
Dietro ogni silhouette di Yves Saint Laurent si cela un fotografo. È questa l'intuizione esplorata dall'International Center of Photography di New York, che dedica una mostra fino alla fine di settembre a come l'immagine fotografica abbia plasmato l'identità stessa della maison nel corso di quattro decenni. Più che un semplice strumento promozionale, la fotografia emerge come materia prima dello stile.


Gian Paolo Barbieri, creazioni della collezione Primavera/Estate 1988 di Saint Laurent Left Bank Collezione indossata da Christy Turlington e Naomi Campbell. Immagini utilizzate per il catalogo della collezione © Gian Paolo Barbieri, per gentile concessione della Fondazione Gian Paolo Barbieri © Yves Saint Laurent
Pensiamo di conoscere Yves Saint Laurent attraverso i suoi abiti; qui lo riscopriamo attraverso le sue immagini. Nel corso della sua carriera, lo stilista ha mantenuto un ricco dialogo con i più grandi fotografi del suo tempo, nomi che da soli bastano a comporre una storia della fotografia del XX secolo. Richard Avedon, Cecil Beaton, Guy Bourdin, Helmut Newton, Irving Penn, Annie Leibovitz, William Klein e Andy Warhol: più di trecento opere riuniscono le loro prospettive attorno a un unico soggetto, questa maison che ha ridisegnato il guardaroba femminile.
La mostra coniuga cronologia e intimità. La prima sezione ripercorre l'evoluzione delle creazioni degli stilisti attraverso ritratti e fotografie di moda, dal sorprendente Yves Saint Laurent immortalato da Irving Penn nel 1957 a quello di Patrick Demarchelier nel 2004, dagli esperimenti di William Klein nei primi anni Sessanta ai momenti del backstage delle sfilate catturati da Bettina Rheims circa vent'anni dopo. Ogni fotografia è una pietra miliare, ma la collezione nel suo insieme rivela una costante: la meticolosa cura con cui uno stilista ha costruito la propria immagine.

La seconda sezione si addentra negli archivi, ed è forse qui che risiede il cuore pulsante della mostra. Oltre duecento oggetti provenienti dal Museo Yves Saint Laurent di Parigi – provini a contatto, quaderni pubblicitari, cataloghi di campagne, ritagli di giornale e fotografie personali – svelano i meccanismi interni del processo creativo. Qui, vediamo come Saint Laurent abbia colto la duplice potenza del mezzo: la sua capacità documentaristica, che cattura per l'eternità ciò che altrimenti rimarrebbe effimero, e il suo potere di elevare, che trasforma gli abiti in icone. La fotografia non si limitava a registrare la moda; a sua volta la ispirava, e mentre esaminiamo questi documenti, percepiamo un designer che concepiva le sue collezioni tanto nelle immagini quanto nei tessuti.
Ciò che la mostra rivela è anche la dimensione più audace di questo approccio. Per Saint Laurent, l'obiettivo era un'impresa rischiosa, un modo per spingere i confini di ciò che era considerato accettabile, in particolare per quanto riguarda i ruoli e le aspettative di genere. Reinterpretare capi tradizionalmente maschili – smoking, tailleur pantalone, trench – per ridefinire il guardaroba femminile ha assunto il suo pieno significato solo dopo la pubblicazione delle immagini sulle riviste. Le fotografie della maison hanno accompagnato, e talvolta persino anticipato, trasformazioni più ampie: nuove rappresentazioni del corpo, strategie pubblicitarie innovative e risposte ai movimenti giovanili e alla globalizzazione. La moda, in quest'ottica, si rivela parte integrante di un cambiamento culturale.


Harry Meerson, Yves Saint Laurent1966 © Harry Meerson
Organizzata in collaborazione con il Musée Yves Saint Laurent Paris e la Fondation Pierre Bergé–Yves Saint Laurent, la mostra consolida il pluriennale impegno dell'ICP nei confronti della fotografia di moda. Con sobria eleganza, ci ricorda come l'eredità di un marchio e del suo fondatore fosse in gran parte impressa nella grana della pellicola. Osservando la silhouette di un abito da sera stagliarsi contro la luce nell'obiettivo di Dominique Issermann, si comprende che per Saint Laurent l'immagine non seguiva la creazione: ne era parte integrante.
Informazioni pratiche
Yves Saint Laurent e la fotografia
Centro Internazionale di Fotografia, 84 Ludlow Street, New York
Dal 11 giugno al 28 settembre 2026
Curatore: Simon Baker, Nastasia Alberti e Clémentine Cuinet








