Nell'appartamento berlinese di Sam Chermayeff, situato nel cuore dell'edificio Kufu 142, regna un affascinante disordine. I giocattoli dei suoi figli si mescolano a pile di libri e riviste. Le mele rotolano in una padella per paella sul pavimento. "Probabilmente è il massimo dell'ordine", scherza, versandosi un caffè. Quest'atmosfera rilassata riflette perfettamente la filosofia di questo architetto newyorkese: accogliere la complessità della vita quotidiana senza nasconderla dietro soluzioni rigide.


Kufu 142: Un nuovo modo di vivere insieme
Completato nel 2021, l'edificio Kufu 142 è più di un semplice progetto architettonico. Progettato dallo studio June 14 Meyer-Grohbrügge & Chermayeff, esplora un nuovo modo di abitare gli spazi. Le sue sei torri interconnesse ospitano 25 appartamenti, visivamente e spazialmente connessi. "Qui, sopra la mia cucina, c'è la camera da letto di qualcun altro", spiega Chermayeff. Questa architettura aperta, rafforzata dalle facciate in vetro, crea un senso di comunità ridefinendo al contempo la privacy.
Da Chermayeff si possono vedere fino a otto altri appartamenti. Questa sorprendente interconnessione non è invadente. Crea una dinamica "da villaggio", dove i vicini rimangono visibili, ma nel rispetto della privacy.


Un'architettura trasparente e inclusiva
Kufu 142 si trova in una strada frequentata da prostitute. Contrariamente alla tendenza a chiudere le facciate, l'edificio adotta un approccio aperto e luminoso. "È una questione di rispetto reciproco e convivenza", afferma Chermayeff.
Al piano terra, gli spazi commerciali collegano direttamente l'edificio a un giardino condominiale. Queste aree favoriscono l'interazione tra i residenti e il quartiere. Una delle unità è ancora vuota e Chermayeff spera di vedervi installato uno Späti, un minimarket in stile berlinese.


Arredamento: creare oggetti che dialogano
Il lavoro di Sam Chermayeff non si limita all'architettura. Crea anche mobili dalle forme uniche. Le sue serie, come "Beasts" o "Creatures", fondono diverse funzioni. Un armadio diventa una sedia, un letto triangolare invita a dormire in più posizioni e un tavolino incorpora una lampada da terra.
"I mobili con personalità ci aiutano a scoprire chi siamo", afferma. Queste creazioni incoraggiano gli utenti a interagire con l'ambiente in modo giocoso e riflessivo.


Ripensare la cucina: un parco giochi
Le cucine di Chermayeff illustrano il suo desiderio di rompere gli schemi. A differenza dei design standardizzati, le sue cucine sono modulari e aperte. Nel suo appartamento, un lavello indipendente è posizionato accanto a una mensola così in alto che è necessaria una scala per raggiungerla. Una macchina per il caffè è posizionata così in basso che per usarla bisogna sedersi sul pavimento. "Perché cercare l'efficienza in uno spazio che dovrebbe essere prima di tutto un piacere?" si chiede.
Per lui, la cucina è uno spazio di comunicazione e libertà, dove l'interazione umana ha la precedenza. Ogni cucina che progetta mira a unire le persone e creare momenti di condivisione.

Ridefinire le regole della creazione
Chermayeff eccelle nel decostruire le norme per offrire alternative audaci. Invece di nascondere un letto dietro un muro o di mettere via una tazza di caffè usata, celebra questi piccoli dettagli quotidiani.
"Giocare con le regole aiuta a capire cosa è veramente importante", spiega. Questo approccio, al tempo stesso serio e ironico, permea tutti i suoi progetti, che si tratti di architettura, arredamento o interior design.


Una visione che sfida la nostra vita quotidiana
Sam Chermayeff È più di un architetto o un designer. Esplora le nostre abitudini e propone alternative che sfidano le nostre convenzioni. Con progetti come Kufu 142, dimostra che l'architettura può trascendere la mera funzione. Può diventare una riflessione sulle nostre interazioni e una fonte di ispirazione per ripensare la nostra vita quotidiana. Un invito a vedere gli spazi in cui viviamo in modo diverso.









