A gennaio 2026, Maison&Objet Paris riafferma il suo status di piattaforma leader per osservare le profonde evoluzioni del design contemporaneo. La fiera mette in luce un approccio creativo che trascende il mero effetto e l'immediatezza per riconnettersi con valori essenziali: materiali, artigianalità e tempo. Questa edizione si inserisce in una riflessione più ampia sulla trasmissione del know-how e su come il passato plasma le forme del futuro.


All'incrocio tra materie prime e design contemporaneo, i pezzi presentati a Maison&Objet 2026 affermano una forza silenziosa. L'arredamento non è più concepito come un mero oggetto funzionale, ma come un'estensione del savoir-faire artigianale e della memoria intrinseca dei materiali. Ciò che emana da questi pezzi trascende l'estetica: è una presenza, un'aura, una narrazione inscritta nella materia. Ogni creazione sembra appartenere a una continuità organica, frutto di una trasformazione lenta e incarnata. Maison&Objet celebra così un design vissuto, intriso di significato e storia, dove il passato diventa un trampolino di lancio per immaginare il futuro.
È in questa dinamica che prende forma CURATIO, un progetto curatoriale ideato dal designer, architetto d'interni e direttore artistico Thomas Haarmann. Concepito come una galleria nel cuore del settore Signature, questo spazio offre un'esperienza volutamente diversa da quella di una fiera tradizionale. Dopo il successo della prima edizione nel gennaio 2025, CURATIO torna nel gennaio 2026 con un approccio raffinato, in collaborazione con AD France.

Nella sua prima edizione, CURATIO è stata principalmente una riflessione sul contesto della creazione. Thomas Haarmann ha voluto estrarre gli oggetti dal loro contesto abituale per renderli pienamente visibili, liberati dalle narrazioni di marca e dalle logiche commerciali. La scenografia, ridotta all'essenziale, ha svolto un ruolo attivo: distanze, scale e posizionamenti guidavano sottilmente lo sguardo, senza mai imporre un'interpretazione. Le opere coesistevano senza gerarchia, creando uno spazio che favoriva un'osservazione lenta e attenta. Il comportamento dei visitatori, più misurato, a tratti contemplativo, ha confermato la pertinenza di questa moderazione.
Concepito come una parentesi all'interno di Maison&Objet, CURATIO crea un'atmosfera monocromatica, intima e tattile. Lo spazio invita i visitatori a rallentare, a prendersi una pausa dal ritmo della fiera. Le superfici e i materiali, lungi dall'essere neutri, conferiscono profondità e presenza che contribuiscono pienamente all'esperienza. L'effetto complessivo è una sorta di serenità abitata, una calma profonda che permette alle opere d'arte di esistere pienamente senza essere assorbite dalla scenografia.
La selezione 2026 riunisce una quindicina di marchi e designer internazionali, per lo più europei, scelti per il loro approccio esigente ai materiali e ai processi produttivi. Gli specchi scultorei di Zieta sono esposti accanto ai pezzi in fibra di vetro di Imperfettolab, il vetro di Johan Pertl dialoga con il design deciso di Samuel Accoceberry Studio e sono esposti i mobili laccati di Zoé Wolker Studio.
CURATIO non ricerca l'armonia stilistica, ma una coerenza basata sulla sincerità del gesto e sul rispetto della materia. La funzionalità incontra l'espressione artistica, la fragilità dialoga con la scultura.












