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"Non lo ricorderemo": Disiz affronta il tempo

Artista inclassificabile e in continua evoluzione, Disiz non è solo un rapper o un musicista: oggi può essere definito un creatore multidisciplinare. Dagli esordi con il nome Disiz La Peste, fino al suo quattordicesimoe album « "Non lo ricorderemo." (2025), esplora costantemente nuovi territori, dalla musica alla narrazione, dall'immagine alla recitazione.

GIACCA: SISTEMA
PANTALONI: WANSIE
SCARPE: LOEWE

Questo ultimo progetto, che vanta 20 tracce, riunisce collaborazioni inaspettate con Kid Cudi, Laurent Voulzy, Theodora e la cantante belga Iliona, a dimostrazione del suo costante desiderio di creare un dialogo artistico tra generazioni ed estetiche diverse. L'album fonde dolcezza, malinconia e rabbia di fronte a un mondo instabile, celebrando al contempo l'amore familiare e la tenerezza, i capisaldi del suo universo sensibile. Il suo tour, iniziato a Bruxelles il 22 gennaio, estende questo approccio collaborativo al palco, con gli stessi musicisti che hanno contribuito all'album. 

Nato ad Amiens come Serigne M'baye Gueye e cresciuto a Évry, nel quartiere di Épinettes, Disiz è sempre stato un osservatore sensibile e attento. Fin da piccolo, si è dedicato al rap come mezzo di espressione, sviluppando al contempo una prospettiva critica sul mondo e su se stesso. La sua carriera è segnata da trasformazioni, da Disiz La Peste, riflesso del suo umorismo e della sua energia, a Disiz Peter Punk (Dentro la pancia del coccodrillo, 2010), un periodo in cui ha esplorato sonorità rock e pop, compresi i suoi album più introspettivi Extra-lucido (2012) e L'amore (2022). Questi progetti dimostrano il suo gusto per le forme ibride e la sua capacità di trascendere i confini di genere.

La serie visiva creata presso La Fondation, nel XVII arrondissement, si inserisce in questo approccio. Lungi dall'essere un semplice ritratto, mira a catturare un momento di transizione, una postura in costruzione. L'architettura grezza dello spazio, fatta di volumi aperti e materiali minerali, funge da estensione del suo stato creativo. Sotto l'obiettivo di Pierre-Émile Havette, i gesti sono rari, misurati, sospesi. La co-direzione artistica ha permesso di approcciare lo spazio come uno specchio dell'intimità creativa di disiz.

Le scelte cromatiche – acciaio, verde intenso, grigio freddo – creano sottili contrappunti al personaggio. I riferimenti artistici strutturano la tensione della serie: Tarkovskij per il tempo dilatato, Wenders per la solitudine architettonica, Kubrick per il rigore dell'inquadratura. L'obiettivo non è illustrare cosa sia Disiz oggi, ma suggerire ciò a cui aspira, catturando la densità di un artista che cambia e si sublima con il tempo, un creatore che, dopo oltre vent'anni di attività, continua a ricercare, sperimentare e reinventarsi.

Il progetto "Non lo ricorderemo." Ciò risuona perfettamente con questo approccio: musica e immagine dialogano attorno a un'idea condivisa di sensibilità sfacciata e verità artistica. Nostalgia, malinconia, ma anche rabbia e consapevolezza sociale permeano l'album, mentre la collaborazione con musicisti di generazioni e stili diversi illustra l'importanza della dimensione umana e collettiva per disiz. Questa energia è presente in ogni scatto della serie a La Fondation, dove spazio, luce e gesto diventano i compagni silenziosi di un artista alla ricerca di continuità e intimità.

TALENTO: DISIZ
FOTOGRAFO/DIRETTORE ARTISTICO: PIERRE ÉMILE-HAVETTE
TRUCCO / CAPELLI: ELVIRE THUOT
ASSISTENTE ILLUMINAZIONE: HUGO MORIN
DA: FLORA DI CARLO
PRODUZIONE: PEARL CARAYOL
CONTATTA L'AGENZIA
STYLING: JULIETTE ALLEAUME (@allo_juliette)

Esperienze e una cultura che ci definiscono

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