Prisca Razafindrakoto – Metallo in movimento                  

LUCE ISTANTANEA ©Thomas Baltes

Per Prisca Razafindrakoto, la materia non è mai neutra: è memoria, traiettoria e promessa. Che si tratti di una lampada, una sedia, un tavolino o una forma scultorea, ogni pezzo sembra nascere da una tensione tra solidità e mobilità, tra abilità manuale e precisione tecnica. Il suo lavoro non è né quello di un'artigiana ancorata alla tradizione, né quello di una designer che vorrebbe cancellare il lavoro delle mani: esiste in uno spazio di dialogo, dove la maestria accoglie l'inaspettato.

Formatasi in design del prodotto presso l'ENSAAMA – Olivier de Serres di Parigi, Prisca Razafindrakoto ha fondato il suo studio nel 2019. Il suo percorso, nutrito da un patrimonio culturale franco-malgascio, l'ha portata rapidamente a esplorare la materialità del metallo attraverso un linguaggio formale unico, oscillante tra design e scultura. Senza mai limitarsi a un'interpretazione utilitaristica o decorativa, il suo lavoro amplia il concetto di funzione integrando una dimensione sensibile, tattile e quasi narrativa. 

La Lampada a forma di vulcano Quest'opera rappresenta un punto di ingresso emblematico nel suo lavoro. Più che un semplice apparecchio di illuminazione, si presenta come una forma in costante trasformazione, permeata da un'energia interna quasi tellurica. Le sue linee fluide e imprevedibili evocano materia fusa congelata in un momento di tensione, come se l'oggetto catturasse l'istante preciso che precede la sua stabilizzazione. La luce non è semplicemente uno strumento di illuminazione: rivela il dinamismo del metallo e conferisce all'opera una presenza quasi organica e scultorea.

Questa attenzione alla trasformazione della materia si estende al suo lavoro con i colori tostati – ottenuti riscaldando la lamiera in una fiamma – che è diventato un aspetto centrale e distintivo della sua pratica. Qui, il colore non viene mai applicato in seguito: nasce direttamente dall'interazione con la fiamma, il tempo e la temperatura. Questa tecnica accelera l'ossidazione del metallo, consentendo di ottenere sfumature che vanno dal grigio perlaceo al fucsia, passando per il giallo e l'arancione. Ogni tonalità è il risultato di un momento controllato, un preciso aumento di calore in cui il metallo rivela le sue reazioni interne. Ogni sfumatura corrisponde a una specifica soglia termica e ogni metallo rivela la propria gamma cromatica, offrendo una moltitudine di possibili variazioni per una singola opera.  

LUCE GOCCIA D'AMBERO ©Tristan Herrbach

Quest'opera si fonda su una rigorosa conoscenza empirica, dove l'occhio, l'esperienza e il gesto hanno la precedenza su qualsiasi forma di standardizzazione. Nessun colore è strettamente riproducibile: ognuno testimonia un momento, un'intensità, un fragile equilibrio tra controllo e abbandono. La fiamma non è un semplice strumento, ma una vera e propria compagna nella creazione, che inscrive sfumature irreversibili nella materia, sfumature che costituiscono e al tempo stesso rivelano l'oggetto.

Nella serie di mobili di Prisca Razafindrakoto, questa stessa tensione si dispiega sulla scala del corpo e sul suo utilizzo. Tavoli, sedie e consolle inscrivono gesti all'interno di proporzioni abitabili, dove la funzione dialoga strettamente con la forma. Un tavolo non è mai un semplice piano: diventa uno spazio scolpito in cui struttura e superficie si rispondono a vicenda. Le curve accentuate invitano a una relazione quasi coreografica con l'oggetto, mentre la densità del metallo garantisce una presenza stabile e rassicurante.

Le sculture, dal canto loro, estendono questa esplorazione in modo più indipendente. Talvolta monumentali, talvolta più delicate, occupano lo spazio come corpi sospesi. Il metallo, colorato dalla fiamma, sembra sfidare la gravità, allungandosi, arrotolandosi o dispiegandosi. Queste opere non raccontano una storia predefinita: trasmettono un'emozione, una tensione, rendendo il materiale un vero e proprio linguaggio artistico.

Ciò che accomuna tutte queste opere – lampade, mobili, sculture – è la costante ricerca del movimento all'interno della forma. Prisca Razafindrakoto utilizza in particolare un processo derivato dall'industria automobilistica: l'iniezione di aria compressa, che le permette di modellare gli oggetti gonfiando il metallo. Compresso e deformato, il metallo assume una forma dinamica e organica. L'artista dimostra così che il metallo, al di là della sua apparente durezza, può esprimere una fluidità quasi realistica. 

Il suo processo creativo abbraccia il caso come risorsa: il lavoro manuale – levigatura, saldatura, modellatura – interagisce costantemente con vincoli tecnici, strumenti digitali e richieste contemporanee. Nel suo laboratorio, ogni pezzo conserva tracce della sua creazione. Le superfici vengono lucidate, riscaldate, colorate, talvolta segnate, ma il gesto non viene mai celato. Gli oggetti non si presentano come forme definitive, ma come presenze aperte, pronte a provocare la riflessione piuttosto che imporre una risposta. 

Ciò che Prisca Razafindrakoto offre non è né un semplice design funzionale né una scultura puramente contemplativa, bensì una rappresentazione visiva del gesto. In un'epoca in cui la standardizzazione domina il campo del design, il suo lavoro ci ricorda che un oggetto può – e dovrebbe – essere un'esperienza visiva, tattile e spaziale. Qui, uso ed emozione non sono in contrapposizione: si incontrano e si completano a vicenda, rivelando che la maestria tecnica può, di per sé, diventare una forma di espressione sensibile.

priscarazafindrakoto.com

SCULTURA ABBRACCIO ©Prisca Razafindrakoto

Esperienze e una cultura che ci definiscono

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