[commutatore_weglot]

ESPRESSIONI TESSILI

QUESTI ARTISTI CHE HANNO SCELTO DI ESPRIMERSI ATTRAVERSO MATERIALI UNICI

Fondata nel 2008 da Florence Guillier Bernard, la galleria Maison Parisienne si dedica alla promozione di artisti che lavorano con i materiali e vantano un'eccezionale maestria artigianale francese. Tra questi talentuosi artisti che combinano tecnica perfetta, occhio estetico e audacia creativa, alcuni hanno scelto le fibre tessili come medium artistico. E i risultati sono sorprendenti! Lo si può vedere nei trompe-l'œil di Simone Pheulpin, nelle sculture organiche di Aude Franjou e nelle fotografie ricamate di Aurélie Mathigot. Diamo un'occhiata più da vicino a queste tre donne che celebrano sia l'artigianato che il materiale tessile stesso...

maisonparisienne.fr

Simone Pheulpin: Metamorfosi della piega

Da oltre cinquant'anni, Simone Pheulpin mette a frutto la sua immaginazione e la sua abilità per creare eccezionali sculture tessili. Artista autodidatta, ha sviluppato una propria tecnica, un meticoloso processo di impilamento, arrotolamento e tensionamento del tessuto, al limite di un approccio meditativo. È questa successione di gesti, al tempo stesso precisi e spontanei, che dà vita a queste sculture monocrome e spettrali, in cui il materiale è irriconoscibile. Nascondendo un'armatura di spilli intrecciati, le strisce di tessuto écru si trasformano in sorprendenti trompe-l'œil organici. Dietro queste opere singolari, le cui irregolarità offrono sorprendenti effetti di luce e ombra, è difficile riconoscere i chilometri di cotone grezzo meticolosamente piegati e appuntati dall'artista. D'altra parte, ci si sorprende facilmente nel riconoscere il calcare, le conchiglie, il corallo, la corteccia, l'avorio, i muschi, la schiuma marina e altri materiali fossilizzati che popolano la natura tanto quanto il subconscio di Simone Pheulpin. Un gioco di metamorfosi che crea un vocabolario artistico singolare!

simonepheulpin.com

Aude Franjou: Il lino come filo di Arianna

Laureata in storia dell'arte e formata in arazzo presso la Scuola di Arti Applicate Duperré di Parigi, Aude Franjou si dedica alla scultura in lino dal 1999. Dell'arazzo, ha conservato solo il gesto ancestrale. Spariti i telai e la tessitura a telaio! L'artista ha scelto di stendere i fili direttamente sul pavimento per concentrare la sua ricerca artistica sulla costruzione vegetale ed esplorare la creazione di volume e rilievo. Nelle sue mani, il lino compone forme organiche, intrecciandosi, torcendosi e distorcendosi con un aspetto tentacolare. Radice, alga, vite, corallo: ogni modulo assomiglia a una crescita – o meglio, a un'escrescenza – di materia vegetale. È come se la natura si fosse ripresa il suo territorio! A volte grezze, a volte colorate, le sue affascinanti sculture in lino sono il frutto di una tecnica meticolosa che le è unicamente propria. Aude Franjou impasta, rilassa e poi rimodella questa fibra naturale usando solo la forza delle sue mani e della sua immaginazione. Utilizzando la tecnica dell'avvolgimento, avvolge le fibre di lino grezzo in un filo più sottile. Venti, cento volte, lo stesso gesto viene ripetuto, nonostante i capricci del tempo: il calore intenso ammorbidisce il materiale; il freddo e l'umidità lo irrigidiscono; la tensione pietrifica il lino. Ma è a questo prezzo che l'artista dà vita alla pienezza e alla delicatezza della sua arte tessile unica!

audefranjou.com

Aurélie Mathigot: I mondi intermedi

L'artista tessile Aurélie Mathigot esplora un linguaggio creativo che combina due discipline artistiche: la fotografia e il ricamo. Con una laurea magistrale in Storia dell'Arte e Filosofia e un DNSEP (Diploma Nazionale Superiore in Espressione Visiva) in fotografia/video, ha approfondito la sua formazione frequentando corsi di ricamo al Cours Lesage. Questo aggiunge un ulteriore livello di profondità al suo lavoro con le immagini! Costruite in modo unico, le sue opere si basano sulla fotografia, che cattura un momento, una realtà, un'azione, e sui tessuti, che amplificano, trasformano e creano illusioni. Questo è esemplificato dalla sua serie. Foto rubate, Composto da fotografie di dettagli di dipinti di maestri, scattate nei musei, ricoperte di ricami e grandi perle! Perché è proprio questa l'essenza del lavoro di Aurélie Mathigot: in questa espressione di una nuova realtà, a metà strada tra illusione e metafora. Nel suo studio parigino, la designer stampa le proprie fotografie su tela prima di ricamarle, perlinarle e lavorarle all'uncinetto, sia a macchina che a mano. Privilegiando l'uso di fibre naturali, annoda fili di cotone, lino o seta, che abbina a perle antiche di pasta di vetro, giaietto o corallo, recuperate da abiti o trovate nei mercatini delle pulci. Un modo meraviglioso per creare profondità ed effetti materici su una superficie inizialmente destinata a rimanere eternamente piatta e liscia...

@mathigotaurelietextualab

APR – Casa parigina – Aurélie Mathigot – Ai piedi della collina sacra © Casa parigina

Esperienze e una cultura che ci definiscono

Non perderti nessun articolo

Iscriviti alla nostra newsletter