
Il grande evento dedicato al design da collezione si è tenuto ancora una volta a Bruxelles. Ripercorriamo la storia degli apparecchi di illuminazione, delle lampade e delle installazioni luminose che hanno catturato la nostra attenzione.


Ludovico Grantaliano_MADRE da Terra
“Madre” di Ludovico Grantaliano alla Galleria Oxilia
Di gran lunga la nostra preferita. E a ragione: il designer italiano sa come usare l'ossimoro – non nella scrittura, ma nella forma – come nessun altro. Con la sua collezione "Madre", combina due elementi radicalmente opposti. Da un lato, conchiglie dalle silhouette imprevedibili e incontrollabili, dall'altro, pezzi tecnici dal design intenzionale, preciso e minimalista, accompagnati da componenti elettrici grezzi che non si scusano della loro esistenza. Questa curiosa combinazione dà vita a lampade altamente poetiche, completate da contenitori in alluminio ornati di perle, e anche a un sorprendente fermacarte, sempre in acciaio inox, impreziosito da frammenti di corallo.


Ludovico Grantaliano_Fermacarte_2025
Frame 09 di Twelve Degrees
Si dice che la prima versione di questa sorprendente opera sia stata creata durante uno spettacolo dal vivo a 3.500 metri di altitudine in un osservatorio svizzero. Realizzata con materiali riciclati, è concepita come un ibrido, a metà tra un oggetto di scena e un mobile. Invece dell'elettricità, utilizza nove candele, ciascuna alloggiata dietro una lente.


Lampada Octo di Lucas Cambier a Casa Sòler
Lucas Cambier, designer originario del sud della Francia, si identifica con il "Brutalismo morbido", un movimento che si riflette e si incarna nella lampada da terra. Lampada OctoRealizzata in alluminio, vetro opalino, legno di faggio e corda danese, combina geometria e linee fredde con la morbidezza di materiali grezzi e lavorati a mano.


Fruit Light 01 di Seongil Choi su Spazio Viruly
La natura ispira artisti e creativi, non è certo una novità. Ma per il designer coreano Seongil Choi, questa connessione, questo scambio, dà vita a creazioni davvero uniche. Alla fiera Collectible, ha presentato una collezione di lampade la cui forma evoca la struttura della frutta, in particolare quella caratterizzata da densi grappoli di semi tenuti insieme dalla polpa. Semi di frutto del drago, fico, kiwi o frutto della passione sono suggeriti da LED a bassa intensità.

“Rituali di ornamento” di Llewellyn Chupin
Questa collezione aspira a evocare il sacro. Realizzati da artigiani in Francia, questi pezzi sono stati pensati per invitare alla contemplazione, alla pausa e a "vivere la bellezza del design come un rituale". La collezione presenta alluminio patinato a mano, gioielli su misura, seta e perle naturali: materiali che suggeriscono fragilità e resistenza, ma anche ornamentazione e austerità.

Aleksandra Zawistowska alla Galleria OBJEKT
La designer polacca Aleksandra Zawistowska eccelle nella sua esplorazione del vetro. Al crocevia tra arte, design e ricerca, affronta la sua pratica sia come artista che come scienziata, in particolare attraverso le sue stoviglie. A Collectible, ha presentato, in collaborazione con la galleria OBJEKT, una collezione di lampade realizzate in vetro soffiato a mano, combinato con alluminio fuso e bronzo. Questi pezzi, selvaggiamente organici e quasi inquietanti, sembrano incarnare un'alchimia contemporanea.










