvataggio, ma una rinascita. È il frutto di un incontro, quello di due sensibilità che convergono in una ricerca condivisa di senso, all'incrocio tra artigianato e design contemporaneo. Tutto è iniziato con una constatazione allarmante: i produttori di scandole, artigiani esperti di questa tecnica storica, stanno gradualmente scomparendo. Per evitare che il loro mestiere svanisse nell'oblio, era necessario dare alla scandola un nuovo destino, portarla giù dai tetti e nelle nostre case.
La prima collezione frutto di questa esplorazione è una grammatica di forme pure: una lampada e una libreria modulari. L'intento è chiaro: creare un dialogo sottile tra la struttura, ispirata al vocabolario del design industriale, e la materia prima del legno spaccato. I mobili sono concepiti come una griglia in continua evoluzione: la libreria può espandersi o contrarsi, e trasformarsi in una mensola a muro di varie dimensioni, a seconda dello spazio e delle esigenze; la lampada, invece, può essere utilizzata come lampada da terra, da tavolo o a sospensione.


Ma al di là della sua funzione, evoca un'emozione. La scandola di legno, solitamente esposta alle intemperie, diventa un elemento di luce. La sua superficie screpolata, mai perfettamente liscia, rivela inaspettati giochi di ombre e texture che evocano paesaggi. Il progetto "Tavii" mette in luce la sottile bellezza di un materiale ordinario, dimostrando che un'arte a rischio può trovare, nelle mani di designer ispirati, nuova rilevanza e poesia.
Questo successo nasce dalle competenze complementari delle due creatrici. Denise Merlette, laureata in design industriale presso la prestigiosa ECAL di Losanna, fonda la sua pratica su una profonda attenzione ai materiali e al rapporto tra design e natura. Ispirata dalla botanica, il suo approccio è preciso, quasi scientifico nell'osservazione, ma sempre permeato di grande sensibilità. Delphine Mignot, formatasi all'École Boulle di Parigi in product design, si interessa di artigianalità e architettura, esplorando il dialogo tra designer e artigiano. Ebanista di professione, sviluppa i suoi progetti attraverso la ricerca sulle persone coinvolte, sul territorio e sul contesto produttivo, ponendo il disegno e la sperimentazione al centro del suo processo.
Insieme, i due designer fanno molto più che creare oggetti: sviluppano una narrazione, quella di un patrimonio che aspetta solo di essere tramandato, non come una reliquia, ma come una risorsa viva per le creazioni di domani. Con "Tavii", la tegola di legno abbandona il tetto e diventa parete, luce, presenza. Il loro lavoro dimostra che il futuro del design risiede meno nella pura invenzione che nella reinterpretazione sensibile del nostro patrimonio.










