Jonathan Bertin, fotografo normanno residente a Parigi, evoca un profondo senso di evasione attraverso le sue immagini vibranti e fugaci, che sembrano vibrare con i movimenti e i colori della realtà. Il suo approccio fotografico non mira a congelare l'attimo, ma piuttosto a rivelarne il dinamismo, il respiro stesso.


Impressionismo di Seoul ©Jonathan Bertin
Esistono chiari legami tra l'Impressionismo e le fotografie di Jonathan Bertin. Non essendo un pittore, egli cattura paesaggi e momenti quotidiani con una voluta sfocatura, giocando con la luce e la forma per raccontare una storia delicata. Trasmette alle sue immagini la fluidità della pittura, dando vita a scene di vita quotidiana, paesaggi urbani e scenari bucolici.
Nato in Normandia nel 1996, Jonathan Bertin è ugualmente abile nella fotografia digitale e analogica. Da adolescente ha esplorato la sua regione natale, imparando l'arte della fotografia. Alla ricerca di nuovi orizzonti e di un significato più profondo, ha poi intrapreso viaggi in giro per il mondo, affinando il suo sguardo attraverso il contatto con paesaggi, culture e realtà diverse.
Al suo ritorno, la sua prospettiva trasformata gli ha permesso di vedere la sua patria sotto una nuova luce. Questo artista, che si definisce "ultra-ordinario", è attratto dalla vita quotidiana, svelandone gli aspetti poetici e burleschi e infondendoli di un fascino universale. È particolarmente sensibile alla ricchezza dei toni e alle variazioni di luce che lo circondano.


Impressionismo di Seoul ©Jonathan Bertin
Osservatore appassionato e sensibile della vita quotidiana, Jonathan Bertin la utilizza come terreno di prova, sempre alla ricerca dell'emozione celata nell'ordinario. Approccia la fotografia attraverso il prisma del movimento e del colore, in un processo ispirato all'Impressionismo, cercando anche di rappresentare la natura effimera della luce e i suoi effetti su colori e forme, attraverso composizioni libere, quasi vibranti, e un'aperta sfocatura.
Dal 2023 al 2024 ha creato la serie "Impressionismo", composta da 54 immagini che catturano poeticamente la vita quotidiana in Normandia, cercando di rappresentare in modo innovativo movimento, luce e colore. L'edizione che l'accompagna offre un'esperienza immersiva e sensoriale, con una colonna sonora onirica e un documentario video, invitando gli spettatori a immergersi completamente nel suo mondo.


Impressionismo di Seoul ©Jonathan Bertin
In concomitanza con la sua mostra "Impressionism – Resonances", presentata alla Galerie Porte B nel 2025, Jonathan Bertin svela per la prima volta a Parigi la sua serie ispirata alla Normandia, "Impressionism", e presenta in esclusiva "Seoul Impressionism", il suo ultimo lavoro fotografico realizzato durante la sua residenza artistica in Corea del Sud. Dalla sua nativa Normandia alle vibranti strade di Seoul, intesse un dialogo tra fotografia e pittura, catturando paesaggi e momenti ordinari, continuando a esplorare la poesia della vita quotidiana che lega luoghi e persone. In questa nuova serie, il suo approccio impressionista si fa più vivido, più ritmico, guidato dall'intensità della metropoli sudcoreana.
Jonathan Bertin sta riscuotendo un successo crescente dopo questa mostra, che riunisce le sue due serie principali. In un mondo che accelera, il suo lavoro ci invita a rallentare, a riscoprire una sensibile consapevolezza del presente. Risveglia in noi una curiosità quasi infantile, che si meraviglia del minimo passo, del più piccolo movimento, e restituisce all'ordinario tutta la sua forza poetica.










