Nel quartiere del Marais, Géraldine Lay svela ciò che l'occhio frettoloso non vede mai.

Serie: Una sottile patina di realtà Insenature, 2001

Dal 13 maggio al 25 luglio 2026, la galleria Sit Down dedica la sua prima mostra personale al fotografo arlesiano, "Just next door", un viaggio attraverso vent'anni di osservazione dei margini della vita quotidiana.

La serie Pointed Oak, Clichy-Sous-Bois, ReteClichy, 2021

Nel cuore del quartiere Marais, la galleria Sit Down presenta una fotografa il cui nome circola negli ambienti della fotografia documentaristica francese da quasi trent'anni, ma che non ha mai avuto una mostra personale nella sua galleria di riferimento. Ora le cose cambiano con "Juste à côté" (Proprio accanto), che riunisce una selezione delle sue immagini più significative fino al 25 luglio.

Serie: Una sottile patina di realtà collant bianchi, 2002

Nata a Mâcon nel 1972 e residente ad Arles dal 1997, anno in cui si è laureata all'École nationale supérieure de la photographie, Géraldine Lay ha costruito la sua pratica artistica attorno a un'idea semplice ma impegnativa: guardare oltre. Oltre il soggetto atteso, oltre il gesto spettacolare, oltre ciò che la cronaca o l'aneddoto avrebbero catturato per primi. Il suo obiettivo si concentra su un angolo di strada, un riflesso, una postura fugace, frammenti che la maggior parte degli occhi non nota.

Serie Difetti Ordinari, San Pietroburgo, 2011

Il titolo della mostra riassume questa etica del movimento leggero. Non si tratta né di reportage in senso stretto, né di pura astrazione estetica: l'opera di Lay si colloca in una posizione intermedia, quella di una meticolosa attenzione alla banalità, finché la banalità stessa non comincia a raccontare una storia.

Ciò che colpisce della serie qui raccolta, che comprende A Thin Veneer of Reality (Calanques, 2001), North End (Londra, 2015), Far East (Kyoto, 2018) e il progetto più recente realizzato a Clichy-sous-Bois, Chêne-Pointu (2021), è la coerenza di una luce soffusa, spesso obliqua, che funge da sottile rivelatore. Non cerca l'effetto; svela la poesia contenuta in scene apparentemente innocue: bambini sdraiati su un prato inglese, un vecchio telefono rosa appoggiato su una consolle giapponese, il sangue che cola lungo un ginocchio in riva al mare.

Serie North-End, Londra, 2015
Serie sull'Estremo Oriente Kyoto, 2018

Ciascuna di queste immagini funge da punto di svolta, in cui il documentario scivola verso qualcosa di più narrativo, quasi onirico, senza mai abbandonare la realtà.

Dal 2019, Géraldine Lay lavora anche come redattrice di fotografia e arte contemporanea presso Actes Sud, un'attività che, a sua volta, influenza la sua prospettiva di fotografa sulla costruzione di immagini e libri. Questa duplice pratica spiega forse la rigorosa costruzione che caratterizza le sue serie, concepite tanto come opere coerenti quanto come accumuli di momenti isolati.

Serie Improvvisazione Ceretto, 2015
Serie North-End, Glasgow, 2009

" Proprio accanto", Géraldine Lay

Galleria Sit Down, 4 Rue Sainte-Anastase, 75003 Parigi

Dal 13 maggio al 25 luglio 2026

sitdown.fr

@galeriesitdown

@lay.geraldine

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