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IL MUSEO DEL DESIGN VITRA

ESPLORA I LEGAMI INTIMITI TRA FANTASCIENZA E DESIGN
Entrambi figli dell'era industriale, design e fantascienza si sono costantemente ispirati a vicenda. Questo fruttuoso connubio è esplorato al prestigioso Vitra Design Museum di Weil am Rhein, in Germania, nella mostra "Science Fiction Design: From Space Age to Metaverse", visitabile fino all'11 maggio 2025.

Andrés Reisinger, La spedizione, aggrovigliato, 2021 © Reisinger Studio

Fu all'inizio del XIX secolo che nacque quella che in seguito sarebbe stata chiamata fantascienza. Apparve nelle opere di Mary Shelley e Jules Verne, come reazione alla Rivoluzione Industriale. Questo genere esplorava profondamente le preoccupazioni umane, come l'amore, la morte e la guerra, ma attraverso la lente di nuovi mondi e dei rischi e delle opportunità offerti dalle nuove tecnologie. Questo universo unico permeava anche una nuova forma d'arte, il cinema, in particolare con l'iconico film di Georges Méliès Viaggio nella Luna, uscito nel 1902. Si ritrova anche nelle arti grafiche, nella letteratura e nel mondo dei fumetti, che all'epoca stavano guadagnando popolarità. Questa galassia di attesa divenne realtà negli anni '1950 con il lancio dei primi satelliti nello spazio, ispirando i designer del dopoguerra. Tra questi, Eero Aarnio, Joe Colombo, Gae Aulenti e Verner Panton, che creano ambienti dalle silhouette organiche utilizzando plastica scintillante, abbracciando liberamente l'immaginazione sconfinata di questi creativi. Look futuristico, ma anche una totale reinvenzione degli stili di vita.

Andrés Reisinger, La spedizione, Spazio profondo, 2021 © Reisinger Studio

Questa nuova grammatica estetica ha poi trovato spazio sul grande schermo. In 2001: Odissea nello spazio (1968), hanno fatto la loro comparsa i Djinn di Olivier Mourgue, la sedia Argyle di Charles Rennie Mackintosh è apparsa in Blade Runner (1982), la sedia Tomato di Eero Aarnio è stata intravista in Men in Black (1997), la sedia Orgone di Marc Newson è stata svelata in Prometheus (2012), la sedia Ribbon di Pierre Paulin è apparsa in Blade Runner 2049 (2017)...

Un nuovo linguaggio musicale viene reinventato oggi con la rinascita dell'esplorazione spaziale. Possiamo parlare di una seconda Era Spaziale, ora che i confini della creazione vengono spinti ancora più avanti con la progettazione assistita da computer e la stampa 3D? In ogni caso, queste nuove tecniche stanno dando vita a nuovi design, come dimostra la Aluminium Gradient Chair di Joris Laarman, la prima sedia in assoluto realizzata in metallo stampato. Un altro attore chiave di questo microcosmo è il metaverso, "che, per una nuova generazione di giovani designer, sembra evolversi verso ciò che il cosmo rappresentava negli anni '1960: un nuovo spazio per proiezioni e sperimentazioni, un luogo di libero pensiero che può essere riempito di nuove idee ed esperimenti", spiega il team del museo.

Una lunga e ricca saga, raccontata dal designer argentino Andrés Reisinger, che ha ideato l'allestimento della mostra. Questa mente creativa ha ottenuto il primo riconoscimento nel 2018 per la sua poltrona Hortensia, inizialmente sviluppata come NFT (Network Function Technology) prima di essere prodotta come mobile fisico. Oltre a mettere in mostra questo significativo traguardo nella storia del design, il designer ha selezionato un centinaio di pezzi, tratti direttamente dalle collezioni del museo, oltre ad altri provenienti dal mondo del cinema, della letteratura e persino dai mondi virtuali. Questi universi offrono ampio spazio alla sperimentazione e alla proiezione.

“DESIGN DI FANTASCIENZA: DALL’ERA SPAZIALE AL METAVERSO”
MUSEO DEL DESIGN VITRA
CHARLES-EAMES-STR. 2, WEIL-AM-RHEIN (GERMANIA)
FINO AL 11 MAGGIO 2025
DESIGN-MUSEUM.DE

Esperienze e una cultura che ci definiscono

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