Sotto i colori saturi e le scenografie impeccabili di Patty Carroll si cela una realtà ben più inquietante.


Alla Galerie XII, la serie Donne Anonime mette in scena l'assurda e poetica scomparsa della casalinga, trasformando lo spazio domestico in un affascinante teatro di illusioni.
Ci vuole un attimo per cogliere ciò che di inquietante c'è in queste composizioni. Una camera da letto rosa fin troppo perfetta, un soggiorno stracolmo di oggetti, una silhouette appena visibile, a volte ridotta a un paio di gambe, un braccio, una massa indistinta di tessuto. Nell'opera di Patty Carroll, la figura femminile non è mai del tutto presente. Si dissolve nei motivi, viene inghiottita dai mobili, si fonde con la carta da parati. L'immagine inizialmente seduce con la sua maestria visiva, quasi come una pubblicità, prima di rivelare una tensione ovattata, una sorta di soffocamento domestico.

L'artista americana, che vive e lavora a Chicago, esplora i complessi temi della femminilità e dell'identità sin dagli anni Settanta. Formatasi in graphic design all'Università dell'Illinois e successivamente in fotografia all'Illinois Institute of Technology, ha insegnato in prestigiose istituzioni come il Royal College of Art di Londra e la School of the Art Institute of Chicago. Le sue opere sono ora presenti nelle collezioni permanenti del MoMA di New York, della Bibliothèque nationale de France e dell'Art Institute of Chicago, tra gli altri. Con Anonymous Women , un progetto iniziato nel 2013, prosegue la sua incisiva riflessione sulla figura della casalinga, emblematica e al tempo stesso invisibile nell'immaginario collettivo. Patty Carroll non documenta la realtà; ne costruisce la rappresentazione da zero. Ogni fotografia viene realizzata nel suo studio come un set a grandezza naturale, composto da mobili, carta da parati e oggetti accuratamente selezionati. Il processo di scatto funge da fase finale, poiché l'artista non effettua praticamente alcuna post-produzione, convinta che la magia risieda nella costruzione fisica.


Questa materialità conferisce alle immagini una densità particolare. In Smothered (2017), i cuscini si accumulano fino a seppellire letteralmente il corpo femminile, da cui emergono solo le gambe. In Accessoiery (2016), una silhouette è circondata da una profusione di borse, scarpe e cappelli, come se fosse inghiottita da un consumismo che ne è diventato l'identità. Più avanti, White Lies (2024) presenta un monocromo bianco quasi clinico, dove la figura si dissolve in una purezza opprimente. Ogni opera agisce come una variazione sullo stesso motivo: l'intreccio tra la donna e il suo mondo interiore, fino al punto di totale confusione.
L'opera, tuttavia, non si limita a una critica diretta. Patty Carroll introduce un umorismo pungente che disinnesca qualsiasi interpretazione semplicistica. Le situazioni oscillano tra il comico e il perturbante: una donna che annega nei libri in Booky (2016), un'altra che celebra una malinconica solitudine in Birthday Blues (2021), una terza che si mimetizza in un ambiente completamente verde in Green Screen (2021)... La sua satira visiva invita sia al riso che alla riflessione. L'artista stessa descrive il suo lavoro come un'esplorazione del rapporto tra le donne e le loro case, dove l'una diventa un'estensione dell'altra, al contempo appagante e problematico, patetico e umoristico.


Ciò che colpisce è la risonanza che queste immagini hanno ancora oggi. Sebbene il modello tradizionale della casalinga si sia evoluto, la sua influenza rimane profondamente radicata nelle rappresentazioni contemporanee. Carroll non cerca di attualizzare il soggetto a tutti i costi; piuttosto, ne rivela la persistenza quasi insidiosa. Tra critica incisiva e sguardo empatico, le sue fotografie diventano spazi mentali in cui antichi precetti vengono riproposti in nuove forme. Le sue donne anonime non sono semplici silhouette: sono stati d'animo, sensazioni, frammenti di un'esperienza universale.
Informazioni pratiche
“Patty Carroll, Donne Anonime ”
Galleria XII
14, rue des Jardins-Saint-Paul, Parigi 4°
Fino al 2 maggio 2026








