Le ceramiche da rivestimento reinventate

Occupando la parete, l'opera ne cambia lo status: esce dal regno dell'oggetto per entrare in quello dello spazio, rispondendo a un'esigenza più ampia di reintrodurre materia, gesto e una forma di imprevedibilità nei nostri ambienti. A metà strada tra pittura e scultura, queste opere coinvolgono lo spettatore in modo diverso, più lento, più attento.

Rosi Mistou e Katrien Van der Schueren esplorano nuove dimensioni dell'arte murale alla Galerie JAG

Scoperta al PAD Paris nell'aprile del 2026, l'opera presentata dalla Galerie JAG si inserisce a pieno titolo in questo nuovo approccio che trasforma la parete in uno spazio di sperimentazione. Tra composizione pittorica e rilievo, dimostra una singolare attenzione alla materia e al modo in cui essa cattura la luce.

Per Rosi Mistou, questa presenza si esprime attraverso una lettura profondamente pittorica della ceramica. L'artista compone le sue opere come paesaggi frammentati, realizzati con assemblaggi di piastrelle di terracotta in cui il colore scorre liberamente. Ogni tonalità è sviluppata a partire da pigmenti, poi rivelata da una doppia cottura sotto una smaltatura trasparente: un processo in cui il materiale conserva sempre un elemento di imprevedibilità. In Dune of Mars , le pennellate intuitive strutturano un paesaggio astratto con linee flessibili, quasi impalpabili. La superficie smaltata cattura le variazioni di luce, permettendo a delicate texture di emergere, come se la terracotta conservasse qualcosa del calore della sabbia. Con Dune of Methane , l'artista si allontana ulteriormente dalla cornice per esplorare una forma libera: la composizione più aperta afferma una presenza quasi organica, dove le tonalità profonde rivelano il rilievo mentre l'occhio si muove naturalmente, trasportato dalle tensioni interne dell'opera. La superficie non è mai statica; sembra essere attraversata da un movimento lento, come la superficie in movimento delle dune.

Il lavoro di Katrien Van der Schueren, artista belga residente a Los Angeles, si colloca su una scala diversa. Qui, il muro non è più un semplice supporto, ma un volume a sé stante. Lavorando con materiali grezzi come gesso, legno, cemento e bronzo, crea opere monumentali, spesso site-specific, progettate per estendere lo spazio anziché limitarsi a sovrapporvi una superficie. La superficie diventa quasi tattile, ruvida ma delicata; le sue forme, radicate in riferimenti quasi ritualistici, conferiscono alle sue creazioni una dimensione atemporale, a metà tra vestigia e proiezione. In The Ark of Us (2026), una vasta composizione murale, i rilievi scolpiti si dispiegano come un'enigmatica cartografia, catturando la luce solo per diffrangerla. Ciò che colpisce maggiormente sono le piccole aperture in bronzo disseminate nell'opera, discrete, quasi segrete, che evocano un gabinetto delle curiosità celato all'interno del muro. L'opera non si legge più frontalmente: è concepita a strati, in passaggi, conferendo letteralmente al muro molteplici dimensioni.

Rosi Mistou: @rosi_mistou

Katrien Van der Schueren: katrienvanderschueren.com@katrienvanderschueren

Galleria JAG

6, avenue Victor-Hugo, Parigi 16°

galeriejag.com

@galeriejag

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