La fantasia del maestro vetraio italiano illumina la vita di tutti i giorni con le sue ultime collezioni caratterizzate da linee pure o da ispirazione naturalistica, esaltate da toni morbidi e luminosi.

Le nuove creazioni di Ichendorf Milano annunciano l'arrivo dell'estate con i loro design allegri. Lo studio creativo dell'azienda ha reinterpretato le forme classiche di sei bicchieri nella collezione "Tamigi", combinando due colori a contrasto per taglio e stelo. Questi pezzi fondono i vantaggi tecnici del vetro borosilicato, più resistente del vetro tradizionale, con le tradizionali tecniche di lavorazione a mano e a lume. Questa competenza risale alla fondazione dell'azienda all'inizio del XX secolo nella piccola città tedesca di Quadrath-Ichendorf, vicino a Colonia. Gli anni '1950 segnarono una svolta stilistica, con la vetreria che aggiornò i suoi design, abbracciando forme pulite e minimaliste.

Sin dal suo affermarsi a Milano nel 1990, Ichendorf ha coltivato numerose collaborazioni con artisti e designer. Con cinque di loro sono state create nove collezioni. La serie inizia con Margherita Rui, che rende omaggio alle tecniche ancestrali e alla bellezza dell'artigianato: soffiate a bocca in uno stampo, le 18 tazze "Gesti" sono decorate con linee geometriche volutamente imperfette e dipinte a mano che si intrecciano in una trama fluida. Le tonalità mediterranee di questi pezzi unici offrono un numero infinito di combinazioni. In uno stile diverso, Mario Trimarchi lavora con il colore in segmenti giustapposti che progrediscono dal verde all'ocra, una linea guida verticale nelle sue tazze, cucchiaini, utensili da portata e candelieri, arricchendo la collezione "Andalusia". Ha anche disegnato nuovi pezzi per la gamma "Rivoli", il cui leitmotiv è uno stelo che ricorda il bambù.


Con la serie "Tea", Marta Sansoni predilige il vetro incolore per enfatizzare le forme avvolgenti della sua teiera, dalle curve sinuose, e della sua tazza, così grande da poter essere stretta tra due mani, con il manico stilizzato che ricorda un albero o un ramo di corallo. Nei design estrosi di Alessandra Baldereschi, la natura è protagonista. Fiori di lavanda e di pesco, così come piante grasse in verde opaco, sbocciano sui manici di brocche e teiere, sugli steli di bicchieri, flûte e coppe da champagne, e crescono all'interno di bicchieri e tazze. Oltre alle collezioni "Botanica" e "Desert Plants", l'artista ha anche trasformato una zucca, una pera e dei peperoni in portacandele e scatole, raggruppati sotto il nome "Vegetables".

Infine, è stato per impreziosire i bouquet che Lina Obregón ha disegnato i tre vasi "Boreale", composti da cilindri colorati sovrapposti. Il fiore di loto ha ispirato anche la sua linea di oliere, che ha chiamato così in onore del fiore di loto. Questa splendida collezione celebra il felice connubio tra tradizione, innovazione e design.
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