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INGO MAURER L'EMOZIONE DELLA LUCE

Progettati e prodotti a Monaco di Baviera da quasi sessant'anni, i suoi apparecchi di illuminazione seguono un principio guida che unisce tecnologia, umorismo e poesia. Le sue creazioni sono pezzi unici da vivere e custodire.

Porca Miseria! © Ingo Maurer


Nonostante la scomparsa di Ingo Maurer nel 2019, il team da lui creato continua a perpetuare lo spirito della sua sconfinata immaginazione. Il maestro della luce chiese a ciascuno dei suoi collaboratori di collezionare oggetti che ritenevano belli, in modo da poter lavorare circondati da questi pezzi ispiratori che alimentavano la loro creatività. "L'idea è nata dalla combinazione di tutti questi oggetti", ricorda Michel Sempels, che ha lavorato al fianco del designer per oltre trent'anni.

Stazione della metropolitana Westfriedhof, Monaco di Baviera, 1998
Illuminazione per la piattaforma e l'area Park & ​​Ride © Ingo Maurer

Tutto ebbe inizio da un'idea geniale, concretizzata nel 1966 da Bulb, una lampadina nella lampadina, che divenne rapidamente un'icona del design. Ingo Maurer raccontava spesso il suo ricordo d'infanzia, quando era affascinato dalla luce che danzava sulle onde quando accompagnava il padre a pescare. In seguito, come grafico, iniziò a disegnare lampade, concentrandosi sulla loro forma, finché non si rese conto che "la lampadina era una fantastica simbiosi tra industria e poesia".


Seguendo la sua intuizione, si è poi concentrato sulla luce come sensazione ed emozione. In risposta al successo della Bulb, entrata nelle collezioni del Museum of Modern Art di New York, il designer tedesco ha fondato la sua azienda a Monaco di Baviera, dove ancora oggi vengono creati i prototipi e dove i pezzi vengono realizzati a mano e personalizzati da un team di circa sessanta persone. Michel Sempels, responsabile eventi e progetti speciali dell'azienda, ne riassume così il credo: "Un apparecchio di illuminazione deve essere un piacere per gli occhi. Deve produrre una bella luce, ma non basta: se l'oggetto non trasmette emozione, è un fallimento. Deve sorprendere e strappare un sorriso".


Creata nel 1994, Porca Miseria! illustra perfettamente questo approccio. Più che una semplice lampada a sospensione, l'opera è un fantastico oggetto luminoso in continua espansione. Sono necessarie quattro persone per assemblare questa lampada, composta da pezzi di porcellana e posate, congelati in un'esplosione cinematografica. La luce filtra attraverso i frammenti levitanti, giocando con la loro materia traslucida e scolpendoli al suo passaggio. Ogni anno vengono prodotte solo 10 lampade su misura, adattate allo spazio che occuperanno e personalizzate secondo il gusto dei loro futuri proprietari, che potranno aggiungere il proprio tocco personale.

Porca Miseria! © Ingo Maurer

Con Ingo Maurer, l'emozione si trasmette attraverso il gioco. "La luce ha un impatto molto significativo sulla nostra vita quotidiana. Molte persone non si rendono conto che la luce che li circonda è negativa", ha affermato il designer, che ha cercato di "creare un'armonia tra spazio e luce che piaccia alle persone, che le renda felici". Questo bisogno di leggerezza si esprime anche in una sorprendente creazione del 1992, la sua lampada alata Lucellino, una fusione delle parole italiane luce e uccellino.

Reinventando costantemente se stessa, integrando la tecnologia LED che ha permesso la creazione di opere monumentali e giocando con i colori della luce, l'azienda affronta continuamente nuove sfide. Tra le più memorabili, l'illuminazione dell'Atomium di Bruxelles, costruito nel 1958, per la quale furono creati oggetti luminosi di quasi 2 metri di diametro, fedeli allo spirito futuristico del sito. I team trattennero il fiato anche quando fu necessario un elicottero per sospendere un Nastro d'Oro nella monumentale tromba delle scale di una splendida residenza italiana. Si trattava di una variante del Paragaudi del 1997, il primo modello lungo 5 metri progettato per Casa Botines, costruita da Antoni Gaudí a León, in Spagna. Per questa installazione, ancor più che per altre, il modello fece la differenza, tanto che la doppia parete di alluminio dorato che nascondeva le luci, modellata a mano come una carrozzeria d'auto d'epoca, sembrava fluttuare tra i piani, soffiata e rotolata dalla corrente d'aria.

Tavolo Lucellino © Ingo Maurer


Le creazioni di Ingo Maurer non si limitano a interagire con gli spazi che illuminano: sono sempre strettamente connesse ai loro utenti. Diverse stazioni della metropolitana di Monaco di Baviera sono state illuminate con le sue luci, seguendo questo principio guida. Per adattarsi ai tubi fluorescenti esistenti in una di esse, il designer e il suo team hanno concepito una serie di cupole di 5 metri di diametro – rispetto agli 1,80 metri indicati nel catalogo dell'azienda – impiegando ancora una volta una delicata tecnica automobilistica. Convinto che una scarsa illuminazione influenzi l'umore delle persone, Ingo Maurer ha scelto il blu – un colore spirituale che considera ineguagliabile – per adornare le cupole e le pareti di questa stazione. Il suo obiettivo era liberare i passanti dalla realtà concreta della loro vita quotidiana, almeno per la durata della loro permanenza in questo spazio ormai unico.

Dal vero uovo di gallina trasformato nella lampada Reality, da cui un delicato raggio di luce filtra attraverso una fessura geometrica, al monumentale Broken Egg che irradia luce attraverso le sue crepe, Ingo Maurer ama la sfida dei cambiamenti di scala ed è altrettanto abile nel permeare di poesia l'intimità degli appartamenti e nel creare uno spettacolo con prestigiose commissioni pubbliche e private. Che si tratti di un soffitto di candele sospese che evoca un cielo stellato o di una nuvola in movimento di 3.500 foglie d'argento che brillano sotto la luce, la gamma delle creazioni di Ingo Maurer è limitata solo dall'immaginazione. "Un'idea può nascere da qualsiasi luogo", ha affermato l'artista. Concettuali, spettacolari indipendentemente dalle dimensioni e sempre discreti, i sistemi di illuminazione che portano il suo nome trasformano la luce ordinaria in incanto.

INGO-MAURER.COM
@INGOMAURER_OFFICIAL

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